Grecia 150309220951
AVVERTIMENTO 24 Aprile Apr 2015 0855 24 aprile 2015

Grecia, l'Eurogruppo: «Il tempo sta per scadere»

Attacco a Varoufakis nel corso della riunione: «Perditempo e dilettante».

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Jeroen Dijsselbloem e Yanis Varoufakis.

Un nuovo grido d'allarme per la Grecia e un'insofferenza montante verso il ministro di Atene Yanis Varoufakis.
Nell'Eurogruppo la pazienza è ormai finita, assieme alla credibilità del ministro.
«Il tempo sta finendo», hanno avvertito il presidente della Bce Mario Draghi e dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, mentre i ministri hanno rinunciato al loro consueto 'aplomb' e attaccato il greco «dilettante e perditempo» e per aver loro dispensato l'ennesima 'lezioncina' sull'economia greca.
POSSIBILE REVISIONE DELLA LIQUIDITÀ. La frustrazione dell'Eurozona ha toccato i livelli di guardia, il nuovo invito ad accelerare suona come un ultimatum e anche il numero uno della Bce è passato alle minacce: Francoforte potrebbe rivedere la liquidità d'emergenza alla banche greche, unico strumento che tiene a galla il Paese.
Il messaggio che l'Eurozona invia alla Grecia è inequivocabile: «Non c'è alternativa ad un accordo globale», ha aggiunto il commissario agli affari economici Pierre Moscovici, chiudendo anche lui la porta alla richiesta fatta da Alexis Tsipras aa Angela Merkel di un accordo ponte che sblocchi una parte di aiuti in cambio di una parte di riforme.
DIFFIDENZA VERSO INTERLOCUTORE. L'umore dei ministri è plumbeo, non si fidano più del loro interlocutore che ha cercato nuovamente di spiegare, attraverso le sue teorie politiche ed economiche, quello che loro vedono semplicemente come uno stallo tecnico nei negoziati provocato dalle continue difficoltà greche.
Molti ostacoli che hanno rallentato un percorso che a fine aprile sarebbe dovuto finire, con un accordo e lo sblocco degli aiuti.
VAROUFAKIS: «DISCUSSIONE CRITICA». Neanche Dijsselbloem ha nascosto la diffidenza verso Yanis Varoufakis: «È stata una discussione molto critica, abbiamo fatto un accordo due mesi fa, ora credevamo di poter prendere una decisione, ma invece siamo molto lontani e quindi sì, è stato un dibattito molto critico».
Atene intanto continua a tener duro su alcuni paletti: il governo non vuole i tagli alle pensioni perché non crede che stabilizzino il sistema, non vuole rinunciare alla moratoria sulla confisca della prima casa per non creare nuovi senzatetto nelle zone povere e non far precipitare i prezzi del mercato immobiliare, e vuole un avanzo primario più basso di quello che la Ue le chiede.
DECISIVO EUROGRUPPO 11 MAGGIO. Ora per un accordo globale la prima data utile per raggiungerlo è l'Eurogruppo dell'11 maggio, al quale Atene dovrà presentarsi con qualche concessione se non vorrà veder sfumare gli aiuti e ritrovarsi a dover pagare da sola, il giorno dopo, più di 700 milioni al Fondo monetario internazionale.

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