Ministro Grecia Nikos 150525105021
CRISI ELLENICA 25 Maggio Mag 2015 1045 25 maggio 2015

La Grecia non rimborserà il Fmi: «I soldi non ci sono»

Le quattro rate, da ripagare entro il 5 giugno, ammontavano a 1,6 miliardi di euro. Varoufakis avverte: «Grexit? Sarebbe la fine».

  • ...

Il ministro dell'Interno greco Nikos Voutsis.

La Grecia ha annunciato che nonrimborserà il suo debito con il Fondo Monetario internazionale. Il governo di Atene non sarà infatti in grado di pagare le rate del prestito del Fmi entro il 5 giugno semplicemente perchè non ha i soldi per farlo. E quello che sino a ieri era ampiamente probabile, è diventato ufficiale: «Le quattro rate per l'Fmi», ha spiegato in tivù il ministro dell'Interno Nikos Voutsis - «a giugno ammontano a 1,6 miliardi di euro. Questo denaro non sarà versato, perché non c'è». Parole nette che accrescono l'ansia attorno al dossier greco.
GRECIA SALVATA DALL'EUROZONA. E mentre sul fronte europeo, dalla Commissione, alla Bce, ai grandi creditori, si continua a lavorare per un compromesso, soprattutto sul piano delle riforme, tra Atene e l'istituzione di Washington si registra una drammatica impasse. Secondo molti osservatori, se la Grecia non fosse nell'Eurozona, con questa esposizione nei confronti del Fondo, avrebbe già fatto la fine dell'Argentina di qualche anno fa. Ma lo scenario è come noto radicalmente diverso.
VAROUFAKIS: «USCIRE DALL'EURO SAREBBE LA FINE». In gioco, infatti, non c'è solo il default di un Paese, ma la cosiddetta Grexit, con gli effetti sulla tenuta dell'intera area della moneta unica. Non a caso, dopo l'annuncio dell'insolvenza nei confronti del Fondo, il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, ha lanciato un messaggio inequivocabile a Bruxelles e a tutte le cancellerie europee: «L'uscita della Grecia dalla moneta unica sarebbe l'inizio della fine per il progetto dell'euro. Se ci si trova in un'unione monetaria», ha aggiunto, «uscirne è catastrofico». Quasi come dire che siamo tutti nella stessa barca. E che nessuno possa pensare di risolvere il problema greco facendo pagare il prezzo di un accordo al solo governo di Atene. «Una volta che si mette nella testa degli investitori che l'euro non è indivisibile», ha affermato, «è solo una questione di tempo prima che tutto inizi a disfarsi. La Grecia ha fatto enormi passi avanti raggiungendo un accordo. Spetta ora alle istituzioni fare la loro parte. Noi», ha spiegato parlando delle trattative in corso, «li abbiamo 'incontrati' a tre quarti del percorso. Ora devono venirci incontro loro nell'ultimo quarto del cammino».
TSIPRAS ATTESO A BRUXELLES. Insomma, ancora il braccio di ferro che estenuante va avanti da mesi, con Atene che ripete di non poter più accettare altre politiche di austerità, e chiede più tempo. E i suoi interlocutori che spingono per ottenere fatti concreti. Tuttavia, il tempo stringe sul serio: a fine maggio il governo è chiamato a pagare salari e pensioni, quella dopo era prevista la restituzione dei soldi al Fondo. Mercoledì 27 maggio il premier Alexis Tsipras è atteso a Bruxelles per un'audizione al parlamento europeo. Quindi il 29 e il 19 gli occhi saranno puntati a Dresda, dove si riunisce il G7 economico che stavolta di fatto sarà la riunione del club dei grandi creditori di Atene.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati