Mary Barra General 131210182505
LA CAUSA 23 Maggio Mag 2015 1530 23 maggio 2015

General Motors, verso maxi sanzione

Incidenti legati a un difetto all'accensione, l'azienda pronta a fare un accordo con la Corte.

  • ...

Mary T. Barra e il vice chairman di General Motors Stephen J. Girsky.

Il Dipartimento di Giustizia ha identificato, nel corso delle indagini, degli illeciti penali nella mancata comunicazione da parte di General motors del difetto all'accensione che ha causato almeno 104 morti.
PROBABILE MULTA DA OLTRE 1,2 MILIARDI. Le autorità starebbero negoziando un patteggiamento record, superiore alla sanzione da 1,2 miliardi di dollari inflitta a Toyota. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali un patteggiamento potrebbe essere raggiunto in estate.
Un accordo con il Dipartimento di Giustizia è essenziale per Gm per voltare pagina e recuperare la propria reputazione. «Stiamo collaborando con tutte le richieste. Non siamo in grado di commentare sullo stato delle indagini, inclusa la tempistica», ha affermato Gm.

Gm ha richiamato 30 milioni di auto per un difetto all'accensione, spesi di 3 miliardi di euro

La casa automobilistica ha richiamato, a partire dal febbraio 2014, 30 milioni di auto, per un difetto all'accensione in grado di spegnere il motore, disattivando anche gli airbag. Gm ha speso 3 miliardi di dollari in richiami lo scorso anno, inclusi i 600 milioni di dollari accantonati per compensare le vittime degli incidenti e le loro famiglie. Un capitale al quale si potrebbe aggiungere la maxi multa.
Chissà se una volta concluso l'accordo con il Dipartimento di Giustizia, Gm prenderà di nuovo in considerazione la possibilità di fusione con Fiat Chrysler (Fca). Stando infatti a quanto riportato da l'International New York Times, a metà marzo l'amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne, ha inviato una e-mail al ceo di General motors, Mary T. Barra, per «parlare del potenziale successo commerciale di una fusione».
Il quotidiano americano cita alcune fonti secondo cui nella lettera Marchionne «illustrava in dettaglio come le case automobilistiche mondiali avessero bisogno di consolidarsi per risparmiare denaro e suggeriva che una fusione tra Gm e Fiat Chrysler avrebbe potuto tagliare i costi per miliardi di dollari e creare una superpotenza nel settore auto». Ma questa analisi - sempre stando alle indiscrezioni del Nyt - non ha suscitato l'interesse di Barra nè del board di Gm e «la richiesta di un incontro da parte Marchionne è stata lasciata cadere».

Correlati

Potresti esserti perso