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PREVIDENZA 30 Aprile Apr 2015 1614 30 aprile 2015

Pensioni, la Consulta boccia la norma Fornero

Nel mirino il blocco degli adeguamenti 2012-13. Buco da 5 miliardi.

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L'ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero.

La Corte Costituzionale, con una sentenza clamorosa che apre un buco di quasi 5 miliardi di euro nei conti pubblici, ha bocciato una parte della riforma Fornero, quella che ha bloccato la perequazione delle pensioni negli anni 2012 e 2013.
La norma, dichiarata incostituzionale, stabiliva che, «in considerazione della contingente situazione finanziaria», per i trattamenti pensionistici d'importo superiore a tre volte il minimo Inps venisse bloccato il meccanismo che li adegua al costo della vita.
INTERESSATI 6 MILIONI DI PENSIONATI. La norma abrogata ha colpito in tutto circa 6 milioni di persone, che percepivano una pensione superiore ai 1.500 euro mensili lordi.
Ora l'Inps dovrà ricalcolare gli assegni liquidati: l'impatto sui conti pubblici, stimato dall'avvocatura dello Stato, sarebbe di circa 1,8 miliardi di euro per il 2012 e di circa 3 miliardi per il 2013, per un totale di quasi 5 miliardi.
PALAZZO CHIGI: «TROVEREMO UNA SOLUZIONE». Da Palazzo Chigi fanno sapere che l'impatto della sentenza sui conti pubblici è al momento in corso di valutazione. «Non sarà una prova facile, ma non siamo molto preoccupati. Siamo al governo per risolvere questioni complesse, quindi calma e gesso: studieremo la sentenza e troveremo la soluzione», hanno affermato le fonti consultate dall'agenzia di stampa Ansa.
«SACRIFICATO» L'INTERESSE DEI PENSIONATI. Per quanto riguarda la Consulta, la giudice Silvana Sciarra, giuslavorista che ha redatto la sentenza, ha motivato così la decisione della Corte: «L’interesse dei pensionati, in particolar modo i titolari di trattamenti previdenziali modesti, è teso alla conservazione del potere d'acquisto delle somme percepite, da cui deriva in modo consequenziale il diritto a una prestazione previdenziale adeguata. Tale diritto, costituzionalmente fondato, risulta irragionevolmente sacrificato nel nome di esigenze finanziarie non illustrate in dettaglio».
FORNERO: «QUEL GIORNO PIANSI». L'ex ministro Elsa Fornero, anche se la riforma porta il suo nome, è intervenuta per spiegare come il blocco della perequazione non fosse stata una sua scelta personale, ma «di tutto il governo», per fare risparmi in tempi brevi. «Vengo rimproverata per molte cose», ha detto Fornero, «ma quella fu la cosa che mi costò di più». L'ex ministro ha anche ricordato che si commosse fino al pianto durante la conferenza stampa di presentazione del provvedimento, proprio sul punto dichiarato incostituzionale dalla Consulta.
«La Corte avrà avuto le sue buone ragioni» per procedere con la bocciatura della norma, ha detto ancora Fornero.
MORANDO: «LEGGERE BENE LA SENTENZA». Il viceministro dell'Economia, Enrico Morando, ha invece espresso perplessità. «Se si dichiara illegittima la mancata corresponsione dell'adeguamento, quei pensionati ora hanno diritto ad averlo. La conseguenza è che l'adeguamento va corrisposto», ha detto il viceministro, che tuttavia ha precisato di non aver ancora letto le motivazioni della sentenza.
«Stupisce che, a una prima lettura, non vengano bilanciati i diversi interessi e principi costituzionali così com'era accaduto con la Robin Tax. Questo è un elemento preoccupante, ma bisogna leggere bene la sentenza, è difficile commentarla senza averla approfondita».
IL PRECEDENTE DELLA ROBIN TAX. Il viceministro ha ricordato il precedente della Robin Tax: «Avevo considerato di grande rilievo la decisione sulla Robin Tax perché, dichiarando illegittimo il prelievo, lo si annullava ma senza effetto retroattivo, tenendo così in considerazione anche l'articolo 81 della Costituzione».
E cioè quel «bilanciamento tra principi costituzionali egualmente degni di tutela» salutato come «la fine delle sentenze meramente additive, cioè sentenze che si traducevano in un aumento della spesa pubblica di un punto di prodotto. Ripeto, mi sembra in questo senso che ci sia un difetto, magari c'è una spiegazione che non abbiamo ancora letto», ha concluso Morando.

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