Economia 21 Maggio Mag 2015 1223 21 maggio 2015

Lavoro, ecco le professioni più richieste

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professioni Mercato del lavoro bene, ma non benissimo. L’ultimo rapporto Istat fotografa una ripresa, ma con parecchie differenze. Cresce l’occupazione degli over 55, che ha registrato un +8,9 %, mentre cala quella giovanile, con una diminuzione di 4,7 punti percentuali per gli under 25 e 2,9 per gli under 35, mentre aumenta il precariato e il part time. In questo scenario, cercare lavoro è sempre più complicato. Ma ci sono dei settori che nel triennio 2011-2014 hanno registrato performance diverse dalla media: mentre l’occupazione è calata complessivamente di 319mila unità, 70 professioni suddivise in quattro macrocategorie hanno invece mostrato una variazione positiva sia nel corso del triennio sia nell’ultimo anno, per un totale di 1,4 milioni di occupati in più. In particolare nel 2014, la metà degli individui occupati in professioni “vincenti” - ovvero in crescita - si colloca nei grandi gruppi delle professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi, e in quello delle professioni non qualificate (rispettivamente 26,7 e 23,2 per cento), mentre quote intorno al 13 per cento sono presenti nei gruppi delle professioni intellettuali, tecniche, esecutive, e una parte residuale tra imprenditori o dirigenti e operai. Ecco quali sono le professioni più richieste dal mercato. PROFESSIONI SPECIALIZZATE TECNICHE gruppo delle professioni specializzate tecniche (632mila occupati) Vi rientrano quelle professioni che sono qualificate in ambito tecnologico e scientifico, e sono caratterizzate da competenze intellettuali-gestionali e tecnico-meccaniche. In questa categoria, i lavoratori più richiesti sono i tecnici della gestione di cantieri edili, imprenditori e responsabili di servizi, responsabili della produzione industriale manifatturiera, gli analisti e progettisti di software, gli specialisti in saldature elettriche e gli ingegneri elettrotecnici, mentre gli esercenti di attività ricettive e ricreative hanno una più elevata competenza gestionale, che si caratterizzano per un contributo più elevato di competenze tecniche, mentre gli esercenti di attività ricettive e ricreative hanno una più elevata competenza gestionale. Nel complesso, questo settore presenta una maggiore presenza maschile: solo il 19,4 per cento degli occupati sono donne. L’eccezione è rappresentata da i gestori di strutture ricettive, dove la quota di donne rappresenta oltre la metà degli addetti. Queste professioni assorbono una quota maggiore di occupati nell’industria in senso stretto, nei servizi di informazione e comunicazione, e nelle costruzioni. La quota di giovani sotto ai 35 anni è pari al 21,2 per cento, e l’incidenza aumenta con riferimento all’ambito informatico e ingegneristico. PROFESSIONISTI SPECIALIZZATI specializzate non tecniche (2 milioni 168mila occupati) Le figure in crescita in questo settore sono 22, e si possono a loro volta dividere in tre profili prevalenti, ovvero le professioni con competenze di carattere gestionale, economico e amministrativo, gli educatori e docenti con elevate competenze di tipo relazionale e di gestione del tempo, e le professioni nell’ambito sanitario che coniugano competenze scientifiche con capacità relazionali. In questo gruppo si riscontra la quota maggiore di occupati con alto titolo di studio (46 per cento) e una più numerosa presenza di donne (58 per cento). I ruoli maggiormente richiesti sono quelli degli specialisti nei rapporti con il mercato; le professioni sanitarie riabilitative; gli addetti alla vendita e della distribuzione; i professori di scuola secondaria inferiore; gli specialisti in contabilità e problemi finanziari; gli addetti alla gestione amministrativa dei trasporti merci; gli addetti all’accoglienza nei servizi di alloggio e ristorazione; i responsabili e addetti alla sicurezza sul lavoro; gli esperti legali in imprese o enti pubblici; gli imprenditori e responsabili di piccole aziende nei servizi e alle persone; gli specialisti in terapie mediche; gli addetti alla gestione degli acquisti; gli istruttori di discipline sportive non agonistiche; gli assistenti alla gestione finanziaria; capotreni e capostazioni; farmacisti; addetti alla gestione del personale, educatori, baby sitter. PROFESSIONI TECNICHE OPERATIVE Gruppo delle professioni tecniche operative (890mila occupati) In questo gruppo le posizioni “vincenti” sono 16,  e sono per lo più professioni operaie con differenti livelli di qualifica. È l’unico gruppo che coinvolge anche professioni del settore agricolo (operai agricoli, conduttori di trattori). Le professioni maggiormente richieste dal mercato sono quelle di esercenti nelle attività di ristorazione; personale non qualificato addetto alla manutenzione del verde; agricoltori e operai agricoli specializzati di coltivazioni legnose agrarie; costruttori di utensili modellatori e tracciatori meccanici; assemblatori in serie di articoli in metallo, gomma e materie plastiche; odontotecnici; assemblatori e cablatori di apparecchiature elettriche; assemblatori e cablatori di apparecchiature elettroniche e di telecomunicazioni; trafilatori ed estrusori di metalli; cuochi in alberghi e ristoranti; Allevatori e operai specializzati degli allevamenti di bovini ed equini.  Si tratta del gruppo che impiega la quota più elevata di giovani, circa il 26 per cento) e, allo stesso tempo, quella più bassa di laureati, appena il 3 per cento degli impiegati. PROFESSIONI ELEMENTARI Gruppo delle professioni elementari (2 milioni 920mila occupati) Vi rientrano 20 professioni in totale: badanti; addetti ai servizi di pulizia di uffici e esercizi commerciali; personale non qualificato addetto all’imballaggio e al magazzino; professioni nei servizi sanitari e sociali; addetti alla preparazione, cottura e distribuzione di cibi; custodi e portieri di edifici; camerieri; venditori a domicilio e a distanza; addetti al lavaggio veicoli; bidelli; collaboratori domestici; personale non qualificato addetto alla cura degli animali; manovali; cassieri di esercizi commerciali; autisti di taxi; furgoni e altri veicoli; addetti alle agenzie di pompe funebri; addetti all’informazione e all’assistenza dei clienti. Analizzando il gruppo,  il 91,3 per cento degli occupati è impiegato nel settore dei servizi, in particolare in quelli alle famiglie, con il 24,7 per cento dei lavoratori del settore. Circa due occupati su tre sono donne, in particolar modo tra badanti, operatori socio-sanitari, addetti alla pulizia in casa e uffici, cassieri. Poco meno di uno su tre è straniero, la metà possiede un basso titolo di studio.

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