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EUROZONA 13 Giugno Giu 2015 1600 13 giugno 2015

Atene: «Angela Merkel non vuole la Grexit»

Varoufakis: «Uscita dall'euro un bluff». Tsipras apre a «difficili compromessi».

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Wolfgang Schaeuble, Yanis Varoufakis, Alexis Tsipras e Angela Merkel.

Il governo di Atene è ottimista.
«Nessun politico ragionevole vuole l'uscita della Grecia dall'euro e penso che la cancelliera tedesca Angela Merkel non abbia nemmeno iniziato a contemplarla», ha dichiarato il ministro delle Finanze ellenico Yanis Varoufakis alla Bbc, «il confronto con i creditori non si concluderà con la Grexit».
Gli uomini del premier greco Alexis Tsipras sperano che stretta dei Paesi dell'Eurozona e del Fondo monetario internazionale (Fmi) sul finale delle trattative sia un «bluff». E Tsipras ha aperto la porta a un «compromesso difficile», posto che non si tratti del «proseguimento della servitù».
«Se arriviamo ad un accordo sostenibile, ne sopporteremo il peso. Il nostro obiettivo è uscire dalla crisi e dal memorandum di servitù», ha dichiarato in una nota il leader di Syriza «ma se l'Europa vuole ancora divisioni e servitù, noi rifiuteremo».
MONITO DI JUNCKER. Anche la Banca centrale europea (Bce) continua ad auspicare che la Grecia resti nell'euro.
La sua uscita dalla moneta unica avrebbe «conseguenze devastanti», ha messo in guardia anche il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, aggiungendo che i negoziati «proseguiranno il 13 giugno a un più alto livello tecnico», per quanto Juncker abbia anche raffreddato i greci su questo week-end come «ultimo tentativo per un accordo, prima della riapertura dei mercati».
Come in una partita di poker, Varoufakis ha spiegato che Atene «non ha ancora firmato perché quella proposta è un'altra versione delle fallite proposte del passato». «Il taglio delle pensioni è il genere di richiesta sciocca che si fa quando non si vuole raggiungere un accordo. Una Grexit», ha chiosato, «costerebbe all'Europa almeno 1.000 miliardi di euro».

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