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BANCHE 10 Giugno Giu 2015 0900 10 giugno 2015

Wall Street, tornano le vecchie abitudini

Tagli da 5 miliardi per Hsbc. Ma nella finanza salari e atteggiamenti sono quelli pre-crisi.

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Leonardo di Caprio in 'The Wolf of Wall Street'.

Le conseguenze della grande crisi finanziaria iniziata nel 2007 sono arrivate anche per Hsbc. Ma, come nei casi di altre grandi banche, potrebbe trattarsi solo di una redenzione effimera.
Il colosso bancario britannico, colpito dalle sanzioni per la manipolazione del mercato dei cambi e dalle accuse di frode fiscale, ha varato un maxi-piano di tagli per 5 miliardi di dollari, con una riduzione dei dipendenti fino a 25 mila unità in tutto il mondo, a cui si aggiungono altri 25 mila licenziamenti per la cessione delle attività in Brasile e Turchia.
ACCUSE DI RICICLAGGIO. In precedenza, Hsbc era stata condannata dalla giustizia svizzera a pagare una multa di 40 milioni di franchi con l’accusa di riciclaggio. Inchieste e scandali, per ammissione degli stessi vertici, incidono sul piano di ristrutturazione, che di fatto prevede una riduzione pari al 10% dell’organico (circa 260 mila dipendenti in tutto il mondo, 48 mila solo nel Regno Unito). Nel contesto della stretta, Hsbc starebbe anche considerando anche di abbandonare Londra come suo quartier generale.
STANGATA DA 5,6 MILIARDI PER LE GRANDI BANCHE. Altre cinque delle maggiori banche al mondo (JPMorgan, Barclays, Royal Bank of Scotland, Citigroup e Ubs) a maggio hanno subito una stangata da 5,6 miliardi di dollari per risolvere la disputa sulla manipolazione dei cambi e del tasso di riferimento Libor.
SALARI TORNATI AI LIVELLI DEL 2007. Malgrado ciò, il mondo della finanza sembra essere tornato al copione di The Wolf of Wall Street, il film diretto da Martin Scorsese con protagonista Leonardo Di Caprio, che narra l'ascesa e la caduta dello spregiudicato broker Jordan Belfort.
Come sottolinea il New York Times, a Wall Street i salari di base per i laureati sono saliti a 85 mila dollari nel 2014, dopo essere rimasti inchiodati a 70 mila per i precedenti cinque anni. Inoltre, il gap fra gli stipendi di Wall Street e tutti gli altri è tornato ai livelli del 2007: il salario medio di un dipendente del settore, infatti, è 3,6 volte quello di un dipendente medio americano.
Sempre secondo il New York Times, finora ci sono poche prove del fatto che i profitti più bassi delle banche e le regole più stringenti imposte dalla crisi abbiano sortito gli effetti sperati.

Un dipendente su cinque: «Bisogna violare la legge per avere successo»

Trader a Wall Street.

Wall Street, insomma, sembra non aver imparato niente dagli errori del passato. A poco o nulla sono valse le campagne dei governi e le norme più rigide che, pur avendo ridotto la redditività delle grandi banche (calo in parte bilanciato dal boom di fusioni e acquisizioni), non sembrano averne intaccato l'atteggiamento.
PRESSIONI PER 1 SU 10. Un dipendente su cinque del settore finanziario, secondo uno studio riportato dal Nyt, ritiene che sia necessario «qualche volta impegnarsi in attività non etiche o illegali per avere successo nell'attuale contesto finanziario». E uno su 10 ammette di «aver direttamente avvertito la pressione per compromettere gli standard etici o violare la legge».
Le opinioni espresse nell'ambito dello studio «mostrano che nonostante la campagna del governo americano, l'atteggiamento della finanza resta un problema che merita attenzione nonostante l'industria dica che è cambiata».
WALL STREET NELLA CAMPAGNA ELETTORALE USA. Secondo il Financial Times, tutto ciò si traduce nel riproporre gli stessi strumenti che hanno causato la recessione del 2007, con le banche e i grandi investitori che stanno cercando di far ripartire il mercato dei derivati, accusato di aver dato il via alla crisi finanziaria, con l'obiettivo di ridurre la volatilità dei tassi d'interesse.
Il ritorno di Wall Street ai livelli pre-crisi, infine, è talmente evidente da essere divenuto oggetto della campagna elettorale americana, con i repubblicani che vorrebbero allentare le regole vigenti e i democratici che denunciano il continuo strapotere della finanza.

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