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CRISI ELLENICA 25 Aprile Apr 2015 2150 25 aprile 2015

Spettro «piano B», pressing dell'Ue sulla Grecia

Dijsselbloem: «Evocata ipotesi in caso di default». Ma Moscovici: «Atene resterà nell'euro».

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Il ministro delle Finanze Varoufakis con Dijsselbloem.

Il piano B per la Grecia non è più un tabù nelle parole e nei pensieri di Bruxelles. Di fronte all'indeterminatezza di Atene e a una situazione sempre più critica l'Europa nei pensieri dei ministri dell'Ue cominica a farsi strada il pensiero di cosa fare in caso di un default ellenico.
«È stata evocata l'idea di un piano B, ma mai della 'Grexit», è la conferma del presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem.
Parole che sono arrivate dopo quelle durissime del primo giorno contro il ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis, definito «perditempo e dilettante» per aver dispensato l'ennesima lezione invece di dati e proposte concrete.
PADOAN: «GREXIT IPOTESI MOLTO LONTANA». L'uscita di Atene dall'euro «è un'ipotesi molto lontana», ha provato a gettare acqua sul fuoco il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan, mentre il collega tedesco Wolfgang Schaeuble ha sottolineato che ora «la responsabilità è nelle mani di Atene»: solo Tsipras può evitare il fallimento.
DIJSSELBLOEM: «ALCUNI PAESI PREOCCUPATI DEL FUTURO DI ATENE». Il primo ad ammettere di aver chiesto ai colleghi un piano alternativo qualora la Grecia dovesse fallire, è stato il ministro sloveno delle finanze, Dusan Mramor: «Un piano B può essere qualsiasi cosa, quello che ho detto (agli altri ministri all'Eurogruppo, ndr) è che cosa faremo se un nuovo piano non sarà varato in tempo e la Grecia non sarà in grado di rifinanziarsi o migliorare la liquidità», ha spiegato ai giornalisti.
Dijsselbloem ha confermato: «Alcuni Paesi, a causa delle loro preoccupazioni sulla mancanza di progressi e l'attitudine da parte greca, hanno detto che se continua così, saremo veramente nei guai, e in quel contesto è stato menzionato un piano B».
MOSCOVICI: «RAGGIUNGERE UN ACCORDO È L'UNICO PIANO». Ma nell'Eurogruppo non tutti ritengono utile parlare di alternative per mettere pressione alla Grecia: «Non c'è un piano B, stiamo lavorando per raggiungere un accordo ed è l'unico piano che abbiamo», ha detto il commissario agli affari economici Pierre Moscovici. Tanto che alcuni, irritati dalla chiusura del francese, hanno continuato a discuterne a margine della riunione, senza di lui.
WEIDMANN: «DALLA GRECIA NESSUN PIANO DI RIFORME». Il problema è che il tempo sta finendo come ha ricordato il presidente della Bundesbank Jens Weidmann, e la Grecia non ha ancora presentato né una lista di riforme né un quadro chiaro di bilancio, come ricorda Padoan. Perciò diversi ministri si preoccupano di cosa accadrà nel caso in cui l'Eurogruppo dell'11 maggio dovesse finire con un altro nulla di fatto. Senza aiuti e con 0,7 miliardi da rimborsare al Fmi il giorno dopo, la Grecia sarebbe automaticamente in default. In quel caso, spiegano fonti, toccherebbe alla politica intervenire, perché teoricamente la Bce potrebbe ancora continuare a finanziare le banche greche per qualche tempo, a meno che non collassasse il sistema bancario.

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