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LO SPORTELLO 22 Maggio Mag 2015 0900 22 maggio 2015

I 10 consigli anti-banche: così potete difendervi

Consulenti, costi, profilo di rischio e tassi: vademecum per evitare gli abusi finanziari.

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Contro le commissioni bancarie si può anche fare causa.

Dopo circa cinque mesi di collaborazione con Lettera43.it spero di aver fornito un po' di informazioni per iniziare a difendersi contro gli abusi delle banche.
'Lo sportello' è una rubrica di servizio e come tale si pone l'obiettivo di fare cultura finanziaria, quella necessaria per iniziare a negoziare in maniera paritetica con il mondo delle banche.
E siccome la memoria degli esseri umani ha una capacità limitata, ecco una sintesi dei consigli finora prodotti.
VADEMECUM DA STAMPARE. Un vademecum di difesa da stampare e fissare sulla lavagna di casa.
Perché solo chi sa e si ribella agli eventi (o quantomeno semplicemente ne è partecipe consapevolmente) acquisisce il diritto a pretendere qualcosa in più nella vita civica.

1. Controllate il conto ogni tre mesi

Controllate sempre gli estratti conto e gli scalari trimestrali, facendo un raffronto con quelli del trimestre precedente.
OCCHIO ALLE FREGATURE. All’interno di essi ci sono tutte le fregature che la vostra banca cerca di nascondervi.

2. Affidatevi a un consulente

Se volete essere sicuri che il vostro istituto non vi stia imbrogliando, affidatevi sempre a un consulente a cui far leggere attentamente gli estratti conto.
DEVE ESSERE INDIPENDENTE. Ma sinceratevi subito che sia indipendente. L'Italia è infatti il Paese del conflitto di interessi.
Capita spesso che lo stesso consulente lavori anche per una banca o addirittura un gruppo bancario radicato sul territorio, e il suo interesse non è certo quello di andare contro chi probabilmente gestisce il proprio conto corrente.

3. Se vedete le parole “manleva” e “novazione” non firmate

Non firmate nulla quando leggete le parole “manleva” e “novazione”.
Perché? Semplice. È molto probabile che la banca abbia commesso delle leggerezze alla stipula di un contratto precedente a quello che vi accingete a firmare ora.
SI ANNULLA IL PREGRESSO. Grazie a quelle due paroline l’istituto rimedia ai propri errori, si annulla tutto il pregresso e voi non potrete fare causa.

4. Dite sempre di no ai prodotti finanziari una volta ottenuto un prestito

Una volta ottenuto un prestito, la banca cerca di rifilarvi una serie di prodotti finanziari che le permettono di guadagnare di più.
NASCONDONO SPAZZATURA. Spesso vengono 'presentate' come polizze assicurative, ma talvolta trattasi di prodotti che nascondono derivati e titoli spazzatura.
Dite sempre no! E se proprio siete costretti a comprare qualcosa per paura di perdere quel fido, acquistate prodotti a basso rischio, soprattutto fondi comuni di investimento mobiliare gestiti da case terze e non dalla banca stessa.

5. Attenti a tutti i costi a vostro carico: è usura bancaria

Attenti all’usura bancaria! Scatta al superamento del cosiddetto tasso soglia: il tasso massimo d’interesse che una banca può applicare al correntista.
È stabilito trimestralmente dalla Banca d’Italia. Generalmente il tasso nominale applicato al cliente è inferiore al tasso soglia, ma a determinare l’usura contribuiscono tutti i costi a carico del correntista (interessi di mora, commissioni, coperture assicurative).
OCCHIO ALL'ANATOCISMO. Assieme all’usura, occhi aperti sull’anatocismo. Ovvero la capitalizzazione degli interessi passivi («gli interessi sugli interessi») che comporta un aumento esponenziale del debito a carico del correntista.
Fatevi fare una perizia da tecnici specializzati e ricordate che mediamente non deve costare più di 1.000 euro

6. Occhio agli aumenti dei tassi a inizio trimestre

Molto spesso le banche applicano le cosiddette «manovre massive»: attività poco trasparenti che hanno la finalità di alzare di qualche basispoint i tassi applicati alla clientela.
Gli istituti agiscono di solito all’inizio del trimestre in modo che gli aumenti vengano comunicati solamente attraverso l’estratto conto scalare: questo, se tutto va bene, viene recapitato entro i primi 20 giorni del trimestre successivo.
NEL 97% DEI CORRENTISTI È IGNARO. Se il cliente non se ne accorge, continuerà a pagare un tasso diverso da quello che ha concordato.
Ho le prove che - in base a una statistica interna fatta sulla base dei reclami pervenuti - circa il 97% dei correntisti non presta attenzione a questi aumenti.

7. Negoziate sempre le condizioni contrattuali

Negoziate sempre i prezzi e le condizioni contrattuali, possibilmente assistiti da un consulente indipendente.
LA BANCA HA DEI MARGINI. Anche la banca ha margini di trattativa per venirvi incontro e non far saltare un’eventuale stipula.

8. Se la banca 'confessa', non accettate soldi di conciliazione

Se coglierete in castagna la banca, accorgendovi di qualche magagna su contratti o estratti conto, il direttore sarà così gentile da offrirvi dei soldi per chiudere subito la questione e non adire le vie legali.
Si chiama «procedura di calmierazione» e viene attivata entro due-tre giorni dalla vostra segnalazione.
La tendenza a conciliare, da parte dell’istituto, equivale a una mezza confessione.
ANDATE FINO IN FONDO. Non accontentatevi pertanto di quei pochi spicci, andate a fondo e studiate attentamente tutti i vostri conti correnti.
È probabile che a vostra insaputa la banca abbia compiuto ben più gravi reati.

