Istat Commercio Dettaglio 140429105116
LAVORO 6 Giugno Giu 2015 1152 06 giugno 2015

Disoccupati e sfiduciati: quasi 7 milioni a casa

I dati Istat sull'occupazione: 3,5 mln di persone non cercano più lavoro.

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Istat.

In Italia ci sono oltre 3,5 milioni di persone che, pur essendo disponibili a lavorare, non cercano impiego, 1,6 mln dei quali perchè scoraggiati. Il dato emerge dalle tabelle Istat sul primo trimestre 2015 secondo le quali ci sono ancora 3,3 milioni di disoccupati. Nel complesso le persone senza occupazione ma disponibili sono quasi sette milioni.
Nel primo trimestre dell'anno sono aumentati gli occupati (133.000 in più rispetto al primo trimestre 2014) ma sono cresciute anche le forze di lavoro ''potenziali'', ovvero le persone formalmente inattive ma pronte a uscire dall'inattività, e in particolare tra queste coloro che si dichiarano disponibili a lavorare pur non cercando impiego (da 3,25 milioni del primo trimestre 2014 a 3,55 del primo trimestre 2015 con una crescita di 300.000 unità).
MEZZIOGIORNO SFIDUCIATO. Il picco è nel Mezzogiorno con 2,280 milioni di ''sfiduciati'', in crescita di circa 200.000 unità sullo stesso periodo dell'anno precedente. A queste persone nel Sud si aggiungono 1,5 milioni di disoccupati (in calo di circa 100.000 unità su un anno prima). Oltre tre milioni su sette di coloro che sono senza lavoro pur essendo disponibili a lavorare, sono persone con meno di 35 anni. In questa fascia di età (15-34 anni) 1.663.000 sono disoccupati e 1.347.000 si dicono disponibili a un impiego ma non hanno fatto azioni di ricerca attiva nelle settimane precedenti la rilevazione.
ITALIA AL DI SOTTO DELLA MEDIA UE. Confrontando la situazione del nostro paese con quella degli altri stati, emerge che in Italia meno di due persone su tre, tra i 15 e i 64 anni, è nel mercato del lavoro (tra lavoratori e coloro che cercano), il livello più basso in Europa. Con il 63,9%, l'Italia resta quasi 10 punti al di sotto della media Ue-28 (72,3%). La responsabilità è soprattutto del basso tasso di attività femminile (54,4%), di oltre 12 punti inferiore alla media Ue e di circa 25 punti rispetto alla Svezia (79,3%).

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