Economia 24 Aprile Apr 2015 1828 24 aprile 2015

Grecia, Varoufakis il temporeggiatore

  • ...

Yanis Varoufakis Gli hanno dato del "dilettante". Lo hanno zittito spiegandogli che ai consessi internazionali bisogna essere pratici e non c'è spazio per i professori e per quelli "dogmatici". Tutto l'Eurogruppo si è trasformato in un processo contro di lui, come se fosse stato quest'economista che ha insegnato in America, Inghilterra e Australia - e che si è posto l'obiettivo di rinverdire il pensiero di Marx - a falsificare i conti della Grecia e portare il Paese al fallimento. Ma tant'è, i ministri economici delle Finanze dei Ventotto che si sono riuniti il 24 aprile a Riga, si sono mostrati concordi soltanto su un punto: non si potrà salvare il Paese ellenico fino a quando Yanis Varoufakis resterà al governo.

Commissione europea L’OTTIMISMO FUORI LUOGO Varoufakis fa spallucce. E continua a provocare i colleghi, sfruttando un espediente ormai consolidato: mostrarsi oltranzista quando la controparte vuole trattare, abbassare i toni quando gli altri li alzano. Ben sapendo che la copertura mediatica non mancherà. Anche ieri - quando i suoi colleghi sbraitavano come prediche - ecco il nostro sfoggiare toni e modi da economista british. Eccolo alla fine del vertice sorridere e spiegare alla stampa - a dir poco incredula - che «è importante che l'Eurogruppo abbia riconosciuto che ci sono stati dei progressi nel negoziato». E quando qualcuno ha provato a ricordargli che i suoi colleghi lo consideravano più pericolo dello stesso crack greco, con la stessa nonchalance, ha replicato di "non concentrarsi sulle divergenze perché siamo determinati a trovare un accordo».

Grecia L’ATTENDISMO DEL MINISTRO Atene sta bruciando. Il Fondo monetario ha calcolato che il Paese ha disponibilità di cassa per pagare pensioni e stipendi fino a giugno. Il che vuol dire che non ci sono risorse per rispettare gli impegni per i creditori internazionali. Tanto che il vice di Varoufakis, Dimitris Mardas, ha ammesso: «Abbiamo bisogno di 4 miliardi di euro a maggio per rispettare tutti i nostri obblighi finanziari». Eppure, nonostante questo Varoufakis va per la sua strada. E continua a seguire uan sua agenda che neppure Alexis Tsipras sembra voler difendere. Da mentore economista del premier, già in campagna elettorale, faceva proseliti spiegando che se non ci fosse stato il fardello del debito greco (circa 315 miliardi di euro), il Paese sarebbe una delle realtà più dinamiche dell'Eurozona. Qualcuno ha provato a spiegargli che i miglioramenti - soprattutto in termini di deficit, export e di gettito fiscale - erano legate alle politiche di rigore imposte dalla Troijka per riportare l'avanzo primario sopra il 2 per cento. Perché l'obiettivo di Bce, Fmi e Ue è sempre stato uno solo: fare in modo che Atene tornasse a produrre le risorse necessarie da mettere in circolazione per salvare il Paese. Invece il nostro ha usato questa lieve inversione di tendenza per lanciare una proposta che ha fatto inorridire tutti i mercati: legare la restituzione dei prestiti soltanto alla crescita del Pil. In caso contrario i creditori avrebbero dovuto farsene una ragione.

Alexis Tsipras, Yanis Varoufakis IL POLIZIOTTO BUONO E QUELLO CATTIVO Va detto che almeno fino a qualche mese fa tra Tsipras e Varoufakis c'era un tacito patto, secondo il quale (e a livello internazionale) uno avrebbe vestito i panni del poliziotto buono, l'altro di quello cattivo. Il futuro premier rassicurava i mercati che la Grecia avrebbe rispettato i suoi impegni internazionali, il futuro ministro dell'Economia faceva intendere che gli ellenici, in emergenza umanitaria, avrebbero anche potuto ristrutturare unilateralmente il debito: cioè non pagandolo. Questo gioco ha avuto successo. Infatti, quando è salito al potere, Tsipras ha potuto contare dell'appoggio pieno di quasi tutti i partner europei e degli Stati Uniti, stanchi del rigore merkeliano. Mentre a Varoufakis i colleghi dell'Eurogruppo hanno garantito uno sconto sugli obiettivi concordati con i suoi predecessori, iniziando dal target sull'avanzo primario, dimezzandolo dal 3 per cento previsto. In cambio gli hanno soltanto chiesto un piano di riforme credibili per riportare l'alto debito verso la soglia di guardia.

Grecia Atene POLITICO E MAI TECNICO Per tutta risposta Varoufakis ha continuato nel gioco del poliziotto buono e cattivo. Tsipras aveva bisogno al tavolo delle trattative di un economista scafato, bravo mediatore e giocatore di poker, capace di presentare ai colleghi europei riforme di bilancio meno costose per le casse e il popolo greco. Invece il ministro ellenico ha proposto di legare il rimborso dei prestiti ai soldi in cassa, ha annunciato di voler di trasformare i turisti e gli studenti in 007 del fisco contro l'evasione, ha costretto Tzipras a varare unilateralmente (senza l'avallo dei creditori) un piano di assistenza ai più poveri. Soltanto la scorsa settimana ha chiesto un anticipo degli aiuti, in attesa di concordare la linea di azione. Eppoi ha accusato la Germania di voler far fallire la Grecia, spinto l'ambasciatore ellenico a Berlino a presentare protesta formale contro Wolfang Schäuble e chiesto ai tedeschi di pagare i danni di guerra. PROCESSO ALL’EUROGRUPPO Nelle ultime ore Varoufakis ha fatto aperture su due dei dossier che Bruxelles gli ha chiesto di intervenire: l'età pensionistica e le privatizzazioni. Ma potrebbe essere tardi. A Riga il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha dichiarato: «Sarò piuttosto franco. Non posso ovviamente riferire il contenuto degli incontri, ma è stata una discussione molto contrastata. Due mesi fa abbiamo raggiunto un accordo e oggi speravamo di vedere possibili risultati su cui prendere decisioni. E invece restiamo lontani. Quindi sì: è stata una discussione molto contrastata, che dimostra in senso di urgenza che attraversava la sala». Lo slovacco Peter Kazimir ha aggiunto: «Parliamo tanto ma stiamo ancora spettando proposte e cifre». L'austriaco Hans Joerg Schelling: «Semplicemente stiamo perdendo troppo tempo». Inutile dire chi, secondo loro, fa perdere tempo e non prende decisioni.

Correlati

Potresti esserti perso