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OTTIMISMO 30 Aprile Apr 2015 1200 30 aprile 2015

La Bce allontana la deflazione: «In Italia la ripresa si rafforza»

L'Eurotower: «Il calo di disoccupati spinge la fiducia. Il Qe sosterrà la domanda».

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La sede della Banca centrale europea.

Questione di punti di vista. Se l'Istat ha posto l'accento sugli allarmanti dati occupazionali italiani la Bce, nel suo bollettino mensile, pur evidenziando che il tasso dei senza lavoro «resta elevato», ha evidenziato come in Italia e Spagna «il miglioramento del clima di fiducia dei consumatori ha coinciso con un calo del tasso di disoccupazione».
Nella sua analisi economica l'Eurotower si è soffermata anche sui nuovi minimi storici raggiunti dai tassi d’interesse nell'Eurozona dopo il lancio del Quantitative Easing, il programma di acquisto di bond nazionali da parte della Bce per incentivare la crescita nei Paesi più in difficoltà.
«TASSI DI INTERESSE AI NUOVI MINIMI STORICI». I tassi di interesse nell'area dell'euro, ha evidenziato la Bce, «hanno raggiunto nuovi minimi storici dopo che l'eurosistema ha dato avvio agli acquisti nell’abito del programma di acquisto di attività del settore pubblico» il 9 marzo. «Nei primi giorni del programma», si legge ancora, «il calo dei tassi è stato significativo e generalizzato in termini di scadenze nella maggior parte dei Paesi».
Tra inizio marzo e metà aprile, tutti i Paesi «eccetto la Grecia, hanno registrato una flessione dei rendimenti dei titoli pubblici, in particolare i Paesi con un rating più elevato».
Il rendimento medio sulle obbligazioni sovrano a dieci anni dell'area «si è ridotto di 14 punti base, collocandosi allo 0,8% circa alla fine del periodo in esame».
Cali significativi sulle scadenze più lunghe «hanno determinato un ulteriore appiattimento delle curve dei rendimenti sovrani in tutta l’area». Sulle scadenze brevi, infine, «un numero crescente di Paesi dell’area ha registrato rendimenti negativi».
USCITA DALLA DEFLAZIONE. Un altro dato su cui la Bce insiste molto è quello dell’inflazione: «Dopo i bassi livelli di metà gennaio - scrive l’istituto centrale -, le aspettative d’inflazione di lungo termine nell’Eurozona si sono riprese». E ancora: «Nonostante la bassa inflazione, non ci sono segnali che i consumatori stiano rinviando gli acquisti».
DATI IN CONTRASTO CON QUELLI ISTAT. I dati rilevati fotografano però una realtà diversa rispetto a quella evidenziata proprio nello stesso giorno dall'Istituto di statistica, che nella sua ultima rilevazione ha registrato a marzo una crescita della disoccupazione dopo i segnali di discesa che erano arrivati tra dicembre e febbraio.

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