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CONTI 8 Maggio Mag 2015 0956 08 maggio 2015

Pensioni, il buco sale a 19 miliardi

Ma il governo ne vuole pagare solo 4. Sopra 1.500 euro il rimborso sarà parziale.

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Pier Carlo Padoan e Matteo Renzi.

Un buco da 19 miliardi di euro lordi. È questa la cifra con cui deve fare i conti il governo dopo la sentenza della Consulta che ha bocciato lo stop all'indicizzazione delle pensioni superiori ai 1.490 euro dal 2012.
I calcoli definitivi della Ragioneria generale farebbero saltare il bilancio dello Stato (il deficit schizzerebbe al 3,9% del Pil), ma il governo sembra aver trovato il modo per risolvere momentaneamente il nodo del rimborso.
Come si legge su Repubblica, il piano elaborato da Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan è in arrivo a giugno e prevede di non pagare il 100% del dovuto, anzi: solo 4 miliardi su 19.


RIMBORSO PARZIALE SOPRA 1.500 EURO. Significa che chi prende una pensione sotto ai 1.500 euro continuerà a prendere l'indicizzazione piena, dai 1.500 ai 2 mila prenderebbe intorno al 50%, dai 2 mila ai 2.500 poco più del 35%, dai 2.500 ai 3 mila intorno al 25%. Dal tetto dei 3 mila euro invece l'indicizzazione non verrà né rimborsata per il passato né concessa in futuro.
FLESSIBILITÀ EUROPEA. Nelle raccomandazioni attese mercoledì 13 maggio, Bruxelles dovrebbe concedere all'Italia una flessibilità per il 2015 di 5 miliardi rispetto agli obiettivi di bilancio iniziali, così da poter pagare i 4 miliardi di rimborsi delle pensioni.
PIANO DOPO LE REGIONALI. L'impatto di un buco di 19 miliardi sui conti del 2015 porterebbe invece l'Italia dritta al commissariamento europeo tramite procedura per deficit eccessivo e rischerebbe di far crollare i mercati. Per questo il governo non intende pagare il 100% inviando una lettera di impegni alla Commissione Ue, ma la soluzione verrà attuata solo dopo le Regionali del 31 maggio per non destabilizzare la campagna elettorale.

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