Economia 14 Maggio Mag 2015 0906 14 maggio 2015

Apple, svolta green in 4 mosse

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Essere un gigante mondiale comporta anche alcune controindicazioni, per esempio essere sempre sotto i riflettori per le questioni più disparate. Lo sa bene Apple, finita nel mirino degli ambientalisti, che criticano il colosso tecnologico per l’eccessivo impatto ambientale della catena produttiva e di distribuzione, soprattutto in termini di inquinamento e produzione di emissioni nocive. Ma essere un gigante mondiale vuol anche dire sapere rispondere in tempi brevi ed è quello che ha fatto la società di   Cupertino: Apple si è impegnata a creare abbastanza energia da fonti rinnovabili per sostenere le attività globali, con l’obiettivo ambizioso di includere anche la catena produttiva e distributiva.

Tim Cook, amministratore delegato di Apple. ENERGIE RINNOVABILI PER LA SUPPLY CHAIN Apple attualmente genera energie rinnovabili (solare, eolica, biogas, geotermale, celle a combustibile e in misura minore idrica) equivalenti all’87% dell’energia usata nelle strutture di proprietà a livello globale. L’obiettivo è arrivare al 100%. Includendo anche la catena di distribuzione, che include la produzione di centinaia di milioni dei dispositivi targati Apple, la questione diventa molto più complessa: la società ha fatto sapere che la supply chain utilizza energia in quantità circa 60 volte superiore a quella delle strutture di proprietà di Apple. «Non succederà dalla sera alla mattina, anzi ci vorranno anni, ma è   importante lavorare perché succeda», ha detto l’amministratore delegato Tim Cook. IN CINA PUNTA SULL’ENERGIA SOLARE Il progetto si inserisce per altro in un’iniziativa per migliorare la propria immagine in Cina, soprattutto da un punto di vista ambientalistico. Il Paese della Muraglia è infatti il   maggiore mercato straniero per Apple e il secondo maggiore per fatturato dopo gli Stati Uniti, nonché la sede della maggior parte degli stabilimenti produttivi.In questo senso, il   mese scorso Cupertino aveva annunciato l’avvio del primo grande progetto legato all’energia solare in Cina: con l’aiuto di alcuni partner la società della Silicon Valley avvierà la costruzione di due campi fotovoltaici per la produzione di 20 megawatt di energia ognuno nella provincia di Sichuan. Secondo le stime, una volta ultimati, i due impianti saranno in grado di generare 80 milioni di kilowattora di energia pulita all'anno, pari al consumo di 61.000 case cinesi.

Apple con Wwf per packaging ecologico IN ARRIVO ANCHE UN PROGETTO CON IL WWF Apple ha inoltre annunciato un progetto pluriennale con il World Wildlife Fund (Wwf) per salvaguardare fino a 400.000 ettari di foreste in Cina. Il progetto ha l’obiettivo di   rendere la fornitura di pasta di legno, carta e prodotti del legno usati per il confezionamento dei prodotti più sostenibile per la tutela ambientale. Lo scopo finale è arrivare ad avere un impatto netto pari a zero sull’offerta mondiale di fibra vergine, ovvero fibra di legno usata appunto per il packaging. «Come l’energia, le foreste sono fonti rinnovabili. Questo accordo è un passo importante verso il nostro obiettivo», ha detto Lisa Jackson, vicepresidente di Apple per le iniziative ambientali. IN PASSATO FORTI CRITICHE IN ASIA Per quanto riguarda le questioni ambientali, i rapporti con la Cina non sono sempre stati facili. Nel 2011 un rapporto dell’Istituto per gli affari pubblici e ambientali di Pechino   aveva accusato i fornitori di Apple di provocare un alto livello di inquinamento, cosa che rappresentava un rischio per la salute e la sicurezza pubblica. L’anno scorso un altro   rapporto del gruppo di vigilanza China Labor Watch aveva puntato l’indice contro condizioni di lavoro non sicure nelle fabbriche dove sono prodotti componenti per i dispositivi Apple. All’epoca Cupertino aveva risposto spiegando che la catena produttiva e di distribuzione era tenuta “costantemente sotto stretta osservazione in modo da potere   individuare e risolvere eventuali problemi».

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