Economia 8 Maggio Mag 2015 1257 08 maggio 2015

Curriculum, 10 errori da non commettere

  • ...

Con qualche anno di esperienza lavorativa alle spalle, a un certo punto diventa obbligatorio riscrivere il proprio curriculum vitae per trovare nuove opportunità di carriera: quello con cui si è cercato il primo impiego di certo non basta più, va arricchito con i ruoli ricoperti, le competenze acquisite e i risultati raggiunti. Non basta semplicemente aggiungere le nuove esperienze maturate: bisogna preparare un Cv chiaro, che valorizzi la nostra professionalità: meglio riscriverlo da capo per evitare errori clamorosi. Quando si è a metà carriera, con qualche anno di esperienza alle spalle, i recruiter sono meno interessati, per esempio, alla laurea e alla formazione, mentre sono più attenti ai risultati raggiunti. Il curriculum, dicono gli esperti, deve raccontare la storia del lavoratore. Di seguito i dieci errori da evitare. 1. Includere l’indirizzo Mettere indirizzo, numero civico e codice di avviamento postale serve a poco, se non ad aumentare i rischi di furto di identità visto che il curriculum andrà un bel po’ in giro. Indicare la città di residenza sarà più che sufficiente. 2. Non inserire il profilo Linkedin Oggi non ci sono scuse per un lavoratore che sia in cerca di nuove opportunità lavorative: bisogna essere su Linkedin. Nel cv, dunque, va sempre indicata l’Url del profilo, ricordando di aggiornarlo per far sì che sia coerente con le informazioni sul curriculum inviato all’azienda. 3. Non inserire il titolo professionale e un breve riassunto del proprio profilo I recruiter dedicano in media appena 6 secondi a ogni resume ricevuto: ecco perché è fondamentale inserire in cima al foglio il ruolo cui si aspira e perché si è qualificati per ricoprirlo. Prima di elencare analiticamente tutte le esperienze, meglio inserire il proprio titolo e poi un breve paragrafo - massimo cinque frasi - che riassuma le proprie qualifiche. 4. Non menzionare le aree di esperienza A metà carriera bisognerebbe essere in grado di fornire una lista di competenze o specialità apprese durante le esperienze lavorative. Questa lista serve sia a fornire una visione di insieme al recruiter, che può facilmente dedurne il profilo dell’aspirante dipendente, sia a darvi una marcia in più nell’inoltrare il documento via internet, come se fosse ottimizzato in chiave Seo. Se si hanno dei dubbi su cosa inserire, un  buon trucco è quello di guardare un po’ di annunci di lavoro che rispondo al proprio profilo e identificare i termini e i requisiti ricorrenti. Se si hanno quelle caratteristiche, si possono includere nella sezione delle competenze di base. 5. Non descrivere le aziende presso cui si è lavorato Se i precedenti impieghi sono stati tutti presso brand riconoscibili, si può evitare di descrivere la compagnia. Altrimenti, meglio inserire una frase, scegliendo nel profilo dell’azienda ciò che corrisponde di più all’obiettivo. Per esempio, se si vuole cambiare settore, meglio concentrarsi sulle dimensioni o la località dell’azienda. Per esempio, se si ha un ruolo dirigenziale in una piccola compagnia, includere una descrizione simile può suggerire perché si aspira a un ruolo manageriale in un’organizzazione più ampia. 6. Elencare tutto Il modo migliore è spezzare la descrizione delle proprie esperienze in due sezioni: un piccolo paragrafo di due o tre frasi che riassuma ruolo e responsabilità e inserire una lista di due, massimo cinque punti che spieghino il contributo dato all’azienda e i risultati raggiunti. L’elenco serve a evidenziare le informazioni che si vogliono far risaltare: ecco perché è meglio selezionare i punti da includere. Quando possibile, è sempre una buona idea quantificare le esperienze e i risultati, includendo il numero di persone del team che si è guidato, il budget con cui si è lavorato, il numero di clienti che si è serviti. Questo serve a illustrare l’impatto che si è avuto. 7. Dimenticare l’intestazione della seconda pagina Non c’è bisogno di ripetere tutte le informazioni fornite nella prima pagina, ma è sempre una buona idea includere nome, numero di telefono ed email. Questo aiuta chi legge a ricordare cosa stanno leggendo e fornisce loro il modo di contattarvi immediatamente, nel caso vogliano. 8. Includere gli stage Avendo alle spalle una o più esperienze lavorative, non si è più dei novellini: ecco perché i recruiter sono interessati alle posizioni ricoperte recentemente, non agli stage di quando si frequentava ancora l’università. È il momento di cancellare quelle voci dal proprio cv. 9. Non specificare le competenze informatiche A questo punto della carriera, è scontato che si sappiano usare Word ed Excel. Ma magari nel frattempo si è imparato ad utilizzare programmi più evoluti, utili sul piano professionale. Inserirli è sempre una buona idea. 10. Non inserire il voto di laurea Freschi di università, dire il voto finale della propria carriera accademica era utile, soprattutto se non si avevano molte esperienze lavorative. Ma quando si è ormai da anni nel mondo del lavoro, ai selezionatori importano le vostre performance in azienda, non i risultati dello studio sui libri.

Correlati

Potresti esserti perso