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ECONOMIA 3 Luglio Lug 2015 1919 03 luglio 2015

Eni, Luigi Zingales si è dimesso

L'economista esce dal consiglio di amministrazione. Differenze di opinione «non riconciliabili» sul ruolo dell'organismo nella gestione della società.

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L'economista Luigi Zingales.

Luigi Zingales si è dimesso dal consiglio di amministrazione di Eni. La notizia è stata diffusa dalla società, che ha ringraziato l'economista «per il fattivo contributo dato in questi mesi». Ecco il testo della lettera con cui Zingales ha rassegnato le sue dimissioni, pubblicata sul sito web di Eni.

Cari colleghi,
Con la presente vi comunico le mie irrevocabili dimissioni da consigliere di amministrazione di Eni spa, effettive dal ricevimento della presente lettera, per non riconciliabili differenze di opinione sul ruolo del consiglio nella gestione della società. Vi sarei grato se poteste chiedere alla struttura Eni di assolvere le comunicazioni di rito nel caso di dimissioni di un consigliere e inviare un comunicato stampa con la notizia e le motivazioni di cui sopra.
Faccio il mio migliore augurio di successo all’Eni e a tutti i suoi dipendenti, che ammiro per la dedizione con cui lavorano.

Il testo è stato pubblicato dall'economista anche sul suo profilo Facebook.

L'ufficio stampa di Eni, contattato da Lettera43.it, non ha fornito ulteriori dettagli sulla decisione dell'ormai ex-consigliere Zingales, che era stato nominato dal Tesoro soltanto 14 mesi fa nel board del colosso petrolifero, controllato dal ministero dell'Economia atttraverso la Cassa depositi e prestiti.
TENSIONI INTERNE AL BOARD. Secondo la Repubblica, a spingere l'economista a lasciare avrebbe pesato l'arrivo in azienda di Lapo Pistelli, proveniente dal ministero degli Esteri. Prima di approdare all'Eni, Zingales era stato membro indipendente del consiglio di Telecom Italia dal 2007 al 2014, impegnandosi a difesa degli azionisti di minoranza e anche in Eni avrebbe mantenuto lo stesso spirito critico.
NON AVREBBE ACCETTATO L'ARRIVO DI PISTELLI. Il coinvolgimento dell'azienda e del suo amministratore delegato, Claudio Descalzi, nelle inchieste aperte per corruzione internazionale sulle attività in Nigeria aveva dato luogo a divergenze tra l'economista e gli altri membri del cda. Divergenze che si sarebbero ampliate dopo la chiamata all'Eni di Lapo Pistelli, storico collaboratore di Matteo Renzi a Firenze e poi viceministro degli Esteri dei governi Letta e Renzi, che sta per lasciare via XX Settembre per diventare capo dell'unità di sviluppo delle attività per tutti gli stakeholder dell'Eni, a supporto degli affari aziendali internazionali.

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