Economia 25 Aprile Apr 2015 1000 25 aprile 2015

Tlc, Google lancia la sfida alle major

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A Google essere un colosso di internet non basta più e lo si sa da tempo. E si sa anche che la telefonia è un settore che fa particolarmente gola al colosso di Mountain View (vale appena la pena ricordare tutto il mondo che ruota attorno al sistema operativo Android e ai tablet e smartphone messi sul mercato nel corso degli anni). Ora la società fondata da Sergey Brin e Larry Page fa un passo in più, presentando un proprio servizio wireless, per ora attivo solo negli Stati Uniti. La sfida al settore delle telecomunicazioni, che in America è dominato da At&t, Verizon Communications, T-Mobile Us e Sprint, è stata lanciata. Ecco cosa bisogna sapere. UNA MOSSA DA NON SOTTOVALUTARE. La mossa non è di poco conto: in passato Google è riuscita a trasformare qualunque settore su cui ha deciso di puntare, si pensi per esempio alle email e alle ricerche sul web, mercati completamente ridisegnati dopo l’ingresso di Mountain View. Anche in questo caso, le rivali, che pure possono contare su un’attività consolidata nel tempo, non devono prendere la nuova arrivata sotto gamba: Google ha una platea di utenti enorme e da tempo lavora per rendere internet più accessibile, anche in termini economici. Inoltre, potrà cercare di “dirottare” sul nuovo servizio anche la base utenti di altri suoi servizi, come YouTube. PROJECT FI, PER CHIAMARE E MANDARE MESSAGGI. Il nuovo servizio wireless, Project Fi, è un piano tariffario che consente agli utenti di pagare solo per la quantità di dati utilizzata, invece di comprare pacchetti di dati mensili prestabiliti. Società specializzate come Validas hanno calcolato che in media i consumatori americani sprecano 28 dollari al mese per pacchetti di dati non utilizzati. Il nuovo servizio di Google, inizialmente riservato solo agli ultimi modelli dei suoi smartphone, i Nexus 6, verrà gestito attraverso i network di Sprint e di T-Mobile. Costerà 20 dollari al mese per le telefonate e i messaggi, anche verso 120 Paesi stranieri, e altri 10 dollari per gigabyte di dati usati: se a fine mese dovessero avanzare dati, sarà dato un credito per il mese successivo. In media, il piano di Google è di 15-20 dollari più economico di piani analoghi degli altri maggiori operatori. UNA RIVOLUZIONE IN DIVENIRE. L’ingresso nel mercato non è una sorpresa. Già a marzo Google, durante il Mobile World Congress di Barcellona, aveva annunciato le proprie intenzioni. In quell’occasione Mountain View aveva mostrato il proprio volto meno aggressivo, sottolineando che le proprie ambizioni non avrebbero penalizzato gli operatori di telefonia mobile. In realtà, gli esperti la vedono in modo diverso, specie se si guardano le cose in un’ottica più ampia. Per esempio, in futuro si potrà scegliere di abbonarsi al solo traffico web, facendo telefonate attraverso WhatsApp o altre applicazioni di messaggistica. Questo potrebbe creare non pochi problemi ai grandi operatori americani, visto che gli utenti potrebbero scegliere di non spendere più una media di 50 dollari al mese per un piano tariffario che comprende le chiamate e i messaggi. ALCUNI DUBBI RESTANO Per il momento Google non è ancora una minaccia per i giganti delle telecomunicazioni. Innanzi tutto perché il servizio è nuovo e Mountain View si deve dimostrare in grado di gestirlo. Inizialmente, si potrà accedere al servizio solo su invito e come detto con un solo tipo di smartphone, il Nexus 6. Questo significa che, almeno inizialmente, saranno esclusi tutti i possessori di iPhone. Inoltre, Google non ha ancora un background consolidato come operatore wireless ed è tutto da capire se gli utenti saranno disposti a pagare un abbonamento mensile per consentire alla società di “farsi le ossa” con il nuovo servizio. Va detto che i bassi costi, e il fatto che il servizio si sposta automaticamente sugli hot spot Wi-Fi gratuiti se trova un segnale migliore, può risultare allettante per gli utenti. UN MODO PER SOSTENERE I CONTI. Nell’ottica di Google, Project Fi è tra le iniziative volte a rafforzare i conti, tanto più che quelli del primo trimestre sono stati al di sotto delle aspettative sia in termini di utile sia in termine di fatturato. Google ha messo a segno ricavi per 17,26 miliardi di dollari, in rialzo del 12% rispetto ai 15,4 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso, ma sotto le previsioni per 17,5 miliardi. Gli utili sono saliti del 4% a 3,59 miliardi, ma al netto delle voci straordinarie hanno deluso le stime. Inoltre, il prezzo delle pubblicità ospitate sulla pagine web di Google ha subito il maggiore calo in un anno, scendendo del 7%.

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