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PREVIDENZA 6 Maggio Mag 2015 1459 06 maggio 2015

Pensioni, scontro sui rimborsi: governo nel caos

Il sottosegretario Zanetti: «No a rimborsi per tutti». Palazzo Chigi: «Fa testo solo Padoan». La Consulta: «Sentenza valida al 100%, non serve ricorso».

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Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

Si apre un caso nel governo sulle pensioni, dopo una giornata di batti e ribatti sui destinatari dei rimborsi autorizzati dalla sentenza della Corte costituzionale, che ha ribaltato lo stop all'adeguamento imposto dalla legge Fornero. A inaugurarla il sottosegretario all'Economia Enrico Zanetti (Scelta civica), che ha escluso «la possibilità di restituire a tutti l'indicizzazione delle pensioni, per quelle più alte sarebbe immorale e il governo deve dirlo forte. Occorre farlo per le fasce più basse».
Anche se si tratta di una «opinione espressa a titolo personale», quella di Zanetti è una posizione che si scontra pesantemente con le parole del ministro Pier Carlo Padoan, secondo cui il governo «rispetterà le leggi, minimizzando l'impatto per le casse del governo». D'altra parte, fonti vicine alla Consulta hanno spiegato che la sentenza vale per tutti, è autoapplicativa e non serve ricorso.
LA CONSULTA: BLOCCO INCOSTITUZIONALE. Secondo la sentenza della Corte costituzionale, vale la pena ricordarlo, il blocco dell'adeguamento all'inflazione delle pensioni lorde di importo superiore a tre volte il minimo previsto dall'Inps (1.443 euro) è incostituzionale. Le stesse fonti governative che in un primo tempo avevano spiegato come «non rimborsare tutti fosse compatibile con la sentenza della Consulta» in serata si sono affrettate a precisare che a riguardo solo da considerarsi attendibili solo «le parole del ministro Padoan». Cadendo, dunque, in un pericoloso contraddittorio.
GOVERNO A CACCIA DI UNA SOLUZIONE. Il governo, insomma, sembra essere alla ricerca di una soluzione che tenga insieme il rispetto delle indicazioni della Corte Costituzionale - anche per evitare di incappare in nuovi stop in futuro - e la tenuta della finanza pubblica, sempre sotto la lente dell'Unione europea, messa a dura prova da un 'conto' che dovrebbe attestarsi, al netto, attorno ai 9-10 miliardi.


MONITO DELL'UE ALL'ITALIA. In questo caotico contesto, infatti, l'Ue ha fatto sapere che la decisione del governo «non deve compromettere l'impegno italiano a rispettare le regole del Patto di stabilità: la sostenibilità dei conti deve restare una priorità anche alla luce dell'alta spesa pensionistica».
CGIA: BUCO DA 16,6 MILIARDI. Mentre secondo la Cgia di Mestre, il buco sulle pensioni costerà all'Italia oltre 16,6 miliardi di euro. Sarebbe questo l'importo complessivo che l'Inps rischia di restituire ai 5 milioni di pensionati che hanno subìto il mancato adeguamento Istat disposto dal governo Monti con il 'Salva Italia' che è stato calcolato al netto dell'Irpef. Per la Cgia il blocco avvenuto nel 2012-2013 ha interessato i pensionati che percepiscono un assegno mensile netto superiore a 1.088 euro.

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