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VERSO IL CRAC 19 Giugno Giu 2015 1027 19 giugno 2015

Grecia, emergenza banche nelle mani di Draghi

Il 18 giugno ritirati 1,2 miliardi. Gli istituti greci rischiano di non riaprire lunedì 22 giugno. Nuovi fondi dalla Bce, ma meno di quanto richiesto. E Putin offre aiuti ad Atene

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La sede della Banca di Grecia ad Atene.

Il destino della Grecia, finché non sarà raggiunto un accordo, è nelle mani di Mario Draghi. La mattina del 19 giugno, dopo il fallimento dei colloqui dell'Eurogruppo, la banca centrale greca ha inviato alla Banca centrale europea (Bce) l'ennesima richiesta urgente per alzare il tetto della liquidità di emergenza (Ela) con cui Francoforte sta da mesi sostenendo il sistema bancario ellenico. L'Eurotower ha fissato una riunione di emergenza del consiglio direttivo e la conference call iniziata alle 12 ha dato il via libera all'apertura dei rubinetti. I nuovi aiuti però sono inferiori alle richieste della banca centrale greca, ha spiegato in anteprima il Financial times.
DUBBI SULLA RIAPERTURA DEGLI ISTITUTI. Intanto, secondo Reuters, durante la riunione dei ministri delle finanze della zona euro del 18 giugno, funzionari della Bce avrebbero espresso dubbi sulla possibilità che le banche greche possano riaprire gli sportelli lunedì 22 giugno. La notizia non è stata confermata ufficialmente ma dà l'idea del clima che si respira tra Atene e Francoforte. E tra i palazzi di governo e la sede della banca centrale ellenica, dove il governatore Yannis Stournaras è sempre più critico nei confronti dell'esecutivo di Syriza. Solo nella giornata di giovedì 18 giugno, mentre i negoziati registravano un nuovo fallimento, i greci hanno ritirato dagli istituti di credito 1,2 miliardi di euro, 3 miliardi da inizio settimana. In sostanza, tra poco, i clienti delle banche greche potrebbero sentirsi rispondere dall'impiegato allo sportello che non c'è più denaro per le operazioni richieste.
LA LIQUIDITÀ BCE NON COMPENSA LA FUGA. Dettaglio non trascurabile, mercoledì 17 giugno la Bce aveva innalzato il tetto della liquidità di emergenza per le banche greche a 84,1 miliardi, con un aumento di altri 1,1 miliardi. Praticamente i capitali in arrivo dal rubinetto di Francoforte non riescono nemmeno a compensare l'ammanco di denaro ritirato dagli istituti di credito, in un sistema di vasi comunicanti in cui la liquidità della Bce passa per le banche greche e finisce rapidamente fuori.

La Banca centrale greca chiedeva di più

La sede della Banca centrale europea.

Secondo fonti del quotidiano greco Kathimerini, la Banca centrale greca avrebbe chiesto all'Eurotower altri 3,5 miliardi. L'idea è che Francoforte regga l'urto delle trattative, proteggendo le banche greche fino al raggiungimento di un'intesa. «Non vogliono nemmeno pensare a una risposta negativa», ha scritto Kathimerini riferendosi agli ambienti della banca centrale. E la Bce non li ha delusi, anche se non ha accolto in toto le loro richieste, sempre secondo le indiscrezioni di Ft.
Intanto nel giorno dell'emergenza, il premier greco Tsipras è volato a Mosca per firmare l'intesa sul Turkish stream, il gasdotto russo destinato a passare per Turchia e Grecia, l'alternativa al South stream stoppato a suo tempo dalla Commissone europea. Accordo singolare, visto che Mosca si è impegnata a prestare ad Atene il 100% della spesa per il progetto.
MOSCA PRONTA A OFFRIRE ASSISTENZA FINANZIARIA. Mentre Draghi resta la stampella delle traballanti banche elleniche, i russi si sono mostrati disponibili a offrire il loro sostegno direttamente alle casse pubbliche del governo di Syriza. Il vice premier russo Arkadi Dvorkovich ha dichiarato all'emittente Russia Today che Mosca «è pronta a considerare la possibilità di fornire assistenza finanziaria alla Grecia». «Solo se lo chiede il governo greco», ha precisato successivamente il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov.

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