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COMMENTO 22 Maggio Mag 2015 0832 22 maggio 2015

Pensioni, Padoan: «La Consulta doveva valutare i costi della sentenza»

Il ministro dell'Economia: «È mancata l'interazione col governo». Renzi: «Rispetto per la Corte».

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Pier Carlo Padoan.

La Consulta non ha valutato il buco creato sulle pensioni con la sentenza sui rimborsi. Lo ha affermato in un'intervista a Repubblica il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. «Massimo rispetto per l'autonomia della Corte, ma spero che in futuro l'interazione con governo e Avvocatura sia più fruttuosa quando ci sono implicazioni per la finanza pubblica», ha detto Padoan.
INFORMAZIONI DA CONDIVIDERE. «La Corte sostiene di non dover fare valutazioni economiche sulle conseguenze dei suoi provvedimenti e che non c'era una stima dell'impatto, che non era chiaro il costo. Ma in un dialogo di cooperazione tra organi dello Stato indipendenti come governo, Corte, ministri e Avvocatura sarebbe stata opportuna la massima condivisione dell'informazione».
MANCATA LA VALUTAZIONE DELL'IMPATTO. Padoan ha quindi precisato: «Tutti lavoriamo per il bene dello Stato. Non dico ovviamente che bisogna interagire nella fase di formulazione della sentenza, perché l'autonomia della Corte è intoccabile, ma se ci sono sentenze che hanno un'implicazione di finanza pubblica, deve esserci una valutazione dell'impatto. Anche perché questa valutazione serve a formare il giudizio sui principi dell'equità», ha concluso. «Questo è mancato e auspico che in futuro l'interazione sia più fruttuosa».
RENZI 'CORREGGE' PADOAN. Ma il premier Matteo Renzi ha 'corretto' Padoan spiegando che il governo «lavora nel massimo rispetto e raccordo istituzionale: abbiamo rispettato la sentenza della Corte costituzionale e ora si tratta di lavorare insieme perché i segnali di ripresa, che ci sono, possano irrobustirsi».
230 MILA PENSIONATI DA OLTRE 35 ANNI. Intanto l'Inps ha fatto sapere che su circa 9,4 milioni di pensioni di vecchiaia e anzianità vigenti a fine 2014, quasi 230 mila sono pagate a persone ritirate dal lavoro prima del 1980, quindi oltre 35 anni fa. L'età media alla decorrenza per le pensioni decorrenti prima del 1980 è di 55 anni (53,3 per le pensioni anticipate) contro i 63,3 nel 2014.
CALO DEL 43% SUL 2011. L'anno scorso sono state erogate 83.822 pensioni anticipate rispetto all'età di vecchiaia con un calo del 43,7% rispetto alle 149.129 del 2011 (prima della riforma Fornero) e del 21,7% sul 2013. Si tratta dell'effetto della stretta sulle anzianità che prevede che per l'uscita servano 42 anni e sei mesi di contributi (41,6 per le donne).

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