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INCHIESTA 28 Maggio Mag 2015 0900 28 maggio 2015

Farnesina, le spese del ministero: conto da 2 miliardi

Oltre un milione per le pulizie. E nove di infissi. Dipendenti coccolati dai benefit. Gli Esteri hanno un bilancio che lievita. Tra ricchi catering e poca trasparenza.

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Il palazzo della Farnesina a Roma.

Il 22 dicembre 2014, durante un'intervista a Che tempo che fa, Matteo Renzi presentò il portale soldipubblici.it, una piattaforma di accesso ai dati dei pagamenti di Regioni, Province e Comuni, precisando che in futuro sarebbero stati pubblicati anche i numeri relativi alle amministrazioni centrali dello Stato.
Cinque mesi dopo, l'integrazione non è ancora avvenuta e sulla spesa per “beni e servizi” dei singoli ministeri continua a esserci poca trasparenza.
Informazioni parziali, frammentate e difficilemente consultabili, che rendono impossibile il confronto tra diversi dicasteri (quanto spende il Mef per esempio per le stampanti e quanto la Farnesina?) e, all'interno dello stesso ministero, con le spese effettuate negli anni precedenti.
BANCA DATI PA INACCESSIBILE. Un database completo in realtà esiste ed è la banca dati delle pubbliche amministrazioni che racchiude tutte le informazioni relative alla spesa di enti locali e centrali dello Stato, ma non è accessibile ai cittadini né ai giornalisti.
Il ministro Marianna Madia ha promesso di inserire il Foia (Freedom of information act) nella riforma della Pubblica amministrazione. Vedremo.
BENI E SERVIZI +1,4% NEL 2015. Sapere cosa comprende la voce 'fornitura di beni e servizi' dei singoli ministeri è necessario se si vuole davvero ottimizzare la spesa degli enti centrali.
La legge di Stabilità 2015, infatti, taglia ai dicasteri nel loro complesso circa 2 miliardi di euro.
Ma si tratta di risparmi relativi in gran parte ai dipendenti, agli incentivi alle imprese, ai trasferimenti.
Sul fronte dei consumi intermedi, la spesa delle amministrazioni centrali nel 2015 è addirittura prevista in aumento dell'1,43%.
FARNESINA, SOLO LA SEDE CENTRALE. Per capire come vengono investite queste risorse, Lettera43.it è andata a spulciare bilanci e rendiconti di ogni ministero, aggregando i dati disponibili.
Cominciamo da quello degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale guidato da Paolo Gentiloni, che è subentrato a Federica Mogherini nel novembre del 2014.
Nella sezione 'bilanci' della sua home page ha pubblicato i dati relativi solo alla sede centrale.
Quelli delle sedi estere - ambasciate, consolati, istituti di cultura, rappresentanze permanenti - risultano «in fase di aggiornamento».

Un bilancio che supera i 2 miliardi

Polizia fuori dalla Farnesina.

