Ministro Delle Finanze 150224192314
TRATTATIVE 15 Giugno Giu 2015 0944 15 giugno 2015

Grecia, fallisce l'ultimo negoziato coi creditori

Atene dice no al taglio delle pensioni. Borsa in picchiata. Eurogruppo decisivo.

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Il ministro delle Finanze ellenico Yanis Varoufakis.

È rottura tra Grecia e creditori internazionali al tavolo tecnico di Bruxelles. «Sebbene qualche progresso sia stato fatto, il negoziato non è riuscito, poiché resta una significativa distanza tra i piani delle autorità greche e le richieste di Commissione, Bce e Fmi», hanno spiegato dall'esecutivo Ue, sottolineando che la distanza significativa è «nell'ordine dello 0,5-1% del Pil, o l'equivalente di 2 miliardi di euro di misure fiscali permanenti su base annuale». E «inoltre la proposta greca resta incompleta».
FALLITA LA MEDIAZIONE JUNCKER. E così è fallito il tentativo del presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, di arrivare a un accordo con la Grecia prima della riapertura dei mercati. Mercati che sembrano aver decisamente accusato il colpo, visto che la Borsa di Atene, il 15 giugno, ha aperto le contrattatazioni con un pesante -6,46%. La palla passa ora all'Eurogruppo di giovedì 18 giugno, ma lo stesso Juncker resta convinto che «con maggiori sforzi sulle riforme da parte della Grecia e volontà politica da parte di tutti, una soluzione può ancora essere trovata prima della fine del mese».
NO A TAGLI PENSIONI. Atene, dal canto suo, ha detto ancora una volta che «non accetterà ulteriori tagli alle pensioni», mentre il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, ha spiegato che «un avanzo primario pari all'1% del Pil, raggiungibile a marzo, non è più possibile» per le critiche condizioni di liquidità del Paese, ribadendo per l'ennesima volta che «è necessaria una ristrutturazione del debito» greco in modo che Atene «possa ritornare sui mercati» per finanziarsi.
GERMANIA IRRITATA. Il comportamento di Atene sta provocando una crescente irritazione in Germania. Questa volta a battere i pugni sul tavolo è stato il ministro dell'Economia tedesco e vice-cancelliere, Sigmar Gabriel, da sempre più colomba che falco nei confronti di Tispras. «L'ombra di una uscita della Grecia dall'euro sta diventando sempre più visibile», ma Berlino «non si farà ricattare» per trovare un accordo sul salvataggio, «non si farà spingere ad accettare qualsiasi cosa», ha affermato il vice della Merkel, avvertendo il governo ellenico che «la pazienza dell'Europa sta finendo» e che Tsipras deve portare avanti le stesse riforme che il precedente governo di Samaras si era impegnato a fare, se vuole raggiungere un accordo. Gabriel ha lanciato poi una stoccata proprio a Varoufakis. «Gli esperti greci della teoria dei giochi stanno giocando d'azzardo, mettendo in pericolo il futuro del loro Paese e dell'Europa» e infine ha promesso che «i lavoratori e le famiglie tedesche non pagheranno per le esagerate promesse elettorali fatte da un governo mezzo comunista».
TRANCHE DA 7,2 MILIARDI. L'accordo tra Atene e creditori è necessario per sbloccare l'ultima tranche da 7,2 miliardi di aiuti finanziari, che sono fondamentali per garantire il futuro del Paese ellenico nell'Eurozona. Il 30 giugno prossimo la Grecia dovrà restituire 1,6 miliardi di euro al Fondo monetario internazionale e il 20 luglio rimborsare alla Bce ben 3,5 miliardi di euro di titoli, detenuti da Francoforte, in scadenza.
DRAGHI LANCIA L'ALLARME. Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha lanciato l'allarme spiegando che con una Grexit «entreremmo in un terreno ignoto, perché nel medio lungo periodo non siamo in grado di prevedere le conseguenze per l'Ue». La situazione economica in Grecia «è drammatica», ha aggiunto, ma «non è responsabilità degli altri Paesi dell'Eurozona o delle istituzioni europee».

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