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LO SPORTELLO 3 Luglio Lug 2015 0900 03 luglio 2015

Grecia a rischio default, come tutelare i risparmi

Meno prestiti dalle banche, spread alti: vendere oggi dei titoli di Stato conviene.

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La folla di anziani davanti a una banca di Atene.

Nessuna virtù sorge in noi per natura, ma coltivandola, attraverso l’abitudine, forse si radica nel nostro essere:
«Abituandoci a disprezzare i pericoli e ad affrontarli diventiamo coraggiosi, e soprattutto quando siamo diventati tali siamo in grado di sopportare i pericoli» (Aristotele, Etica Nicomachea).
Prendendo spunto da Aristoltele possiamo dire che ci ritroviamo settimanalmente qui perché abituandoci a combattere (e talvolta disprezzare) la mancanza di informazione (o addirittura l’informazione distorta) e soprattutto a semplificarla diventiamo coraggiosi e quando siamo diventati tali siamo in grado di osservare, segnalare, denunciare e prevenire i rischi che corriamo.
GREXIT VERO PERICOLO. Non sarà di certo la nostra rubrica l’unico spazio in cui i concetti macroeconomici vengono declinati per il comune cittadino e tradotti in termini di 'cosa fare domattina', ma ci tenevamo a sottolineare, in questa occasione, come la cosiddetta Grexit (il pericolo imminente di una uscita della Grecia dalla eurozona) viene letto sempre come qualcosa che riguarda solo il popolo ellenico e forse un po’ la politica.
TECNICISMI NON CAPITI. E facciamolo alla nostra maniera, con un linguaggio semplice che talvolta fa storcere il naso a chi, consapevolmente, vuole mantenere nella ignoranza il cittadino utilizzando quello slang ricco di tecnicismi e inglesismi che non vengono capiti se non dal 3% dei lettori di qualsiasi giornale.
Invece no, attenzione: tutti noi stiamo rischiando qualcosa.
BASTA DIKTAT DELL'UE. Innanzitutto l’uscita dalla Grecia dalla Eurozona è determinato dal fatto che il Paese di Aristotele non può piu restituire i debiti contratti con i Paesi di Eurolandia e soprattutto non vuole sottostare ai diktat di Bruxelles, in altri termini al piano di rientro prospettato, perché lo ritiene un «ultimatum per umiliare il popolo greco», che, a sentire il premier Alexis Tsipras, rischierebbe di aggravare la situazione del mercato del lavoro e di far aumentare le tasse.
REFERENDUM E ROTTURA? E quindi via libera del parlamento greco alla tenuta di un referendum (facciamo decidere il popolo) il 5 luglio sul piano di salvataggio proposto dai creditori internazionali.
E quindi, nel caso di definitiva rottura, ecco cosa potrebbe succedere.

Se salirà il nostro spread, maggior costo per lo Stato e più tasse

Manifestazione pro-euro fuori dal parlamento di Atene.

Probabile rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato e quindi degli spread, e il relativo maggior costo per il bilancio dello Stato.
Come sappiamo nei momenti di maggiore instabilità politica e finanziaria i rendimenti dei titoli di Stato salgono perché gli investitori tendono a considerare più rischioso l’investimento sul debito di un Paese, e quindi a chiedere per questo un premio più alto.
PIÙ 5 MILIARDI L'ANNO. Per le casse pubbliche l’aumento dei rendimenti (che si esplica nel cosiddetto spread, cioè un indice che confronta il rendimento dei nostri titoli di stato decennali con gli equivalenti bund tedeschi), significa un maggior costo per il servizio del nostro debito pubblico, cioè maggiori spese per interessi da sostenere durante l’anno.
Secondo Il Sole 24 Ore un rialzo permamente di 2 punti percentuali dei rendimenti costerebbe circa 4/5 miliardi all’anno.
IPOTESI TAGLIO SPESA. E quindi per far quadrare il bilancio dello Stato, se da un lato aumentano i costi (oneri finanziari) dall’altro occorre tagliare la spesa pubblica (Istruzione, Sanità eccetera) oppure aumentare i ricavi e cioè le tasse.
Quindi un impatto immediato sulla vita degli italiani.
PORTAFOGLI DA TUTELARE. Non solo: il risparmiatore che già possiede titoli di Stato deve conoscere una basilare legge macroeconomica che stabilisce che se salgono i rendimenti scendono i prezzi perché appunto quel titolo obbligazionario diventerebbe meno appetibile dal mercato visto che i titoli di nuova emissione avranno interessi più

ùalti.
E allora? Forse è il caso di sottoporre il proprio portafogli titoli a un'analisi da parte di qualche professionista indipendente (lo ricordiamo sempre) perché probabilmente vendere oggi quei titoli garantirebbe una perdita più bassa in conto capitale.

I crediti del nostro Paese con la Grecia: 40 miliardi

Il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis.

Ci sono rischi anche legati ai debiti che Atene ha contratto con il nostro Paese e che in linea teorica rimangono anche se la Grecia abbandona l’Eurozona.
Diciamo 'in linea teorica' perché, se è vero che - così come affermato qualche settimana fa dal presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem - «se un Paese lascia l’Eurozona il suo debito resta», è altrettanto verosimile che è tutto da vedere se e in che modo quel Paese sia in grado di onorarlo.
MENO PRESTITI. Le somme in pericolo sono circa 65 miliardi e di questi una bella fetta (gli ottimisti dicono 800 milioni, i pessimisti 40 miliardi) sono nei bilanci delle banche italiane.
E quindi? Le banche italiane, anche per effetto di questo pericolo, riverseranno sulla leva del credito tale rischio, concedendo meno prestiti, ma soprattutto continuando quella massiccia azione di rientro dalle esposizioni con rating non soddisfacenti.
La stretta del credito subirebbe una ulteriore accelerazione.
GUAI PER L'EXPORT. Inoltre per le nostre aziende esportatrici un fallimento greco comporterebbe anche il rischio per i rapporti commerciali in atto e quindi per l’incasso dei relativi crediti (per la verità non tanti fortunatamente: circa lo 0,2% del Pil).
Cautelatevi, piccoli imprenditori. A buon intenditor poche parole.
Lo Sportello è una piccola rubrica, ma può essere una grande palestra.
Non ci sono spazi realmente “aperti” come questo, iniziamo a esercitarci qui.
Iniziamo ad allenarci alla critica positiva e a quella negativa, cominciamo a denunciare ciò che ci riguarda direttamente, cerchiamo di far funzionare bene il nostro conto corrente, la nostra piccola finanza, il nostro bilancio familiare e riusciremo a essere cittadini ancora più consapevoli della propria importantissima unicità.

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