Meglio attingere dunque alla fonte, i dati della ragioneria generale dello Stato.
Il bilancio triennale di previsione 2015-2017 assegna alla Farnesina 2.171.385.533 euro per il 2015, 2.136.798.534 per il 2016 e 2.128.954.750 per il 2017.
Si tratta degli «stanziamenti in c/competenza». Se si guarda invece ai «costi totali» previsti le cifre crescono: 2.253.248.544 per il 2015; 2.208.990.612 per il 2016 e 2.206.511.163.
DATI LIEVITATI. Numeri comunque superiori a quelli degli anni precedenti.
Nel bilancio di previsione triennale 2014-2016, infatti, gli «stanziamenti in c/competenza» erano così ripartiti: 1.815.049.844 per il 2014, 1.685.790.119 per il 2015, 1.675.958.351 per il 2016, mentre i costi totali non suepravano i 2 miliardi (1.921.070.235 nel 2014; 1.839.370.899 nel 2015; 1.830.926.333 nel 2016).
IL 2015 ANNO PIÙ CARO. Il rendiconto effettivo delle spese dell'anno viene pubblicato entro luglio dell'anno successivo.
L'ultimo disponibile del Mae è quello del 2013, anno in cui si sono succeduti alla guida del ministero Giulio Terzi ed Emma Bonino.
Il peso del dicastero sulle casse pubbliche in costi totali è stato di 1.853.100.225,03 euro.
Bisogna attendere ancora qualche mese dunque per sapere, rispetto alle previsioni iniziali, quanto effettivamente è costato il ministero nel 2014.
CAOS PER BENI E SERVIZI. Le spese per la fornitura di beni e servizi del 2014 possono essere recuperate nella sezione 'Bandi di gara e contratti”, alla voce “informazioni sulle singole procedure”: ci sono gli acquisti effettuati nel 2015 e nel 2014 - quelli relativi agli anni precedenti non sono disponibili - dalle diverse direzioni generali in cui è organizzato il ministero.
Alcuni si riferiscono a forniture effettuate nel 2012 o nel 2013, ma che sono state pagate dall'amministrazione negli anni successivi.
Un calderone in cui è difficile orientarsi e soprattutto calcolare la spesa complessiva, e aggiornata, anno per anno.
Ma un po' di cose saltano subito agli occhi.
TRE AUTO PER 88 MILA EURO. Il fatto per esempio che tra il 19 dicembre 2012 e il 26 febbraio 2013 (ministro Giulio Terzi), l'ufficio per il cerimoniale della Repubblica (Ceri) della Farnesina ha speso 88.469,26 euro per tre «autovetture Lancia Thema platinum 3.0 multijet 190 c.v per il drappello di rappresentanza del cerimoniale diplomatico della Repubblica» e altri 46.080 per il noleggio di tre berline dal 13 settembre 2013 al 12 settembre 2016.
LAVORI EDILI PER 100 MILA EURO. Nel 2014 invece, sempre dal Ceri sono stati commissionati «lavori edili vari» a villa Madama per un importo di 95.729,09 (durata dei lavori: quattro mesi).
Il servizio di sorveglianza della Villa, affidato all'istituto di vigilanza dell'Urbe spa, società che ha molti contratti con la pubblica amministrazione, costa per il 2014 78.667,68.
Le pulizie sono state appaltate invece dalla direzione generale per l'amministrazione, uffico II (Dgai II): 1.639.380,26 per l'anno 2014.
Ma a questi soldi devono aggiungersi le pulizie per la sede di via astalli: altri 28.950 euro per lo stesso anno.
QUASI 9 MILIONI PER GLI INFISSI. Sempre dall'ufficio II dipendono gli appalti per la manutenzione degli infissi: 8.851.983,00 per due anni, dal 2012 al 2014, e altri 60 mila euro sempre per il 2014.
La fornitura di materiale igienico solo nel 2014 è costata 67.020 euro a cui va aggiunta però un'altra voce di spesa da 3.913 euro.

Un giorno di catering alla Farnesina vale 11 mila euro

Paolo Gentiloni e Federica Mogherini.

Nel 2014 poi la Farnesina ha anche rifatto i pavimenti della sua sede centrale, terzo e quarto piano, per una spesa di oltre 460 mila euro; l'ufficio dell'Uama per altri 38.763 e la terrazza della sede distaccata di via Contarini per 164 mila euro (quest'ultima pagata dal Dagcs IX).
Decine di altre spese, nell'ordine delle migliaia di euro, riguardano l'acquisto di buoni carburante (quattro forniture da 15.287,59; 4.876,84; 9.570,93 e 10.001,56), di una lavastoviglie (674 euro), la fornitura di un frigo freezer (3 mila euro), di risme di carta (27 mila euro), noleggio pulmann (1.250 e 909), la manutenzione ordinaria dei mobili compattanti (21.981), il servizio di manutenzione ordinaria reti anti-colombo (19.404), una pulizia straordinaria e l'applicazione di dissuasori anti-colombo (un appalto da 35 mila euro per meno di due mesi di lavoro non ancora liquidati), la fornitura di sedute varie (5.580 e 3.272) il noleggio piante (22.736) , l'acquisto di televisori (2.230 euro) e di mobilio (più di 7 mila euro). E si parla qui sono di alcune delle spese effettuate nel 2014 e solo da due uffici.
I centri di spesa del ministero sono 29.

