Economia 29 Aprile Apr 2015 1127 29 aprile 2015

Qe, effetto sul Pil pari a 1,4 punti

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Bankitalia Gli acquisti di titoli della Bce avranno un impatto sull'economia italiana pari a quasi 1,4 punti percentuali di Pil nel biennio 2015-16 sia come effetti diretti (tassi e prezzi asset) che attraverso quelli indiretti (calo euro e conseguente spinta a export). E' quanto si legge in un occasional paper della Banca d'Italia. Nel lavoro, firmato da Pietro Cova e Giuseppe Ferrero, si ritocca un poco al rialzo la stima dell'impatto avanzata da Via Nazionale nelle scorse settimane che parlava di oltre 1 punto e già compresa nelle ultime previsioni della crescita economica (+0,5% quest'anno e +1,5% il prossimo). Il paper seziona voce per voce i diversi contributi, diretti e indiretti del Qe, sull'economia italiana. IL DEPREZZAMENTO DEL DOLLARO/EURO AGEVOLA L'EUROPA. La componente più robusta arriva dal canale del tasso di cambio: il deprezzamento del cambio euro/dollaro (-10% da novembre 2014 quando Draghi parlò di misure in preparazione) e quello del tasso effettivo nominale (vista l'elevata quota di commercio estero dell'Italia con i partner euro) incide per 0,4 punti quest'anno e 0,5 il prossimo. La variazione della domanda estera intra area di complessivi 0,2% nel biennio. BENE IL CALO DEI RENDIMENTI DEI TITOLI DI STATO. Dal calo dei rendimenti dei titoli di stato a 10 anni (-85 punti base) e dei tassi bancari sui prestiti a famiglie e imprese, arriverà una crescita al Pil di 0,1 quest'anno e 0,3 il prossimo. Il calo dei tassi e il miglioramento delle condizioni di credito comporterà infatti un aumento della spesa delle famiglie e una crescita dei consumi di mezzo punto nel biennio e degli investimenti di oltre un punto. Non si fa invece alcuna stima sull'aumento della ricchezza delle famiglie derivante dalla crescita di azioni e titoli finanziari, meno diffusi in Italia rispetto agli investimenti immobiliari.

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