Economia 18 Giugno Giu 2015 1135 18 giugno 2015

Fed, tassi verso l'aumento entro l'anno

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Janet Yellen La Fed resta in corsa per un aumento dei tassi di interesse, il primo da giugno 2006, nel 2015. «E' possibile. Nessuna decisione è però ancora stata presa, dipenderà dai dati» afferma il presidente Janet Yellen. Ma la velocità degli aumenti sarà più lenta delle attese: quest'anno forse ci sara' un unico rialzo, invece dei due precedentemente attesi. La Fed valuterà la tempistica di un possibile aumento dei tassi di interesse ''riunione per riunione'': a oggi le condizioni per una stretta «non sono ancora state centrate» afferma il presidente della Fed, Janet Yellen invitando a non ''esagerare l'importanza'' del primo aumento. LA POLITICA MONETARIA RESTERA' ACCOMODANTE. La politica monetaria, infatti, resterà accomodante anche dopo la prima stretta, perché gli aumenti successivi saranno graduali, senza ricorrere a «nessun approccio meccanico. Sarebbe sbagliato fornire una road map semplice, del tipo quando la disoccupazione sarà X allora si agirà», ha spiegato Yellen, ribadendo che i fattori da tenere in considerazione sono diversi. «Anticipiamo che l'economia crescerà, che il mercato del lavoro migliorerà e che l'inflazione si muoverà verso l'obiettivo del 2%. Se le cose andranno come prevediamo un aumento è possibile quest'anno, come emerge anche dalle attese dei partecipanti del Fomc». Quindici dei membri del braccio esecutivo prevedono un primo aumento dei tassi quest'anno, che potrebbe chiudersi con tassi allo 0,625%: un obiettivo che rinforza le attese di due rialzi quest'anno, forse uno a settembre e uno a dicembre. Ma l'analisi delle attese del comitato della Fed indica come la Fed è divisa su come procedere, con un numero crescente di partecipanti, cinque, che ritengono piu' appropriato un solo intervento. PREVISIONI DELLA CRESCITA ECONOMICA IN RIBASSO. Tutto dipenderà dai dati economici. E la Fed ha rivisto al ribasso le stime di crescita degli Stati Uniti per il 2015 a +1,8-2% dopo la frenata del primo trimestre. La Fed quindi si muoverà con cautela, valutando lo stato dell'economia americana ma anche gli sviluppi internazionali, con un occhio alle possibili conseguenze che una stretta potrebbe avere. «Non posso promettere che non ci sarà volatilità» quando un aumento sara' deciso ma «faremo il possibile per evitarla e per evitare un effetto contagio. Comunicheremo il piu' chiaramente possibile». Un messaggio che sembra diretto al Fondo Monetario Internazionale, che ha invitato la Fed a rinviare un rialzo al 2016 anche per evitare una fuga dai paesi emergenti.

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