Economia 29 Aprile Apr 2015 0951 29 aprile 2015

Eni, utile in calo a 0,7 miliardi (-46%)

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Eni L'Eni ha chiuso il primo trimestre 2015 con un utile netto pari a 0,70 miliardi, in flessione del 46% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L'utile netto adjusted si attesta a 0,65 miliardi (-46%). L'utile operativo adjusted del primo trimestre, sottolinea l'Eni nella nota sui conti emessa dopo il cda, si è attestato a 1,57 miliardi di euro, in flessione del 55% per effetto del calo del 50% del prezzo del petrolio, attenuato dalle migliori performance upstream e di tutti gli altri settori di attività. Lo scenario negativo derivante dal crollo dei prezzi «è stato parzialmente compensato dal deprezzamento dell'euro rispetto al dollaro e dall'effetto del calo delle quotazioni della carica petrolifera sui margini di raffinazione e dei prodotti chimici». Guardando ai vari settori, infatti, la divisione Esplorazione e produzione, che risente fortemente del crollo dei prezzi, ha registrato un utile operativo adjusted pari a 955 milioni di euro, in picchiata del 72,3%, e un utile netto adjusted di 118 milioni (-91%). BENE L'UNITA' GAS AND POWER. L'unità Gas and power, invece, migliora grazie ai benefici della rinegoziazione di una parte sostanziale del portafoglio di approvvigionamento a lungo termine e anche a una ripresa dei risultati del retail: l'utile operativo adjusted si attesta così a 294 milioni (+21%) e quello netto adjusted a 218 milioni (+57 milioni). Anche la raffinazione, anello debole di tutto il gruppo a causa del crollo dei consumi, registra un miglioramento insieme alla chimica: dalla perdita del primo trimestre 2014 si passa a un utile operativo adjusted di 121 milioni, soprattutto grazie al recupero dei margini «in un contesto in cui permangono tuttavia i fattori debolezza strutturale dell'industria in particolare nell'area del Mediterraneo». IN PROGRESSO LE COSTRUZIONI. In progresso anche le costruzioni. Il flusso di cassa netto da attività operativa, infine, si attesta a 2,3 miliardi, mentre gli investimenti del periodo sono stati pari a 2,9 miliardi, focalizzati nello sviluppo di giacimenti di idrocarburi e nei progetti di ricerca esplorativa. L'utile netto adjusted complessivo, comunque, ha beneficiato dai maggiori proventi su partecipazioni grazie alla ripresa dei prezzi di borsa di Galp e Snam. Per quanto riguarda invece l'evoluzione prevedibile della gestione, il gruppo petrolifero afferma che «permangono i rischi relativi alla solidità della ripresa nell'area euro, all'entità del rallentamento di Cina e di altre economie emergenti e alla stabilità finanziaria. Il prezzo del petrolio - inoltre - è previsto in significativo ridimensionamento rispetto al 2014 a causa dell'eccesso di offerta». La produzione di idrocarburi è comunque stimata in crescita grazie all'avvio di nuovi giacimenti, al decollo di quelli avviati nel 2014 e anche "ai maggiori volumi attesi in Libia».

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