Economia 6 Maggio Mag 2015 1714 06 maggio 2015

Salvattaggio Grecia, atto finale di Varoufakis

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Yanis Varoufakis Yanis Varoufakis è volato a Roma per cercare nuovi alleati in una partita sempre più complessa: salvare la Grecia dall’ennesimo fallimento. Il ministro delle Finanze elleniche - in procinto di incontrare a Madrid Luis De Guindos - ha detto alla fine del vertice con Pier Paolo Padoan: «Sono molto fiducioso sugli esiti dell'Eurogruppo di lunedì 11 maggio. Con il mio collega abbiamo lo stesso linguaggio e gli stessi obiettivi».

Grecia TASSARE I RICCHI Ma Atene non punta soltanto alla diplomazia finanziaria. Per fare cassa il governo Tsipras si appresta a imporre un prelievo speciale sulle cinquecento famiglie più ricche del Paese, parente di quella patrimoniale sugli armatori sempre minacciata dal neopreneier. Ma per convincere l’ex Troijka Ue-Fmi-Bce a sbloccare gli aiuti, Atene sa che dovrà fare di più.  Così - stando sempre al quotidiano popolare Bild - l’esecutivo ellenico starebbe ipotizzando sia un addizionale per chi guadagna più di 30mila euro sia un balzello sugli oggetti di lusso (automobili di grossa cilindrata, ville gioielli, orologi…). In quest’ottica il governo dovrebbe anche cedere sull'introduzione di una tassa sui viaggi di lusso per le isole greche, la perequazione delle aliquote Iva anche per le isole che  godono di un regime speciale, l’obbligo di pagare con carta di credito sopra i 70 euro.

Il parlamento greco IL SALVATAGGIO DEGLI STATALI In questi provvedimenti c’è molto del rigore che il gruppo dirigente di Syriza, una volta arrivato al governo, aveva promesso di spazzare via. Forse anche per questo la Grecia ha deciso di approvare una misura che va nella direzione apposta. A riprova della schizofrenia che regna ad Atene, il Parlamento greco ha approvato un progetto di legge che - testualmente deve «riparare alle ingiustizie nell'amministrazione pubblica» - punta al reintegro di circa 4mila funzionari licenziati dai governi precedenti, in nome dei programmi di austerità concordati con i creditori internazionali. In teoria - perché in pratica non è stata ancora specificata la copertura - il governo dovrebbe riassumere agenti di polizia municipale, bidelli, impiegati pubblici e insegnanti di istituti tecnici che erano stati messi in aspettativa poi licenziati in tronco. Dovrebbero entrare nel perimetro del pubblico impiego anche 6mila vincitori di concorso, che avevano mai potuto entrare in servizio. Nella stessa ottica anche il divieto alla precettazione durante gli scioperi.

Commissione europea SI ALLONTA L’INTESA CON L’EX TROIJKA Per la cronaca Bruxelles chiede ulteriori sforzi all’esecutivo greco per ridurre il numero dei travet e per liberalizzare il mercato del lavoro. Ma l’esecutivo targato Syriza vorrebbe andare in una diversa direzione. Anche perché ha vinto le elezioni promettendo di cancellare quanto realizzato dall’esecutivo Samaras: tra il 2009 e la fine del 2014 ha ridotto i funzionari da 920mila a 640mila, portando il monte stipendi da 24 miliardi a 15,7 miliardi di euro. Varoufakis, forte di queste nuove misure e delle accelerazioni date alle trattative al Brussels Group dopo il suo “commissariamento”, è convinto che si arrivi a un’intesa tra la Grecia e i suoi creditori all’Eurogruppo dell’11 maggio. Una speranza che è stata spazzata via dal capo di questo consesso, Jeroen Dijsselbloem. Da Parigi, il leader dei ministri finanziari dell’eurozona, ha fatto sapere: «Con la Grecia restano ancora da risolvere molti problemi per cui non ci sarà nessun accordo lunedì prossimo». LE CASSE SONO QUASI VUOTE Intanto le trattative vanno avanti, con i Greci che sono pronti a fare nuovi sacrifici. In una lunga telefonata Tsipras ha confermato al presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, che è pronto a fare ulteriori tagli sul versanti delle pensioni (innalzamento dell’età pensionistica), salari contrattazione collettiva. Ieri mattina il Tesoro ha comunicato di aver venduto titoli di Statoper 1,138 miliardi di euro (con tasso al 2,97 per cento) e ha rimborsato 200 milioni di euro di prestito al Fondo monetario internazionale. Come detto, è difficile che tutte queste mosse accelerino le trattative. In quest’ottica è ipotizzabile un nuovo intervento della Bce che - dopo un haircut sui collaterali dati in pegno - potrebbe anche aumentare i finanziamenti per le banche elleniche.

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