Economia 18 Giugno Giu 2015 1625 18 giugno 2015

Grecia, Lagarde: rischio default parziale

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Grecia Il caso Grecia sarà all'attenzione dell'eurogruppo per quella che molti hanno definito l'ultima chance per restare in Europa. Le posizioni restano distanti. E mentre Tsipras avverte: «siamo pronti a un grande no» davanti a richieste di nuovi sacrifici, e la Merkel ribadisce l'importanza che Atene rimanga nell'eurozona, Lagarde precisa: 'default parziale se non paga a giugno'. LAGARDE: DEFAULT PARZIALE SE NON SE NON PAGA FMI «Se al 1 luglio non risulterà pagato, vuol dire che non è pagato»: così il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde, risponde alla domanda se la Grecia farà default verso il Fmi non pagando la rata entro fine giugno. Lagarde ha precisato che «non c'è nessun periodo di grazia», e definito imperativa una riforma delle pensioni in Grecia. MERKEL: SFORZI PER RESTARE IN EURO «Gli sforzi della Germania restano tesi a che la Grecia rimanga nell'eurozona». Lo ha detto Angela Merkel parlando al Bundestag in vista del prossimo consiglio europeo del caso greco. «Vogliamo che la gente in Grecia, come accaduto alla gente in Irlanda, Portogallo e Spagna, abbia una prospettiva migliore. Un accordo con le tre istituzioni è ancora possibile». La cancelliera ha sottolineato che si tratta di un «presupposto decisivo" per il proseguimento del programma in Grecia. «L'euro è sempre stato più di una valuta", ha detto la Merkel. «La Grecia era sulla buona strada ma non ha concluso il percorso. Purtroppo ha sempre di nuovo rimandato alcune importanti riforme. Queste riforme non sono soltanto presupposto per chiudere il secondo programma - ha aggiunto - ma sono anche il presupposto perché gli aiuti possano avere un effetto sostenibile". Per la cancelliera "diversamente da Atene Portogallo, Irlanda e Spagna hanno affrontato i programmi e stanno di nuovo sulle loro gambe». UE NON PENSIAMO A OPZIONE FERMARE OROLOGIO "Non prendiamo in considerazione l'opzione di fermare l'orologio, anzi sappiamo che l'orologio continua a ticchettare". Così il portavoce della Commissione Ue Margaritis Schinas a chi gli chiedeva se poteva essere presa in conto l'opzione diplomatica di fermare il conto alla rovescia per dare più tempo ai negoziati sulla Grecia.

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