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TRATTATIVE 27 Maggio Mag 2015 2327 27 maggio 2015

Atene: «Al lavoro su bozza d'intesa». Ma l'Ue frena

Tsipras: «L'accordo è vicino». Mercati euforici. Bruxelles nicchia, gelo tedesco.

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Yanis Varoufakis e Alexis Tsipras.

L'accordo per sbloccare gli aiuti alla Grecia si avvicina, con Atene che parla di una bozza già sul tavolo dei negoziatori, e i mercati che festeggiano con una volata. Ma da Bruxelles trapela prudenza, mentre Berlino è apertamente scettica. Il negoziato finisce sul tavolo del G7 finanziario, dove il pressing degli Usa per un compromesso e la presenza del Fondo monetario internazionale potrebbero imprimere un'accelerazione. «Abbiamo fatto passi avanti, siamo alle battute finali, l'accordo è vicino», ha annunciato il premier Alexis Tsipras.
BOZZA DI ACCORDO PER ATENE. Da Atene filtra che dal Brussels Group, che vede la Grecia da una parte e i creditori della 'troika' dall'altra, il negoziato sarebbe sfociato addirittura in una bozza di accordo: il documento parlerebbe di una riforma alle aliquote Iva e di un abbassamento degli obiettivi di surplus primario per quest'anno, una mediazione fra le richieste di Atene e quelle di Ue e Fmi. Mentre resterebbero fuori pensioni e mercato del lavoro, dove si cela un punto di attrito sul rialzo del salario minimo, cavallo di battaglia di Syriza.
MERCATI EUFORICI. Nonostante l'euforia tornata sui mercati - la Borsa di Atene ha chiuso a +3,55%, Milano a +2,29% con lo spread a 130 - non è affatto detto che sia in vista una svolta. Diverse fonti tecniche, da Bruxelles, hanno detto che l'accordo non è così vicino e che appare difficile entro il 5 giugno, data in cui Atene deve oltre 300 milioni di euro al Fondo monetario internazionale. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, è stato particolarmente duro: se vuole restare nell'euro, Atene deve sottoscrivere il programma di risanamento concordato, come finora ha mostrato di non voler fare. E da Berlino trapela, tramite fonti governative, sorpresa per le affermazioni ottimistiche di Atene: «Nella questione non siamo ancora andati molto avanti».
LA COMMISSIONE UE FRENA. Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione Ue, ha spiegato che «ancora non ci siamo», e anche se il negoziato fa progressi «restano ancora diverse aree da discutere compresi i target di bilancio». Agli occhi della Germania, come filtra dai funzionari tedeschi che fanno da padroni di casa al G7, non sarebbe ancora in vista la «soluzione complessiva» che chiedono i creditori, mentre la Grecia si accontenterebbe di una parziale in grado di sbloccare almeno una parte dei fondi attesi.
USA IN PRESSING. Ma prima dei negoziatori del Brussels Group - sulle cui conclusioni si esprimeranno poi i tecnici dei ministeri delle Finanze dell'Eurozona, valutando se convocare un nuovo Eurogruppo - a muoversi è la politica. Difficile, per la cancelliera Angela Merkel e per i partner di Spagna, Italia, Francia, ignorare il pressing degli Usa che, non a caso, viene rinnovato proprio mentre comincia il G7 finanziario di Dresda. Prima di arrivare, facendo tappa a Londra, il segretario del tesoro Usa Jack Lew ha dato una bacchettata alla «politica del rischio calcolato», con il rischio di un «incidente», che l'Europa e Atene stanno portando avanti a un passo dal default greco. E ha invitato tutti a fare un passo indietro, quindi al compromesso.

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