Economia 26 Giugno Giu 2015 1111 26 giugno 2015

Coca Cola, una bibita Made in Italy

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Una linea di produzione Coca-Cola. Coca Cola veste il tricolore. Packaging e tappo bianco rosso e verde sulle bottiglie destinate al mercato italiano per ricordare ai consumatori come la bibita nata ad Atlanta nel 1886 oggi sia un prodotto realizzato in Italia. Se da un lato la ricetta è un segreto industriale dal valore di milioni di dollari, dall'altro non vuole essere un mistero dove questa viene prodotta e imbottigliata. Raccontare lo stretto rapporto che lega Coca Cola al territorio italiano è stato l'obiettivo della ricerca realizzata da Fabrizio Perretti e Stefano Basaglia, professori della Sda Bocconi School of Management, che in particolare hanno analizzato l’impatto in termini di risorse economiche generate e distribuite da Coca-Cola, prendendo in  considerazione tre soggetti: tasse, investimenti e lavoro. «Coca-Cola Hbc Italia è attiva in italia dal 1995», ha detto Giangiacomo Pierini, direttore Relazioni Istituzionali e  Comunicazione Coca-Cola HBC Italia, «abbiamo voluto fare questa operazione perché ci siamo resi conti che molti dei nostri consumatori non sanno che Coca Cola nasce proprio qui in Italia. Alcuni credono che le casse arrivino via mare dagli Stati Uniti, invece il prodotto che amano è il frutto della capacità di operai, ingegneri, commerciali italiani. Abbiamo dei dipendenti con oltre 30 anni di anzianità». LA PRESENZA DI COCA COLA SUL TERRITORIO. Coca-Cola è presente fisicamente in Italia con quattro società. Si può dire che da un lato Coca-Cola Italia è la mente, mentre Coca-Cola HBC Italia è il braccio. Infatti da un lato si prendono le decisioni di marketing, gestione e protezione del marchio, vengono valutate le proposte per il packaging e la promozione rivolta ai consumatori, oltre che alla pubblicità e alle ricerche di mercato. Invece negli stabilimenti di Coca Cola Hbc si imbottiglia il prodotto e si tracciano le linee guida delle relazioni con i clienti, l’implementazione delle promozioni, merchandising. Oltre a questo si stabiliscono le attività  inerenti ai temi di responsabilità sociale d’Impresa, delle relazioni pubbliche e istituzionali e della distribuzione dei  prodotti in tutta Italia ad esclusione della Sicilia. La filiera funziona così: «Acquistiamo i concentrati dal gruppo The Coca- Cola Company poi questi vengono utilizzati per confezionare il prodotto all’interno dei cinque impianti di imbottigliamento situati a Nogara (Verona), Oricola  (L'Aquila) e Marcianise (Caserta)», ha spiegato Pierini. Il gruppo possiede altri due impianti destinati all’imbottigliamento di acqua minerale, uno si trova a Rionero in Vulture e Moniticchio (Potenza) dove si imbottigliano alla fonte i marchi Lilia, Sveva, Toka e Solaria. Dalla ricerca è escluso l'impatto di Sibeg, società attiva dal 1960 che si occupa di produrre, imbottigliare e distribuire in Sicilia i prodotti a marchio The Coca-Cola Company. LAVORATORI COINVOLTI PARI A 70MILA. Dall’analisi è emerso che la filiera produttiva di Coca-Cola immette nell’economia italiana risorse pari a 815 milioni di euro, equivalente allo 0,05% del Pil. Secondo lo studio il gruppo è il primo soggetto nell’industria delle bibite e genera il 32,9% delle risorse totali di un  settore che comprende 332 imprese. Inoltre  Coca-Cola è la prima realtà anche dell’industria delle bevande, che consta di 2.072 imprese, di cui distribuisce l’8,1% delle risorse totali del settore. "Coca-Cola in Italia impiega direttamente 2.074 dipendenti, dislocati in 8 sedi tra  stabilimenti, uffici e depositi", ha spiegato Pierini, "L’impatto occupazionale diretto e indiretto è pari a circa  26.000 posti di lavoro equivalente allo 0,1 per  cento della forza lavoro totale a livello nazionale. In pratica, ad ogni posto di lavoro diretto corrispondono 13 posti di lavoro indiretti  all’interno dell’economia italiana. Il numero delle persone che dipendono, parzialmente o  totalmente, dai redditi di lavoro generati direttamente o indirettamente da Coca-Cola in  Italia è pari a circa 70.000 persone". LA PREVALENZA DI DIPENDENTI FEMMINILE. Coca-Cola presenta una maggiore incidenza femminile rispetto alla media delle imprese attive, sia a livello dei quadri (34% contro il  28%), sia a livello di cariche dirigenziali, con una percentuale quasi doppia (24% rispetto  al 13%). In particolare, in Coca-Cola HBC Italia la metà dei ruoli appartenenti al Comitato  di Direzione aziendale è ricoperta da donne. Infine, i dipendenti Coca-Cola presentano un  profilo retributivo superiore rispetto alla media del settore delle bevande: +12% nel caso  di quadri e impiegati, e ben +21% nel caso degli operai. La ricerca, infine, mette in evidenza come nell’ipotetico scenario in cui venisse meno la  presenza di Coca-Cola in Italia, l’economia nazionale andrebbe incontro ad una perdita di  risorse pari a 481 milioni di euro (che corrispondono allo 0,01% delle risorse complessive  generate in Italia) ed un aumento del tasso di disoccupazione del 0,29%.

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