Economia 16 Giugno Giu 2015 1809 16 giugno 2015

Pensioni, svaniti i margini del tesoretto

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Pensioni Il decreto del Governo sulla rivalutazione delle pensioni oltre tre volte il minimo bloccate dal Salva Italia nel 2011 restituisce solo il 12% di quanto perso dai pensionati che hanno subito il blocco della perequazione ma concentra l'intervento sulle fasce di reddito più basse. Il documento, presentato oggi dall'Ufficio parlamentare di bilancio in una audizione del presidente, Giuseppe Pisauro alle commissioni di bilancio riunite, conferma le stime del Governo sull'impatto sui conti pubblici della sentenza della Corte Costituzionale dello scorso 30 aprile. Al netto degli effetti fiscali il recupero integrale della deindicizzazione subita nel biennio 2012-2013 vale 17,6 miliardi per il 2015 (di cui 4,5 permanenti e il resto arretrati per gli anni 2012-2014) e 4,4 miliardi dal 2016 con un indebitamento netto tendenziale in peggioramento dal 2,5% al 3,6% del pil. RIDOTTI GLI ONERI. Il decreto del Governo riduce gli oneri sul 2015 da 17,6 a 2,2 miliardi (quindi solo 0,13 punti di pil invece che 1,1 punti). A regime l'impatto sull'indebitamento netto - spiega l'Upb - dovrebbe attestarsi a 0,03 punti di pil, circa 500 milioni. Pisauro comunque ha spiegato che di fatto questo ''evento esogeno'' fa ''svanire il tesoretto'' e ridurre i margini di manovra. Di fatto sarà quindi complicato intervenire sulle altre materie come la disapplicazione delle clausole di salvaguardia. L'Upb definisce ''affidabile'' la stima del Governo e condivide la decisione di concentrare le risorse sui redditi più bassi. Se infatti si fosse decisa la restituzione totale di quanto perso con la deindicizzazione - sottolinea - i pensionati con redditi tra le tre le quattro volte il minimo (tra i 1.500 e i 2.000 euro) avrebbero avuto il 33,9% del totale delle risorse (il 67,5% del totale con il decreto del Governo). ESCLUSO IL 70% DEI PENSIONATI. Le persone con redditi da pensione superiori a sei volte il minimo avrebbero avuto il 27,5% delle risorse mentre con il decreto del Governo non recuperano nulla. Il 70% dei pensionati non è coinvolto dal provvedimento poichè aveva redditi inferiori a tre volte il minimo e ha già avuto la perequazione per il 2012-13. I pensionati con redditi tra le tre e le quattro volte il minimo avranno comunque, nonostante le risorse si concentrino su di loro, una restituzione limitata con circa il 40% di recupero per il periodo 2012-2013 e appena l'8% per il 2014-15.

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