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EDITORIA 5 Giugno Giu 2015 1216 05 giugno 2015

Audionews -Area, giornalisti senza paga da 7 mesi

Sit in di protesta in piazza del Gesù. Forniscono notiziari a 200 radio, ma non ricevono lo stipendio.

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Forniscono ogni giorno notiziari radiofonici a 200 emittenti su tutto il territorio nazionale e non ricevono la paga da novembre 2014. Dal 1 giugno venti giornalisti dell'Agenzia Area, dipendenti di Audionews regioni srl, sono in sciopero: una mobilitazione di sette giorni «per sette mensilità mancanti» si legge nel comunicato del cdr. Il 5 giugno la protesta è diventata un sit in pubblico in piazza del Gesù, sotto la sede della cooperativa che non paga i loro stipendi. E che dal 2007 non versa loro nemmeno i contributi per il Tfr.
SERVICE MA CON UNICO CLIENTE. I cronisti in sciopero sono formalmente dipendenti di Audionews, che è però un service che lavora unicamente per l'agenzia Area. E infatti i nomi di soci e amministratori delle due società ricorrono. L'ex amministratore unico di Audionews Giovanni Cialone è anche uno dei soci fondatori di Area e siede ancora nel suo consiglio di amministrazione. Ex perché, circa un anno fa, Audionews è stata venduta, liberando il dirigente da debiti e arretrati e personale. Ma «del nuovo acquirente», spiega Angelo Costanzo, del cdr di Audionews, «non sappiamo nulla».
BLOCCATO ANCHE IL TFR. In compenso in questo modo la società è stata messa in liquidazione e non è formalmente fallita e quindi i lavoratori non possono nemmeno ricevere le ultime tre mensilità che l'Inpgi, l'istituto di previdenza dei giornalisti, sbloccherebbe a seguito di un'istanza di fallimento.
CONTRIBUTI PUBBLICI E POI NIENTE STRATEGIA. Le entrate di Area provenivano soprattutto dal Fondo per i contributi pubblici all'editoria - per un totale di circa 1 milione di euro l'anno fino al 2012 - e dalla pubblicità. Ma con il taglio del primo e il calo della seconda, l'impresa è entrata in sofferenza. E, spiegano ancora i lavoratori, non è mai stessa messa in campo «una strategia chiara e condivisa per la società».
SOLIDARIETÀ DELLA STAMPA ROMANA. Finora le mobilitazioni non sono servite: «Abbiamo scioperato a giugno e poi a dicembre e poi ancora a maggio ma», conclude Costanzo, «non c'è mai stato un progresso né un avanzamento delle trattative». Mesi di paghe frazionate, solo un acconto sullo stipendio di novembre e poi più nulla. I dipendenti di Audionews hanno incassato la solidarietà del cdr di Repubblica, del Messaggero e di Liberazione e dell'Associazione della stampa romana che il 5 giugno è scesa in piazza al loro fianco.

  • Roberto Farneti del cdr di Liberazione ci ha segnalato che anche il comitato di redazione della sua testata ha espresso solidarietà ai colleghi di Audionews: l'articolo è stato quindi aggiornato.

Un'immagine del sit dei dipendenti di Audionews in Piazza del Gesù a Roma.

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