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LAVORO 11 Maggio Mag 2015 1551 11 maggio 2015

Inps, nel primo trimestre 319 mila nuovi contratti

Saldo netto tra attivazioni e cessazioni: la spinta dal taglio ai contributi. E con gli sgravi l'indeterminato fa boom: +24%.

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La sede dell'Inps.

L'opportunità di tagliare i contributi da versare per i lavoratori, per tre anni, ha spinto le assunzioni a tempo indeterminato e le conversioni dei contratti nel corso del primo trimestre.
La conferma è arrivata dall'Inps, secondo cui nei primi tre mesi del 2015 sono stati quasi 268 mila i rapporti di lavoro instaurati con l'esonero contributivo fino a 8.060 euro previsto dalla legge di Stabilità. L'ammontare dell'esonero è di 155 milioni di euro. Nel comunicarlo l'Istat ha reso noto che 206.786 sono state le assunzioni a tempo indeterminato e 61.184 le trasformazioni di contratti a termine. Il numero più alto si è avuto a marzo (115.317).
ATTIVATI 1,3 MLN DI CONTRATTI. Attivati nel primo trimestre oltre 1,33 milioni di contratti di lavoro, mentre i rapporti cessati sono stati 1,012 mln, con un saldo positivo di 319.873 unità (+138% sul 2014). Tra gennaio e marzo 2014 il saldo era stato attivo per 134.217 unità.
TEMPO INDETERMINATO, +24% SUL 2014. Le assunzioni a tempo indeterminato sono state 470.785: +24,1% sulle attivazioni 2014. Le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine, comprese le 'trasformazioni' degli apprendisti, sono state 149.041 (l’incremento rispetto allo stesso periodo del 2014 è del 5%). Pertanto, la quota di assunzioni con rapporti stabili è passata dal 36,61 % del primo trimestre del 2014 al 41,84% del primo trimestre del 2015. In particolare, nel corso del mese di marzo 2015 la quota di nuovi rapporti stabili ha raggiunto la misura del 48,2%.
Il calo dei rapporti di lavoro interrotti è l'altra buona notizia che spunta dai dati diffusi dall'Istituto di previdenza: erano 1.148.073 nel primo trimestre 2014 e sono diventati 1.012.389 quest'anno.

Inevitabilmente entusiasta dei dati diffusi dall'Inps, e non poteva essere altrimenti, il premier Matteo Renzi. «I dati Inps sul lavoro ci dicono che la strada da percorrere è ancora lunga, ma la macchina finalmente è ripartita», ha scritto Renzi su Facebook. «Dopo cinque anni di crollo costante, tornano a crescere gli occupati».
«L'ITALIA CE LA FARÀ». «Il fatto che molti di questi contratti siano agevolati dalle misure del Jobs Act (stabilità, sgravi, tutele crescenti, taglio Irap) è sicuramente un fatto positivo», ha sottolineato il presidente del Consiglio. E su Twitter ha rilanciato il messaggio con l'hashtag #Italiariparte. «Naturalmente c'è ancora molto lavoro da fare. Ma grazie all'impegno di tutti e di ciascuno l'Italia ce la farà».
LA CGIL: «UN REGALO ALLE IMPRESE». Decisamente critici, invece, i toni utilizzati dalla Cgil.«Non ci troviamo di fronte a una vera svolta, ma a un grande regalo alle imprese e a meno diritti per i lavoratori». Per il sindacato «non occorreva, dunque, cancellare diritti per far aumentare il tempo indeterminato» e le domande da porsi sono: se basteranno i soldi e se le imprese che beneficiano di questo doping renderanno veramente stabili questi rapporti di lavoro o se finito l'incentivo torneranno a licenziare, visto che il governo non ha reso selettivi gli incentivi».

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