Economia 21 Maggio Mag 2015 0939 21 maggio 2015

Whirlpool, esuberi a quota 2.060

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Torna a salire la tensione sulla vertenza Whirlpool. L'azienda ha presentato il piano di ristrutturazione degli uffici amministrativi che, dice Gianluca Ficco della Uilm, «aggiunge ulteriori 480 esuberi. Gli esuberi complessivi in Italia salgono a 2.060 su 6.700 dipendenti, di cui 1.430 nelle fabbriche, 150 nella R&S e 480 nell'amministrazione». Da questi numeri, aggiunge Ficco, «andrebbero però detratti i 280 incrementi occupazionali che sono programmati a Cassinetta (Varese)». GOVERNO: «PIANO INQUALIFICABILE». Ma il governo, dopo un mese di continue riunioni con l'azienda e le organizzazioni sindacali, ritiene «inqualificabile» il piano Whirlpool perché in questo lasso di tempo non sono stati fatti passi avanti. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi che ha presieduto un nuovo incontro tra le parti sociali. Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha spiegato: «Continuiamo a non essere d'accordo, continuiamo a pensare che gli accordi fatti all'epoca di Indesit vanno mantenuti e quindi chiediamo a Whirlpool di ripresentare il proprio piano industriale». FIOM VERSO LA MOBILITAZIONE. Il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, ha proposto «alle altre organizzazioni una grande mobilitazione di tutto il gruppo e di andare negli stabilimenti a discutere con i lavoratori». UNICA SEDE IN LOMBARDIA. Dei 480 nuovi esuberi annunciati negli uffici amministrativi, 200 sono a Varese, 200 a Fabriano, 80 a Milano. Inoltre Whirlpool sta valutando di accorpare i siti di Comerio (Varese) e di Milano in un'unica sede ancora da individuare in Lombardia. Secondo quanto riferisce la Uilm «anche per gli impiegati, Whirlpool dichiara la disponibilità a non licenziare fino al 2018, a patto di avere gli ammortizzatori sociali necessari». UILM, APPELLO AL GOVERNO. «Whirlpool - commenta Ficco - ha messo sul tavolo l'entità complessiva del problema occupazionale, e ciò ci spinge a ribadire con maggior forza la nostra richiesta: il piano industriale deve essere modificato, in modo da escludere davvero chiusure e licenziamenti, rispettando gli impegni presi in passato non solo con i lavoratori ma anche con le Istituzioni. Chiediamo il pieno appoggio del governo per far cambiare idea alla multinazionale americana».

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