Economia 19 Maggio Mag 2015 1145 19 maggio 2015

Google scalda i motori per lo shopping

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google_shopping Google si prepara a cambiare il modo di fare shopping online. Google vuole sfidare eBay e Amazon. A Google dominare il settore della ricerca e della pubblicità via web non basta più. Le voci che si rincorrono sono numerose, ma girano tutte attorno alla stessa cosa: il colosso di Mountain View si prepara a lanciare, a stretto giro, un nuovo servizio per fare acquisti su internet. Sulle pagine che mostrano i risultati delle ricerche effettuate dagli utenti comparirà un tasto “buy”, compra, cliccando sul quale si avrà accesso a un’altra pagina, sempre di Google, dove fare effettivamente l’acquisto. Ecco quello che bisogna sapere. COME FUNZIONA L’OPZIONE “BUY” Inizialmente, il tasto “buy” comparirà solo sulle pagine di chi fa ricerche su Google via dispositivi mobili. L’opzione sarà integrata con le pubblicità o comunque con i contenuti sponsorizzati, che compariranno in una sezione “shop on Google”. Il pulsante non comparirà invece accanto ai prodotti non sponsorizzati. Cliccando sul tasto “buy” l’utente sarà reindirizzato a un’altra pagina di Google dove sarà possibile acquistare il prodotto,  dopo avere selezionato le caratteristiche e il metodo di spedizione. Per pagare si potrà usare l’account di Google Wallet. I prodotti saranno comunque forniti e venduti da rivenditori, non da Google. IL PROGETTO È ALLE FASI INIZIALI Tra i rivenditori interessati a collaborare con Google ci sarebbe Macy’s, il gigante americano dei department store che ha la sua sede più famosa e storica nel cuore di Manhattan. Va detto che per il momento il progetto è ancora in fase sperimentale, il che significa che Mountain View ci andrà cauta: inizialmente non saranno coinvolte le ricerche fatte via computer e il servizio riguarderà solo una piccola percentuale del traffico di ricerca online. Tuttavia, la mossa è potenzialmente rivoluzionaria per il settore. Per rendere l’integrazione con Google Shopping ancora più interessante, Google starebbe pensando anche a un servizio simile ad Amazon Prime: a un costo annuale fisso, gli utenti potrebbero ottenere le spese di spedizione gratuite da una serie di partner selezionati, oltre alla consegna garantita in due o tre giorni lavorativi. I TIMORI DI ALCUNI RETAILER Non mancano le perplessità. Alcuni retailer temono che Google si trasformerà da alleato, in grado di generare un flusso di traffico prezioso per i siti dei rivenditori, a concorrente, diventando un marketplace dove sarà possibile comprare direttamente i prodotti. Attualmente i retailer inviano a Google dati sui prodotti che vendono online e pagano sia per piazzare le proprie pubblicità sia per i clic fatti sul motore di ricerca per arrivare ai loro siti. Mountain View ha cercato di gettare acqua sul fuoco, spiegando che gli acquisti non saranno fatti tramite Google, ma appunto tramite i siti dei rivenditori, ma non è detto che la cosa non possa cambiare in futuro. GOOGLE LAVORA ANCHE SU ALTRI FRONTI Nel frattempo, un altro fronte su cui Google sta lavorando è quello delle notizie. La società sta pensando di cambiare il suo servizio di notizie dopo le critiche e i provvedimenti legali sul presunto mancato pagamento dei diritti di autore ai giornali citati nella rassegna. Il nuovo servizio si chiamerà Digital News Initiative e punta ad aiutare i quotidiani con le vendite online: prevede un’alleanza con nove quotidiani per aumentare le loro attività digitali e i loro modelli di business. L’iniziativa comprende la formazione ai giornalisti, lo sviluppo di prodotti digitali e 150 milioni di euro in borse per sostenere progetti innovativi nei prossimi tre anni. Tra i giornali che faranno parte del progetto ci sono il Financial Times, il Guardian, Les Echos per la Francia, El País in Spagna e Die Zeit per la Germania. Per l’Italia dovrebbe partecipare La Stampa.

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