Economia 18 Maggio Mag 2015 0926 18 maggio 2015

E-commerce, Kering fa causa ad Alibaba

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Jack Ma, fondatore del sito di e commerce Alibaba Migliaia di borse Gucci da 795 dollari offerte a un prezzo che va da uno a cinque dollari. Chiaramente prodotti contraffatti. A venderli sulla sua piattaforma Alibaba, il gigante cinese del commercio online protagonista lo scorso settembre di uno sbarco record a Wall Street, con un'Ipo da ben 25 miliardi di dollari. Ora però il gruppo guidato dal suo fondatore e 'guru' Jack Ma - che almeno a parole ha fatto della lotta ai falsi una priorità assoluta - rischia di ritrovarsi nei guai. Alcuni dei marchi del lusso più famosi al mondo hanno infatti avviato un'azione legale presso la corte federale di Manhattan, accusando Alibaba di "incoraggiare, assistere e trarre consapevolmente profitto dalla vendita di prodotti falsi". ALLO STUDIO UN MAXI RISARCIMENTO. A fare causa è stata la multinazionale francese Kering, fondata da Francois Pinault, a cui fanno capo brand come Gucci, Balenciaga, Yves Saint Laurent. Il gruppo, nei documenti presentati alla Corte, si dice insoddisfatto dei progressi fatti da Alibaba per combattere la diffusione dei falsi e chiede non solo un ordine esecutivo che blocchi la vendita di migliaia e migliaia di prodotti contraffatti, ma anche un maxi-risarcimento per i danni subiti, al momento non quantificato. Secondo quanto riportano alcuni media Usa, Alibaba, che nel 2013 ha gestito beni per un valore di circa 250 miliardi di dollari (superiore ai concorrenti eBay ed Amazon messi insieme), però rischia anche una condanna penale per violazione delle leggi sul commercio e per favoreggiamento di gruppi legati a traffici illegali e alla criminalità organizzata. LA DIFESA DEL SITO CINESE. Il colosso cinese si difende con forza. Un portavoce ha affermato come il gruppo continui a collaborare con numerosi brand del settore del lusso - vedi Burberry o Estee Lauder - per aiutarli a proteggere i loro diritti di proprietà intellettuale. "Abbiamo alle spalle una forte storia che dimostra questo. Ma per sfortuna - prosegue il portavoce - il gruppo Kering ha scelto la strada di una dispendiosa azione legale invece di una cooperazione costruttiva. Crediamo che tale denuncia non abbia alcun fondamento e la contrasteremo con forza". Kering aveva già presentato una denuncia contro Alibaba nel luglio dello scorso anno, ma poi l'aveva ritirata di fronte alla promessa dei responsabili del gigante cinese di collaborare nella lotta alla contraffazione. Una strategia che sembrava pagare: per i big del lusso garantirebbe un ulteriore ingresso sul mercato cinese (anche attraverso la piattaforma Taobao controllata da Alibaba). Per il gruppo di Jack Ma, una volta approdato a Wall Street, significherebbe rafforzare la propria credibilità. Ma ora la dichiarazione di guerra di Gucci e company potrebbe cambiare le cose.

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