Economia 17 Giugno Giu 2015 1612 17 giugno 2015

Vino, pressing sul mercato cinese

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Domenico Zonin La Cina grande opportunità per il comparto vitivinicolo italiano. E' il pensiero di Domenico Zonin, presidente di Unione Italiana Vini, a Bordeaux in occasione di Vinexpo che ha sottolineato come Pechino «stia già investendo ingenti risorse in attività di promozione e creare la cultura del vino italiano in loco. Un mercato che, solo per noi, vale oggi circa 75 milioni di euro, che potrebbero aumentare notevolmente se riusciremo a superare gli handicap dovuti agli elevati dazi doganali e alla burocrazia imponente. Chiediamo ai Ministeri dell'Agricoltura e dello Sviluppo Economico e alla Commissione Europea di accelerare la firma di accordi bilaterali per sbloccare questa situazione». ZONIN: CONFIDO NEL MINISTRO MARTINA. E in relazione al negoziato tra Unione europea e la Repubblica Popolare Cinese sulla protezione delle Indicazioni Geografiche relative ai prodotti alimentari e ai vini comunitari, il presidente Uiv, Zonin auspica che ''l'accordo avvenga in tempi brevi e confido che il ministro Martina - come ha confermato di recente in occasione del Forum agroalimentare Italia-Cina svoltosi ad Expo - lavorando in stretta sinergia con la Commissione Europea, riesca a colmare questa lacuna laddove molti suoi predecessori hanno fallito, per il bene di tutto il comparto vitivinicolo italiano". LE ETICHETTE TUTELATE DALL'ACCORDO. Le 22 Indicazioni Geografiche italiane contenute nell'accordo sono: Chianti, Asti, Bardolino (superiore), Barolo, Brunello di Montalcino, Vino nobile di Montepulciano, Montepulciano d'Abruzzo, Soave, Toscano/a, Franciacorta, Dolcetto d'Alba, Brachetto d'Acqui, Barbaresco, Conegliano- Valdobbiadene- Prosecco, Marsala, Bolgheri Sassicaia, Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, Campania, Sicilia, Prosecco.

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