Grecia: Berlusconi, Ue non può perderla
EUROPA 3 Luglio Lug 2015 0938 03 luglio 2015

Grecia verso il referendum, il liveblogging del 3 luglio

Consiglio di Stato: via libera al referendum. Varoufakis: accordo anche con il No.

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Domenica 5 luglio i greci voteranno sul piano di riforme e aiuti proposto dalla Troika. Le banche, ad Atene, continuano a rimanere chiuse e il tetto ai prelievi non è stato rimosso, anche se diverse cronache dalla capitale ellenica raccontano di una quotidianità abbastanza normale, con i turisti che affollano Acropoli e caffè e i greci in attesa del referendum.
Secondo un sondaggio diffuso dal quotidiano Ethnos i Si sarebbero al momento in vantaggio, attestandosi intorno al 44,8%, con i No al 43,4%.
TESTA A TESTA TRA SI E NO. Nelle rilevazioni effettuate dal giornale ellenico ancor più significativo è il fatto che la netta maggioranza dei greci, il 74%, vuole restare nell'Eurozona mentre solo il 15 % vuole tornare alla dracma.
La spaccatura e la quasi totale parità è confermata anche da un sondaggio commissionato da Bloomberg all'Università della Macedonia, per il quale il No è al 43% e il Sì al 42,5. Gli indecisi sono il 14,5%. Il margine di errore è del 3%
Qualunque sarà l'esito della consultazione, il giorno dopo il voto il premier Alexis Tsipras sarà a Bruxelles, ha spiegato, per firmare un «accordo» entro 48 ore.
Tutto però potrebbe infrangersi sugli scogli della corte costituzionale greca. Oggi, entro le 12, infatti, la Consulta ellenica deve esprimersi sulla costituzionalità del refrendum indetto dal governo.

Il liveblogging

19.40 - UNA CITTÀ DUE PIAZZE, SÌ-NO. Anche tantissimi bambini con i genitori e molti adolescenti sono mescolati all'immensa folla radunata davanti allo stadio Kallimarmara per manifestare a favore del 'Sì' al referendum di domenica. Mentre una musica ritmata viene diffusa ad alto volume dai potenti altoparlanti installati sul palco e sui piloni delle luci stradali, una donna scandisce slogan a favore della permanenza della Grecia nell'Ue e nell'eurozona che la folla ripete in coro. «Sì, sì, sì alla Grecia nell'euro» «Europa, Grecia, Democrazia», «Grecia, patria mia, in Europa», sono gli slogan scanditi dal palco e scritti anche su centinaia di cartelli innalzati dai manifestanti che sventolano anche numerose bandiere greche e dell'Ue.

19.00 - LA POLIZIA FERMA UN UOMO. La polizia di Atene ha effettuato un fermo tra gli antagonisti che poco fa hanno cercato di entrare in piazza Syntagma ingaggiando scontri con la polizia. La tv privata Skai ha mostrato le immagini di quattro agenti in tenuta antisommossa che portavano via un uomo tenendolo ognuno per ciascuno dei quattro arti. Tutto calmo invece nel campo del Sì, davanti all'ingresso dell'antico stadio ateniese dove, secondo la polizia, gli antagonisti erano diretti.

18.58 - SCONTRI IN PIAZZA. Un gruppo di circa 300 persone con il volto coperto dai passamontagna ha cercato di forzare un cordone di poliziotti posto all'inizio di via Ermou, che si immette nella centralissima piazza Syntagma dove sta per cominciare una manifestazione a favore del NO al referendum. La polizia ha bloccato gli aggressori esplodendo candelotti lacrimogeni.

18.45 - PIAZZA SYNTAGMA ASPETTA TSIPRAS. Migliaia di persone sono già radunate a piazza Syntagma ad Atene, per la manifestazione conclusiva a favore del No al referendum di domenica. Davanti al Parlamento è stato allestito un palco dal quale, dopo le 21 (le 20 in Italia), dovrebbe prendere la parola il primo ministro Alexis Tsipras.

