Eurotower Draghi 150309165304
EUROTOWER 23 Maggio Mag 2015 1820 23 maggio 2015

Draghi: la crisi ha cambiato la Bce per sempre

I banchieri centrali «non vogliono essere invadenti e dire ai governi cosa fare».

  • ...

L'Eurotower di Francoforte.

La crisi «ha cambiato la Bce per sempre». A dirlo è il presidente della Bce Mario Draghi. Nel suo intervento a Sintra, in Portogallo, ha precisato però che «il mandato dei banchieri centrali è rimasto lo stesso, mentre sono gli strumenti ad essere cambiati».
I banchieri centrali «non vogliono essere invadenti e non vogliono dire ai governi cosa devono fare», ha detto Draghi aggiungendo che ora «è il momento migliore per fare le riforme strutturali».

Draghi all'Ue: «Non abbassare la guardia»

Un concetto ribadito anche in un messaggio inviato a un convegno Luiss a Roma. Rafforzare la condivisione dei rischi, consolidare la governance comune delle riforme, politiche di bilancio pro-crescita. È questa la ricetta di Draghi, che ha invitato a «non abbassare la guardia: Ue potrà funzionare veramente soltanto se sapremo ovviare alla lacune istituzionali e regolamentari ancora presenti».
CORREZIONE DEI CONTI PUBBLICI. Ogni ritardo «può essere pericoloso», ha ribadito. Per questo è necessario proseguire il processo di correzione dei conti pubblici «con misure favorevoli alla crescita» nei Paesi «dove l'elevato livello del debito ha compromesso il ricorso alle politiche nazionali di bilancio quale strumento di stabilizzazione macroeconomica».
Il presidente della Bce ha poi puntualizzato che «non è stato sempre fatto abbastanza nell'area dell'euro per salvaguardare la capacità di utilizzare la politica di bilancio in senso anticiclico». E ha sottolineato che «permangono forti divergenze interne in termini di disoccupazione, crescita e produttività» e che «diversi Paesi devono ancora ricondurre le proprie politiche di bilancio su un percorso coerente con la sostenibilità di lungo periodo».
SERVE UNIONE DI BILANCIO PIÙ STRETTA. In quest'ottica per il presidente Bce è cruciale che la conclusione del processo di convergenza delle politiche economiche e finanziarie si accompagni con «l'avvio di una riflessione approfondita su come procedere verso una più stretta unione di bilancio, sia con riferimento ai processi decisionali comuni riguardanti le politiche fiscali nazionali, sia in relazione alla prospettiva di un bilancio europeo e al rafforzamento dei doveri di responsabilità degli Stati membri».
Il messaggio di Draghi rimarca come «questi tre obiettivi implicheranno prima o poi un'ulteriore condivisione di sovranità da parte dei Paesi dell'area. Quella che potrebbe apparire una minaccia è in realtà un'opportunità». In primo luogo, ha spiegato il numero uno della Bce, «è necessario rafforzare la condivisione dei rischi privati nell'area dell'euro. L'integrazione finanziaria deve progredire qualitativamente rispetto al periodo pre-crisi per favorire l'accesso delle imprese (grandi e piccole) al credito e potenziare al tempo stesso la capacità di aggiustamento delle nostre economie tramite una maggiore diversificazione.
UNIONE BANCARIA UTILE, VA COMPLETATA. L'unione bancaria ha costituito un passo importante verso questi obiettivi, ma va portata a compimento. Deve ora rapidamente seguire un'unione completa dei mercati dei capitali».
E ancora, occorre consolidare la governance comune delle riforme strutturali «lungo due direzioni. Da un lato va esteso ove possibile il ricorso a standard condivisi basati sulle migliori prassi, dall'altro va rafforzato l'approccio nazionale (country specific) nelle altre aree di intervento. Entrambi devono essere parte di un ulteriore processo di convergenza delle nostre economie nella capacità di fronteggiare gli shock e di crescere insieme». Infine, per Draghi è necessario proseguire il processo di correzione dei conti pubblici nei Paesi con elevato livello di debito «con misure favorevoli alla crescita».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso