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AFFARI 19 Giugno Giu 2015 1055 19 giugno 2015

La Grecia firma l'intesa con la Russia per il Turkish Stream

Tensione Atene-Ue? La Russia finanzia il Turkish Stream nel Paese ellenico. Tsipras: «L'Europa non è il centro del mondo». E Putin apre agli aiuti.

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Scacco matto all'Ue. «L'Europa non si deve considerare come l'ombelico del mondo, deve capire che il centro dello sviluppo economico mondiale si sta spostando verso altre aree», così il premier greco Alexis Tsipras, intervenendo al Forum economico di San Pietroburgo, ha commentato l'intesa preliminare fra Russia e Grecia per il passaggio del gasdotto Turkish Stream sul territorio greco.
L'accordo è stato siglato il 19 giugno a San Pietroburgo dai ministri dell'Energia dei due Paesi. E ha subito scatenato numerose polemiche davanti al pericolo di un maggiore avvicinamento stategico tra il governo russo e quello ellenico, in mancanza di un accordo sul programma di salvataggio della Grecia con l'Unione europea.
A riportare la notizia sull'intesa per il gasdotto è Bloomberg: «Mosca», ha spiegato il ministro dell'Energia russo Alexander Novak, «fornirà ad Atene un prestito pari al 100% dell'importo del gasdotto e Gazprom non controllerà la tratta».

Il ministro greco: «Basi per una ulteriore cooperazione con la Russia»

L'Europa deve fare «scelte coraggiose» per il cambiamento, dopo essere entrata in un circolo vizioso che non può essere risolto con l'austerity, ha detto Tsipras, parlando a San Pietroburgo accanto al presidente russo Vladimir Putin.
Così mentre a Bruxelles si lavora ininterrottamente per raggiungere in extremis un accordo tra Grecia (in crisi crescente di liquidità) e istituzioni Ue, dopo l'ennesimo nulla di fatto dell'Eurogruppo del 18 giugno, è in Russia che Atene riesce a negoziare e fare business.
PRIMI RICAVI NEL 2019. «L'accordo con la Russia non è contro nessun Paese in Europa o nel mondo», ha detto il ministro dell'Energia greco, Panagiotis Lafazanis, in merito all'intesa con Mosca sul Turkish Stream, spiegando, riporta Bloomberg, che l'accordo «pone le basi per una ulteriore cooperazione con la Russia». Lafazanis ha anche detto che i primi ricavi dal gasdotto sono attesi dopo il 2019.
Il documento è stato firmato al Forum economico di San Pietroburgo dal ministro dell'Energia russo Aleksandr Novak e dal suo omologo greco Panagiotis Lafazanis.
IL GASDOTTO COSTA 2 MILIARDI. Secondo Novak, il ramo greco del Turkish Stream avrà una capacità annua di 47 miliardi di metri cubi di gas e i lavori per la sua realizzazione inizieranno nel 2016 e termineranno nel 2019.
Lafazanis ha spiegato che la costruzione del gasdotto avrà un costo di circa 2 miliardi di euro.
«AIUTI AD ATENE? UNA POSSIBILITÀ». Poco dopo il vice premier russo Arkadi Dvorkovich ha alzato la posta, mandando un messaggio all'Ue: «Noi sosterremo qualunque decisione sarà proposta dalla Grecia e dai partner europei. Se la Grecia ha bisogno di assistenza finanziaria esamineremo la questione».
E di aiuti economici la Grecia ne ha proprio bisogno visto che entro il 30 giugno deve versare 1,6 miliardi al Fondo monetario internazionale e dallo scorso febbraio aspetta l’erogazione di un prestito da 7,2 miliardi.
L'Unione europea «deve di nuovo imboccare la sua strada tornando ai principi e alle dichiarazioni originari: solidarietà, equità e giustizia sociale», ha aggiunto Tsipras nella sua visita in Russia, aggiungendo che «che le misure di austerità portano al nulla».

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