18.40 - IL VESCOVO DI ATENE: FAME E PAURA. «Qui tutta la gente si sente sospesa, non sa cosa aspettarsi. I negozi sono aperti ma nessuno compra. Le persone non sanno cosa fare perché temono di non avere i soldi per mangiare. Non c'è denaro per pagare gli impiegati». Così l'arcivescovo dei cattolici di Atene, monsignor Sevastianos Rossolatos, ai microfoni di Radio inBlu, descrive il clima pesante che si sta vivendo in Grecia. «Molti parlano di un pericolo di scontro sociale. Fuori dalle banche - aggiunge l'arcivescovo - dove vanno i pensionati a cercare di prendere i soldi ci sono scontri se si parla di politica, per il si o per il no. Ognuno ha le sue sofferenze e le scarica sull'altro. E' una situazione molto difficile».

18.30 - POST REFERENDUM, BCE VALUTA SCENARI. La Bce, nel valutare la liquidità alle banche greche dopo il referendum, terrà conto del «principio di proporzionalità» sancito dall'articolo 5 dei Trattati, che invita a un approccio prudente e proporzionato. Nello scenario peggiore la Bce, sotto forte pressione, potrebbe in teoria chiudere l'Ela, pari a quasi 90 miliardi. Sarebbe il fallimento immediato delle banche elleniche: molto più probabile un taglio all'Ela alzando lo 'sconto' sul valore dei titoli greci portati dalle banche a garanzia.

18.10 - LA CORTE DICE OK AL REFERENDUM. Respinta la richiesta di dichiarare illegittimo il referendum convocato il 5 luglio in Grecia. Il Consiglio di Stato, che doveva esaminare in giornata la legittimità della consultazione popolare indetta dal governo, ha respinto il ricorso.

17.00 - EUROGRUPPO: ACCORDO LONTANO. «Non siamo vicini a una soluzione» e, vada come vada, «il futuro della Grecia sarà estremamente duro», l'ha ribadito il ministro delle Finanze olandese, nonchè presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem smentendo quanto affermato in mattinata dal collega greco Yanis Varoufakis che ha affermato, secondo l'agenzia Bloomberg: «Un accordo è in vista» anche con la vittoria del No al referendum ed «è più o meno fatto».
«Per rimettere il Paese in marcia e far uscire l'economia dalla recessione dovranno essere prese decisioni difficili e ogni politico che dice che non sarà così in caso di vittoria del 'no' sta ingannando la sua gente», ha concluso Dijsselbloem.

16.45 - GRECIA, EFFETTO CONTAGIO. «La ripresa economica prosegue» ma «sul quadro macroeconomico pesa tuttavia l'incognita relativa agli sviluppi della crisi greca», rileva l'Istat nella nota mensile sull'andamento dell'economia italiana.

16.09 - 9 MLN AL VOTO IN 19 MILA SEGGI. Circa 9,8 milioni di cittadini greci con più di 18 anni sono chiamati a votare nel referendum di domenica prossima. I seggi si apriranno alle ore 7 (le 6 in Italia) e si chiuderanno alle 19. I greci potranno votare in 19.000 seggi. Il quesito su cui gli elettori sono chiamati a dire Sì (Nai) o No (Ochi) è il seguente: «Referendum del 5 luglio 2015. Deve essere accettato il progetto di accordo presentato da Commissione europea, Bce e Fmi nell'Eurogruppo del 25 giugno 2015, composto da due parti che costituiscono la loro proposta? Il primo documento e' intitolato 'Riforme per il completamento dell'attuale programma ed oltre' ed il secondo 'Analisi preliminare per la sostenibilita' del debito'».
Normalmente, in caso di elezioni, le tv elleniche pubblicano gli exit poll immediatamente dopo la chiusura dei seggi, ma in questo referendum non verranno fatti. Le previsioni della società Singular Logic (che cura il sito del ministero dell'Interno) dicono che le prime proiezioni attendibili sui risultati dovrebbero essere disponibili attorno alle 21 locali (le 20 in Italia), quando ci saranno risultati dal 10% delle sezioni, ma solo se lo scarto sarà superiore al 4%.

