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RIVOLUZIONE 19 Giugno Giu 2015 1755 19 giugno 2015

Cassa depositi e prestiti: Bassanini si dimette

Il governo cambia i vertici di Cdp. Costamagna verso la presidenza. Renzi: «L'ex ministro sarà consigliere per la banda larga».

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Franco Bassanini.

Un passo avanti per Matteo Renzi e uno indietro per Franco Bassanini.
Dopo un lungo braccio di ferro governo e fondazioni bancarie avrebbero trovato un accordo sul futuro management della Cassa depositi e prestiti. Organigramma del quale non è più destinato a far parte il presidente, che secondo quanto anticipato dal Sole 24 ore ha scelto di rassegnare le sue dimissioni.
RENZI: «PER BASSANINI RUOLO DA CONSULENTE SULLA BANDA ULTRALARGA». «Ho parlato col Presidente Bassanini dell'esigenza», avvertita dal governo e dalle fondazioni bancarie (azioniste della Cdp al 18,4%, ndr), «che tale processo sia accompagnato da una riflessione più ampia sulla governance della Cassa», si legge nella nota diffusa dallo stesso Renzi. «Gli ho anche prospettato la mia intenzione di continuare ad utilizzare le sue competenze e la sua esperienza al servizio del Paese per altri incarichi. Bassanini si è dichiarato disponibile a favorire questo processo di rinnovamento, scegliendo per il momento di lavorare a Palazzo Chigi con l’incarico di 'consigliere speciale' del Presidente del Consiglio. È mia intenzione affidargli di volta in volta il compito di predisporre analisi, proposte e soluzioni su specifici problemi, continuando a dare il suo contributo alla realizzazione del piano banda ultralarga. Nel contempo, Bassanini si è dichiarato disponibile a dare le dimissioni dalla presidenza, garantendo la continuità della rappresentanza istituzionale di Cdp fino alla elezione del nuovo presidente».
COSTAMAGNA IL SUCCESSIONE DESIGNATO. In pole position per prendere il suo posto ci sarebbe Claudio Costamagna. «Sul suo nome le fondazioni si sono dichiarate disponibili a una designazione concordata», ha confermato il premier. Costamagna è un «manager di elevata esperienza internazionale, nell’ambito di un’intesa volta a garantire la massima efficienza operativa, stabilità patrimoniale e adeguata redditività. I soci di Cdp chiederanno alla società una politica dividendi nel 2015 simile a quella del 2014».
GUERRA: «IL GOVERNO NON VUOLE CAMBIARE LA MISSIONE DELLA CDP». Sullo sfondo dell'avvicendamento la volontà del premier di ridefinire il ruolo della Cassa oltre che quella di riscriverne il board: «Gli attuali vertici hanno fatto un buon lavoro, ma dobbiamo per forza nominare cinque persone nuove, per motivi tecnici, e questo fa decadere consiglio di amministrazione, pensiamo a interventi per fare Cdp più forte nelle partite del Paese».
Il consigliere economico del presidente del Consiglio, Andrea Guerra, ha precisato che «è importante dire che il governo non ha alcuna volontà o desiderio di cambiare la missione» della Cdp.
IL PIANO: ALLA CDP UN RUOLO A SOSTEGNO DELL'ECONOMIA NAZIONALE. Con il ricambio alla guida della Cdp, che investe circa 250 miliardi di euro (frutto principalmente del risparmio postale degli italiani), Renzi ha intenzione di rilanciarne il ruolo a sostegno dell'economia nazionale. Il governo, che tramite il Tesoro ha l'81% del capitale della Cassa sta quindi cercando un'intesa con le Fondazioni ex bancarie azioniste al 18% di Cdp e titolari del diritto di nomina del presidente: erano stati proprio loro, nei giorni scorsi, a ribadire la fiducia a Bassanini.
Poi da Lucca, dove il 18 giugno si è aperto il Congresso Acri, le Fondazioni, azioniste con il 18,4% della Cdp, si erano dichiarate disponibili a «collaborare positivamente» con l'esecutivo al rilancio della Cassa, avvicendamento compreso. Ma hanno ribadito anche i propri paletti.
Il presidente dell'Acri, Giuseppe Guzzetti, i vice presidenti e soprattutto il presidente di Cdp, Bassanini, che ha ribadito la propria disponibilità al passo indietro e che ha di fatto vestito i panni del negoziatore con il governo per conto dei suoi azionisti di riferimento, hanno proseguito il dialogo coi rappresentanti del Mef sbloccando la situazione.

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