FONDI PER L'INFORMATICA. L'ufficio IV (Dgai IV), per esempio, nel 2014 ha investito un bel po' di soldi nell'infrastruttura informatica del ministero: 104 mila euro più altri 115 mila dati alla Fata informatica per «l'upgrade del portale intranet e quello extranet»; più di 400 mila euro a Telecom per l'acquisto degli apparati per il Claudiae Cloud, un progetto di efficientamento delle informazioni del ministero che in teoria avrebbe dovuto renderle anche più facilmente accessibili.
BANDA LARGA DA 129 MILA EURO. Altri 76 mila euro sono andati poi alla Capgemini per lo sviluppo informatico delle banche dati del Mae e 40 mila per «prestazioni specialistiche in ambito customer relationship management»; 129.960 per il servizio informatico di security e networking.
Il ministero si è dotato anche «di nuove dorsali in fibra ottica» nel 2014. Costo dell'operazione: 129.500 euro.
Ma le spese per interventi sulle reti digitali o di supporto alla attività informatica dei diversi uffici si trovano anche nell'elenco delle altre direzioni.
UN CATERING SUPER RICCO. Analizzando i dati del Dgap saltano all'occhio invece 11.045 euro per un catering del 6 marzo 2014 commissionato al ristorante Relais Le Jardin s.p.a.
Nello stesso giorno, l'ufficio ha pagato altri 2.800 euro per un altro catering richiesto alla Benito al Bosco srl.

Dai corsi di lingua garantiti ai buoni pasto: l'eldorado dei dipendenti

Una veduta del ministero degli Esteri a Roma.

Generosa con i suoi dipendenti - tutti beneficiari di buoni pasto e servizi di vario genere, che vanno dalla mensa al nido per i bambini a servizi di lavanderia - la Farnesina garantisce loro anche corsi di lingua e formazione.
Nel 2014 ad appesantire le spese del ministero ci si è messa anche la delegazione Ue per il semestre europeo: 30 milioni di euro spesi a fronte di una previsione di 56.
LE CRAVATTE: 68 MILA EURO. Tra le tanti voci di spesa, una riguarda la fornitura di penne, matite, cravatte e foulard per le riunioni del semesetre: 788.040 euro che si sommano ai 68 mila euro per la sola «fornitura di cravatte per incontri istituzionali durante il semestre».
Ci sono poi i costi sostenuti dall'uffico Stam III che si occupa tra le altre cose dei contratti con le agenzie di stampa, che sono in parte a carico del ministero e in parte a carico della presidenza del Consiglio: 600 mila euro all'Ansa nel 2014 per i servizi giornalistici da e per l'estero; 115 mila a Tm News; 112 mila a Servizi Italiani.net, tra gli altri.
SOLDI ALLE FONDAZIONI POLITICHE. Un capitolo a parte riguarda infine le 'Sovvenzioni, i contributi, i sussidi e i vantaggi economici'.
Nel 2014, come negli anni precedenti, solo dalla segreteria generale della Farnesina sono state elargite sovvenzioni a diversi enti e fondazioni: 117 mila euro all'Istituto affari internazionali e la stessa cifra per l'Ispi; 20 mila euro per la fondazione De Gasperi presieduta da Angelino Alfano e due versamenti da 12 mila e 15 mila euro risultano intestati alla fondazione Magna Carta presieduta da Gaetano Quagliariello.

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