9. Smascherate il 'trucco' della Commissione di massimo scoperto

Pochi lo sanno, ma la Commissione di massimo scoperto - abolita perché ritenuta (giustamente) illegittima e vessatoria nei confronti del correntista - oggi è raddoppiata.
Esiste infatti la Civ (Commissione di istruttoria veloce) e la Dif (Commissione disposizione fondi o Disponibilità immediata fondi).
SOMMATE ILLEGALMENTE. Della serie: un passo avanti e due indietro! E attenzione perché capita che le banche non rispettino la illegittimità della «clausola di coesistenza» ovvero sommano entrambe le commissioni a carico del cliente sebbene la Banca d’Italia ne vieti categoricamente la possibilità.
La stessa perizia di cui sopra accerta anche questo!

10. Verificate il vostro 'profilo di rischio'

Andate in banca e controllate il vostro 'profilo di rischio'.
L’obiettivo è di eliminare dalle mani delle banche lo strumento che consente alle stesse di proporre e vendere al cliente i prodotti che vogliono collocare e quindi di tutelarsi con un paracadute da utilizzare di fronte ad eventuali contestazioni
Ma che cosa è il profilo di rischio?
Una nuova normativa stabilisce che ciascuna banca proceda obbligatoriamente a una classificazione dei propri clienti in base alle caratteristiche degli stessi e alla competenza in materia finanziaria e ne tracci quindi un «profilo di rischio o profilo finanziario».
CHIEDETE UNA MODIFICA. Il cliente può chiedere (e ottenere) la modifica del suo profilo di rischio adeguandolo alle sue effettive caratteristiche di investitore.
A questo punto la banca si trova nell’impossibilità di offrire e vendere, in futuro, prodotti che il cliente non avrebbe mai voluto acquistare.

P.s. qualche dritta sui mutui per l'acquisto delle case

Dopo i 10 consigli, un paragrafetto a parte meritano i suggerimenti per i mutui ipotecari destinati all'acquisto della casa
Il vero problema è che non c’è reciprocità tra banche e cliente. Riassumiamo così tutti i trucchi messi a punto dagli istituti di credito per sottrarre più soldi possibile a chi si presenta per chiedere un mutuo, che è spesso disposto ad accettare ogni condizione pur di ottenere il prestito.
SOLO IL VALORE MINIMO. Sul mutuo a tasso variabile, per esempio, la banca fissa quasi sempre solo il valore minimo, senza inserire quello massimo, per essere sicura di non perderci e per non porre limite al suo guadagno.
Quindi dovrebbe mettere un cap. Oppure dovrebbe almeno dare la possibilità di rescindere il contratto quando il tasso sale troppo, ma spesso in questi casi chiede una penale di rescissione che è vietata per legge.
L’ostacolo legale, previsto anche per i finanziamenti, è infatti aggirato facilmente.
PENALI MASCHERATE. Gli istituti di credito, al posto di fare pagare la penale, provano ad addebitare delle spese di chiusura del contratto molto alte, fino a mille euro, che possono essere calcolate anche in proporzione al debito residuo.
Si tratta di penali mascherate e si possono evitare stando attenti al momento della stipula del contratto.
C’è poi il problema delle garanzie. Quando faccio un mutuo la banca iscrive l’ipoteca sul bene per il quale mi viene concesso il prestito: fin qui tutto corretto.
Succede però che talvolta la garanzia richiesta eccede man mano che vado avanti a pagare il mutuo, se chiedo di ridurre l’ipoteca in base a quanto mi è rimasto ancora da pagare la banca si rifiuta di farlo.
IPOTECA DA ADEGUARE. E la legge lo permette, anche se il buon senso direbbe il contrario. Quindi come è possibile tutelarsi? In sede di stipula del contratto bisogna chiedere la possibilità di adeguamento dell’ipoteca in funzione di quanto mi resta da pagare.
E fare attenzione alle clausole vessatorie, spesso inserite dalle banche esclusivamente a loro favore, sfruttando la posizione dominante di cui godono e l’ignoranza della controparte.
MUTUI SFAVOREVOLI. E, se il mutuo è troppo sfavorevole per la banca, questa farà di tutto per estinguerlo.
Quando il mutuatario vende l’immobile e l’acquirente chiede di mantenere il mutuo, soprattutto se il tasso è vantaggioso, il finanziatore non ha interesse a tenere un mutuo che non gli conviene quando potrebbe negoziarne uno più vantaggioso al tasso attuale, quindi usa tutte le scuse possibili per cercare di chiuderlo.
Di solito dice di non fidarsi della solvibilità dell’acquirente e così prova a chiedere anche la garanzia del mutuatario originale. In questo modo, anche se non riesce ad avere la doppia garanzia, raggiunge l’obiettivo di chiudere il mutuo svantaggioso.
POLIZZE INCENDIO O VITA? Un discorso a parte riguarda infine le condizioni imposte dalla banca per concedere il mutuo (polizze incendio o vita) che sono illegittime quando vengono proposte senza la possibilità di scegliere tra i prodotti offerti da altre banche concorrenti.
Per quanto riguarda la polizza incendio sull’immobile vincolata a favore della banca bisogna inoltre controllare che nel contratto sia indicata “nei limiti dell’ammontare residuo” e non “nei limiti dell’aumentare dell’intero valore del mutuo”, perché il rischio della banca è di perdere quanto manca da versare, non l’ammontare totale.

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