Grecia: Ue, negoziato non riuscito
BRUXELLES 18 Giugno Giu 2015 1407 18 giugno 2015

Grecia, «Ue e Bce pronte a ristrutturazione del debito»

Secondo Kathimerini si lavora su una bozza di ristrutturazione, nel caso Atene dica sì all'intesa.

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Svolta nelle trattative tra Atene e Bruxelles. Secondo il quotidiano ellenico Kathimerini, la Commissione Ue e la Bce sono disponibili a una ristrutturazione del debito se la Grecia farà l'accordo con i creditori. Il 18 giugno i ministri delle Finanze dell'Eurozona si riuniscono nella capitale europea, ma nessuno si aspetta che dall'Eurogruppo arrivi la soluzione per l'impasse dei negoziati. Tanto che una nuova riunione di emergenza potrebbe essere fissata il 25 giugno, ai margini del Consiglio tra i capi di Stato e di governo.
TAGLIO DEL DEBITO SE C'È ACCORDO. Tuttavia, ha riportato il quotidiano greco, «un funzionario Ue ha detto a Kathimerini che la Commissione europea e la Banca centrale europea starebbero lavorando alla bozza di un possibile comunicato per la ristrutturazione del debito se la Grecia farà l'accordo con i creditori. Il testo rinnoverebbe la proposta precedente discussa all'Eurogruppo di novembre 2012». La stessa fonte, ha specificato il quotidiano, ha fatto sapere che il controllo dei flussi di capitale verrà imposto solo se nei prossimi giorni se 'la corsa agli sportelli', cioè il ritiro dei depositi bancari raggingerà livelli allarmanti.
L'APPELLO DI BLANCHARD. Nel week end era stato il numero uno del dipartimento del Fondo monetario Olivier Blanchard a scrivere un appello pubblico in favore della ristrutturazione. Secondo Bloomberg, la posizione dell'Fmi era offrire la ristrutturazione in cambio dei tagli al sistema pensionistico. Finora tuttavia Bce e Commissione non si erano espresse favorevolmente sul un'ipotesi di un nuovo taglio al debito greco.
TAGLIO AL 50% e SURPLUS ALLO 0,5%. Non è chiaro se Ue e Bce abbiano accolto in toto la formula di Washington. L'Fmi aveva proposto un taglio del debito fino al 50% del Pil e rimborsabile in 40 anni, un ridimensionamento del sistema bancario e la riduzione del surplus annuale di bilancio allo 0,5% del Pil per i prossimi tre anni.

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