Economia 10 Giugno Giu 2015 1545 10 giugno 2015

Investimenti, l'Italia torna appetibile

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Gianni Franco Papa Gli stranieri tornano a investire in Italia. In estrema sintesi è quanto emerge dal report realizzato da Unicredit in occasione dell'Italian Investment Conference organizzata in collaborazione con Kepler Cheuvreux. La due giorni nel quartier generale della banca in piazza Gae Aulenti a Milano vede tra i protagonisti 159 investitori internazionali, 50 società quotate che si potranno scambiare informazioni in oltre mille incontri one-to-one. Obiettivo: analizzare le opportunità di investimento in Italia. «C'è un forte Focus degli investitori sul made in Italy, ma non c'è un settore specifico su cui si stanno indirizzando», ha detto Gianni Franco Papa, responsabile della divisione Corporate & Investment Banking di Unicredit. Il manager ha sottolinea che gli investitori arrivano da «Stati Uniti, sud est Asiatico, paesi del Golfo» e che si tratta di ''Fondi Sovrani, Private Equity, ma anche aziende che hanno intenzione di espandersi in Europa» attraverso il Made in Italy. Papa ha anche detto che il ''Feedback'' avuto con gli investitori è di «un'azione decisa e che rappresenta la discontinuità sul passato». Tra i motivi per cui gli investitori stanno tornando in Italia Papa ha evidenziato il ruolo del jobs act: «i maggiori operatori internazionali sono ben disposti a investire in asset italiani di alta qualità mentre le imprese italiane stanno riavviando piani per gli investimenti e la crescita all'estero». In relazione ad un clima più sereno Papa evidenzia che «l'emissione di strumenti di Equity in Italia, nei primi 5 mesi dell'anno, è aumentata di circa 60% rispetto allo stesso periodo del 2014 e del 20% in Europa». LE ESPORTAZIONI VERSO LA RUSSIA IN LEGGERA RIPRESA. Le esportazioni verso la Russia sono in leggera ripresa. Al netto delle sanzioni dell'unione europea in seguito al conflitto con l'Ucraina. «In Russia siamo la più grande banca internazionale. Siamo stati i primi ad avere la licenza. Abbiamo sempre avuto un approccio conservativo e la banca ci sta dando molte soddisfazioni», ha spiegato Papa. «Oggi c'è più attenzione ma non vedo particolari problemi. Anzi il fatto che molte banche abbiano deciso di uscire o ridurre la loro presenza, soprattutto per problemi interni alle stesse banche e non per la situazione in sé, ha prodotto un'ulteriore espansione della nostra attività con grandi aziende italiane e internazionali», ha aggiunto Papa.  UniCredit Cib, già presente in tutto il mondo con 21 presidi, punta a consolidare la propria presenza e guarda in particolare all'Africa «che sta diventando un mercato molto importante» nel quale ha già in essere accordi commerciali con banche locali, ha poi spiegato il manager.  Papa ha sottolineato un ritorno di interesse degli investitori istituzionali sull'Italia dagli Stati Uniti ma anche dal Sud-Est Asiatico e dai paesi arabi del Golfo. A parte i fattori esogeni legati alla debolezza dell'euro, alla ripresa economica in atto e all'abbondante liquidità disponibile, Papa ha citato il Jobs Act come elemento che ha innescato "un meccanismo virtuoso di interesse».

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