Grecia:dietrofront spread,torna a 164
DEFAULT 30 Giugno Giu 2015 0930 30 giugno 2015

Grecia nel panico: paura prima dell'emergenza

Nel Paese è tempo di scorte. «C'è il terrore della catastrofe. E la speranza in un cambiamento». Se vince il 'no', baratro dal 6 luglio: crac e ipotesi dracma.

  • ...

Sospesi tra speranza e paura.
Speranza per la fine dell'austerity. Paura per la catastrofe, greca e forse non solo. I greci corsi a ritirare 1,3 miliardi di euro in pochi giorni accumulano moneta forte, in vista di una drastica svalutazione.
Fino al 6 luglio (l'indomani del referendum sulla proposta dei creditori) le banche chiuse e il tetto giornaliero di prelievo massimo ai bancomat di 60 euro - potrebbero diventare 20 - dovrebbero garantire, con la tranche degli ultimi prestiti d'emergenza della Banca centrale europea (mantenuti ma non innalzati da Mario Draghi), piccole scorte di liquidità.
LE BORSE BALLANO. Il condizionale è d'obbligo, perché le Borse europee, specie nei Paesi più fragili, stanno ballando. «O vinciamo o perdiamo tutti», ha dichiarato il capo della Commissione Ue Jean-Claude Juncker.
Anche lo spread italiano ha ripreso a volare e, per quanto siano sempre i più deboli a pagare di più, l'avere poco o nulla da perdere dà ai greci il fatalismo per andare incontro, con un misto di terrore e fiducia, ai «terreni ignoti» prospettati da Draghi.
UN CRAC INEDITO. Crac statale, svalutazione monetaria, inflazione alle stelle, penuria di approvvigionamenti dall'estero, stop all'erogazione dei servizi pubblici: non si tratta solo di liquidità.
La Grecia è un Paese piccolo, poco produttivo e con scarse risorse.
Ma è dentro l'Unione europea e i danni possono travalicare il Peloponneso.
Nessuno sa esattamente cosa accadrà, perché la bancarotta di Atene, raccontano gli addetti ai lavori, è la prima che coinvolge anche una moneta di altri Stati.

Spartiacque del 6 luglio: o l'Ue taglia il debito o il crac

Il no dei greci al nuovo accordo sull'austerity (Ansa).  

Si sta in coda ai bancomat, anche per 60 euro.
Si tolgono i risparmi dalle banche, prima che perdano valore. Nei supermercati e dai benzinai si acquistano beni di prima necessità, prima che scarseggino o che i prezzi si impennino.
Si mette da parte e si spende poco. La classica reazione di panico diffuso, quel prima che sia troppo tardi che però al momento è anche l'unica azione possibile per chiunque abbia buon senso.
IPOTESI MONETA PARALLELA. Il resto, ne è consapevole anche il capo dell'Eurotower, è un sentiero nuovo.
I creditori dicono che se i negoziati si rompono definitivamente, senza più aiuti dall'Ue, dal Fondo monetario internazionale e di conseguenza neanche dalla Bce, in Grecia sarà obbligatorio istituire una valuta (anche temporaneamente) parallela all'euro.
DALL'EURO ALLA DRACMA? Procedura mai attuata, complessa e da concordare tra interlocutori in braccio di ferro da anni.
Atene fallita potrebbe insomma restare nell'euro, con le importazioni congelate e i beni di consumo alle stelle.
A quel punto, sarà l'Europa ad aver scaricato la Grecia o la Grecia a contagiare l'Europa?
Per Alessandro Santoro, docente di Scienza delle Finanze dell'università Bicocca, qualsiasi prospettiva è ormai cupa.
NIENTE HAIRCUT. «C'è grande allarme, ma questa settimana non ci dovrebbero essere sconvolgimenti. Il vero spartiacque sarà il referendum. Se vince il no», spiega a Lettera43.it, «e il Fmi e i Paesi creditori non accettano un haircut - il un taglio del debito greco, cioè dei loro soldi - per la Bce sarà molto difficile versare altra liquidità d'emergenza dalla scadenza del 20 luglio. Allora verrà l'emergenza».
La crisi valutaria porterà ad «attivare una procedura di conversione con la Bce, per creare, anche per qualche mese, una valuta parallela».
Con un'economia che frana, il tasso di cambio tra l'euro e la nuova dracma sarà «fittizio, non controllabile. I beni scarseggeranno, l'inflazione crescerà e come a Cuba con i dollari si creerà un mercato nero».

Verso scioperi, disordini e insicurezza

Le code ai bancomat in Grecia (Ansa).


Chi pensa a fare le vacanze a costo zero in Grecia - ai tedeschi il governo già consiglia di portarsi in valigia sufficiente liquidità - non avrà soggiorni confortevoli.
TENSIONI SOCIALI. «I turisti avranno più potere d'acquisto, ma ci sarà da comprare? La Grecia produce poco e non ha autonomia energetica. Si avranno problemi quotidiani nell'erogazione dei servizi. Anche se vincesse il sì e scattasse un nuovo piano di salvataggio», conclude Santoro, «il Paese sarebbe scosso da forti tensioni sociali. Si dovrebbe tornare alle urne, ci sarebbero scioperi, disordini, insicurezza».
TERRORE E DIGNITÀ. Questo scenario drammatico, i greci ce l'hanno ad tempo di fronte agli occhi.
Dimitri Deliolanes, corrispondente in Italia della tivù pubblica ellenica Ert, descrive un popolo che oscilla tra due sentimenti dominanti: «C'è il terrore della catastrofe. Dall'altra l'orgoglio, la dignità, la speranza in un cambiamento».
BASTA AUSTERITY. «Dal 29 giugno i trasporti pubblici sono gratis», racconta a Lettera43.it, «e il governo ha detto di avere scorte per beni e servizi e per un semestre. Chiaramente c'è paura, ma si vuole anche la fine dell'austerity. Non si accettano più tagli alle pensioni e ai dipendenti pubblici, e neanche l'Iva al 23% sul turismo che strozzerebbe l'economia».
BRUCIATI 300 MILIARDI. Tornare alla dracma, commenta Deliolanes, «non è immediato come lo si dipinge, bisogna vedere se ci arriviamo. In realtà non si ha idea di cosa accadrà. È una situazione originale, può diventare una catastrofe anche per l'Ue».
In un giorno le Borse europee hanno bruciato quasi 300 miliardi di euro, l'antipasto per la prova del fuoco per l'euro, l'apertura del 6 luglio.
EFFETTO DEFAULT. I soldi stanno finendo. Il governo greco pensa di ridurre il tetto dei prelievi giornalieri a 20 euro.
Carlo Scarpa, ordinario di Economia politica all'Università di Brescia e autore de Lavoce.info, vede molto nero.
«La Grecia non ha una struttura industriale, ci saranno problemi di approvvigionamento, tra pochi giorni le banche non avranno più valuta da spendere e i risparmi dei greci svaniranno. Le conseguenze saranno pesatissime».
NON ESISTONO PRECEDENTI. Russia e altri nuovi partner fuori dell'Ue non possono rifornire subito Atene. «Mancano ancora le infrastrutture. Draghi non avrà più l'autorità per nuovi interventi, non si saprà neanche che moneta adottare in Grecia. Dubito che la Grecia abbia pronta una procedura da seguire, non esiste un vero precedente del caso», chiosa. Russia e Argentina, in effetti, non erano nell'Ue.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso