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INDAGINE 20 Maggio Mag 2015 1434 20 maggio 2015

Diritti tv, l'Antitrust: «Mai autorizzato patti Sky-Mediaset»

Il garante: «Concessa deroga ma mai intese anti-mercato». Sky: «Sempre coerenti, avevamo vinto la gara».

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Al centro dell'inchiesta della Finanza su Sky, Mediaset e Lega Calcio ci sarebbe la vendita dei diritti televisivi per le stagioni calcistiche 2015-2018.

L'Antitrust «non ha rilasciato alcuna autorizzazione ai sensi della normativa antitrust a favore di operatori tivù» su «possibili accordi distorsivi della concorrenza» in merito ai diritti di serie A 2015-2018, né «alcun contratto o accordo fra Sky e Mediaset è mai stato portato all'attenzione dell'Autorità».
All'indomani dell'esplosione del nuovo scandalo calcioscommesse che ha portato all'arresto di 50 tra dirigenti e tesserati di 30 squadre di Lega Pro e Serie D, il garante per la concorrenza ha inteso chiarire la sua posizione in merito sull'asta che portò alla spartizione delle partite tra i due colossi televisivi.
AGCOM: «NESSUN VIA LIBERA AL PATTO SKY-MEDIASET». L'authority ha ricordato che nell'occasione si «è limitata a esprimersi, su un'istanza presentata dalla Lega Calcio», che riguardava il 'decreto Melandri', «sulla possibilità di consentire all'assegnatario (Mediaset) del pacchetto D (esclusiva su satellite e digitale terrestre delle squadre fuori dalle otto migliori) di concedere in sub-licenza a Sky i diritti audiovisivi relativi al medesimo pacchetto.
Quindi, verificato che l'accoglimento dell'istanza si sarebbe tradotto nella visibilità di una parte degli eventi compresi nel pacchetto D su due piattaforme concorrenti, si è pronunciata favorevolmente. In tale occasione dunque, «l'Autorità ha espressamente fatto salva la possibilità di un intervento ai sensi della legge n. 287/90», quella che disciplina la concorrenza del mercato, «nonché degli articoli 101 e 102 del Tfue», il Trattato sul funzionamento della Ue che affronta il tema degli accordi anticoncorrenza.
Di fatto, i controllori della concorrenza dicono di aver dato il via libera solo allo scambio dei diritti del pacchetto D (Sky si era aggiudicata già il pacchetto A con i diritti delle migliori otto) e non all'impianto complessivo dell'accordo che si basava proprio su quel giro di pacchetti. «Alcun contratto o accordo intercorrente fra Sky e Mediaset» - hanno concluso infatti le stesse fonti - «è mai stato portato all'attenzione dell'Autorità».
SKY: «NOI SEMPRE COERENTI, AVEVAMO VINTO LA GARA». Sul tema è tornato anche il numero uno di Sky Italia ostentando sicurezza: «Zero preoccupati. Preoccupati proprio zero», ha affermato Andrea Zappia, a margine della presentazione del lancio di Sky online tv box. Il manager ha poi spiegato a margine dell'assemblea della Lega di B: «Dal giugno scorso la nostra posizione è chiara. Per i pacchetti A e B avevamo vinto noi».
E ha aggiunto: «Sin dal giugno scorso, dall'apertura delle buste in poi, Sky ha sostenuto con forza e coerenza in tutte le sedi, inclusa Agcm, che le sue offerte per i pacchetti A e B erano quelle vincenti ai sensi delle regole del bando. La Lega, consigliata dal proprio advisor, ha invece adottato con propria decisione e nonostante l'opposizione forte di Sky, un'assegnazione diversa, assai più penalizzante per il business di Sky (cioè assegnare i pacchetti B e D a Mediaset). Sky ha poi acquisito da Rti (Mediaset), con un regolare contratto di sublicenza approvato da Agcm e Agcom, diritti sul pacchetto D».
«Sky non ha quindi partecipato ad alcuna intesa», ha concluso Zappia, «e peraltro l'assetto dei diritti, a valle dell'assegnazione decisa dalla Lega, ha visto Sky particolarmente penalizzata rispetto ai risultati prefigurabili dopo l'apertura delle buste».

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