Susanna Camusso Segretario 141120181220
SOLDI PUBBLICI 9 Maggio Mag 2015 1729 09 maggio 2015

La Cgil: «A rischio gli stipendi dei dipendenti delle province»

Gentile: «Tagli alle risorse ed esuberi non ricollocati». Madia smentisce.

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Susanna Camusso, segretario della Cgil.

Dopo la sentenza della Consulta sulle pensioni che rischia di creare un buco di oltre 10 miliardi nei conti pubblici italiani, la Cgil lancia l'allarme sulle province. «C'è il forte rischio che da giugno i dipendenti delle province non prendano più lo stipendio, visti i tagli della legge di Stabilità e i ritardi, lo stallo, nel ricollocare gli esuberi derivanti dalla legge Delrio», dice Michele Gentile, responsabile settori pubblici del confederazione.
Il pericolo, secondo il sindacalista, è che da metà anno, o meglio dal prossimo mese, «in molte province non ci saranno più i soldi per pagare i dipendenti pubblici e nel frattempo non si è provveduto a ricollocare gli esuberi» derivanti dal superamento previsto dalla riforma Delrio.
«Un'operazione - aggiunge - che doveva partire a inizio anno e che è invece bloccata».
I TAGLI PREVISTI PER I PROSSIMI 2 ANNI. Gentile punta il dito contro «l'inerzia del governo, le lentezze delle regioni e i tagli della legge di stabilità 2015. «Non sono uscite le tabelle di equiparazione», spiega, strumento base per effettuare i trasferimenti dei dipendenti pubblici, «non c'è il decreto sui criteri di mobilità, se le leggi regionali sono state varate non lo sono ancora tutti i procedimenti attuativi, restano i nodi sui centri per l'impiego e la polizia provinciale». Tutto ciò, «mentre si fanno sentire gli effetti dei tagli sulle risorse destinate alle Province: un miliardo per il 2015, due miliardi per il 2016 e tre miliardi per il 2017».
IL GOVERNO: «DIPENDENTI GARANTITI». Ma Gianclaudio Bressa, sottosegretario di Stato agli Affari regionali, ha replicato: «Lanciare allarmi come fa la Cgil non solo è sbagliato ma è anche irresponsabile soprattutto nei confronti dei dipendenti, che sono e saranno garantiti nei loro diritti».
MADIA: «ALLARME INFONDATO». Il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, ha definito «infondato» l'allarme della Cgil. «Nessuno perderà lo stipendio e il lavoro».

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