Economia 28 Aprile Apr 2015 0919 28 aprile 2015

Beni rifugio, ecco su quali conviene investire

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Il bene rifugio per eccellenza: l'oro Meglio comprare Bund tedeschi che lingotti d'oro. Mentre un'opera d'arte finisce per dare rendimenti superiori a quelli delle case. L'ultima crisi greca e il colpo di Stato in Yemen hanno ribaltato le due grandi macrotendenze che, secondo gli analisti, avrebbero dovuto scandire il 2015: la ripresa dell'Europa sull'onda del Quantitative easing della Bce e il rialzo dei prezzi petroliferi. Invece, nel Vecchio Continente, gli spread tra i titoli di Stato dei Periferici e il Bund si allargano, mentre il Brent continua a ristagnare. E in questo scenario dove le certezze diventano un optional, cassettisti e speculatori sono costretti a rivedere le loro strategie sui beni rifugio per difendere i loro capitali.

Il calo del prezzo del barile C'ERA UNA VOLTA L'ORO Nei giorni in cui l'Eurogruppo isola il ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis e fa sapere ad Atene che «il tempo è scaduto», gli osservatori internazionali si spaventano soprattutto dello stallo del prezzo dell'oro. Nelle ultime ore il metallo giallo sembra fermo a quota 1.200 euro, confermando il trend che in un anno ha perso più di 100 euro, con un calo pari all'8,6 per cento. E con l'oro cadono anche gli altri metalli, come l'argento che negli ultimi dodici mesi ha perso il 20 per cento. Sul futuro gli analisti sono divisi. L’agenzia Metal Focus ha ipotizzato un'ulteriore riduzione del 9 per cento nei prossimi mesi, legando il trend al rafforzamento del dollaro, la bassa inflazione, l'appeal dell'azionariato e i minori acquisti fatti dalle banche centrali. Invece il peggioramento delle condizioni greche fa dire all'osservatorio di Capital Economics, che l'oro potrebbe risalire a fine anno anche a quota 1400 dollari, sfruttando anche l'aumento della domanda da parte di Cina e India e la ripresa del comparto gioielli.

Spread tra Btp e Bund LA LOCOMOTIVA CHIAMATA BUND La rendita del Bund decennale il 27 aprile è arrivato allo 0,138 per cento. Ben presto la Germania potrebbe sostituirsi alla Svizzerra ed emettere titoli sul lungo periodo a tasso negativo. Come dall'inizio della crisi, Berlino continua a rifinanziarsi a zero. Soprattutto le cronache delle ultime settimane, con i ritardi nelle trattative tra il governo greco e i suoi creditori, smentiscono quelli che erano che i dubbi della cancelleria sull'operazione Quantitative easing: Angela Merkel temeva che Mario Draghi, comprando bund dei periferici, finisse per rendere più appetibili Btp italiani, Oat francesi e Bonos spagnoli. Invece le regole imposte dalla Bundesbank all'Eurotower per gli acquisto - bassa esposizione sul singolo Paese, bond con scadenze comprese fra 2 e 30 anni e con un tasso non inferiore a quello sui depositi stabilito dalla Bce che è di -0,2 per cento - ha finito per spingere la Bce a fare incetta di Bund. Secondo Owen Callan, analista di Cantor Fitzgerald, «L’idea che i Bund vadano sotto zero è ormai prevalente tra gli investitori».

Le quotazioni sono calate del 4,2%  FUGA DAL MATTONE Soprattutto in un Paese come l'Italia, il "bene rifugio" per eccellenza è il mattone. Una logica che ha spinto l'80 per cento della popolazione italiana a diventare proprietario della propria casa. Ma - complice la riduzione dei mutui, la rivalutazione degli estimi catastali e la bassa inflazione, l'immobiliare non è più l'argine migliore contro la perdita di potere d'acquisto. L'Istat ha reso noto che nel 2014 le quotazioni delle abitazioni sono calate del 4,2 per cento rispetto al 2013 (quando la variazione media annua era stata del -5,7). Scendono i prezzi soprattutto nelle città, se il calo nelle abitazioni esistenti ha segnato il 5 per cenot, mentre quello delle nuove si è fermato al 2,2 per cento. Si compra bene, ma la remunerazione è una chimera, come dimostra il fatto che dal 2010, nel 2014 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti dell'11,5 per cento. Altri ribassi sono previsti anche per l'anno in corso.

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