14.42 - SCHAEUBLE: SITUAZIONE PEGGIORATA IN GRECIA. Il ministro delle Finanze tedesco torna a strigliare il duo Tsipras Varoufakis. «Nelle ultime settimane la situazione in Grecia è drammaticamente peggiorata», ha detto Wolfgang Schaeuble alla Bild secondo un'anticipazione.
Schaeuble si aspetta un negoziato tutt'altro che semplice: «Si parla di un programma che segue un chiaro principio: sostegno solo in cambio di vere prestazioni. La Grecia ha bisogno di riforme. Ma io lo so già: sarebbero trattative molto difficili. La proposta sulla quale il governo vuole far votare non è più sul tavolo - spiega -. Dobbiamo aspettare per capire come il governo di Atene vuole trattare il risultato del referendum, e quali conseguenze ha. Poi i greci potranno fare una richiesta sull'avvio delle trattative. Nel momento in cui ci fosse una richiesta del genere da parte loro - aggiunge - questa sarebbe verificata dai ministri delle Finanze, se fossero rispettati determinati requisiti, l'eurogruppo sarebbe favorevole a nuove trattative. Prima deve decidere il Bundestag. Solo allora noi possiamo trattare».

15.20. TSIPRAS: CHIEDIAMO 30% DEL DEBITO, FMI CON NOI. Il premier Alexis Tsipras ha detto che l'unico modo per rendere sostenibile il debito greco è un taglio del 30% e un periodo di grazia di vent'anni. Tsipras, in un intervento televisivo, aggiungendo che «il rapporto del Fmi giustifica la nostra scelta di non accettare un accordo che ignora il tema fondamentale del debito. Il voto al referendum di domenica non decide la permanenza o meno della Grecia nell'euro».

14.27. MANCATO PAGAMENTO ALL'FMI E' DEFAULT. Il mancato pagamento all'Fmi da parte della Grecia della rata da 1,8 miliardi che scadeva il 30 giugno è un «evento di default» notificato al fondo salva-Stati europeo Efsf, ma il suo board dei governatori ha deciso di aspettare e «non richiedere» ad Atene il «pagamento immediato dei prestiti concessi né di usare il suo diritto ad agire», cioè di non usare alcuna delle opzioni a disposizione. «Il fondo Efsf è il più grande creditore della Grecia, questo default è causa di profonda preoccupazione. Rompe l'impegno greco ad onorare i suoi obblighi finanziari verso tutti i suoi creditori e apre la porta a severe conseguenze per l'economia e il popolo greci», ha detto il direttore del EFSF, Klaus Regling.

13.01. JUNCKER: CON IL NO LA POSIZIONE DELLA GRECIA SARA' INDEBOLITA. A meno di 48 ore dal referendum, il presidente della commissione europea, Jean Claude Juncker, risponde alla campagna di Tsipras e Varoufakis contestando la tesi del 'se vince il No saremo più forti' sostenuta dal governo greco. Se i «greci voteranno No», ha detto Juncker, la posizione del paese al tavolo dei negoziati «sarà drammaticamente indebolita». E nche nel caso in cui il risultato del referendum greco «sarà sì, il negoziato sarà difficile», ha concluso.

12.31. BERLUSCONI: NON SI PUO' RINUNCIARE ALLA GRECIA. Dopo la lettera pubblicata dal Giornale, Silvio Berlusconi è tornato a parlare di Grecia. «È assurdo pensare di rinunciare alla Grecia. La Grecia è tutto per noi, è Omero, Platone, Aristotele, filosofia, diritto, letteratura. È la radice della nostra civiltà» ha osservato il leader di Forza Italia a Casa Milan. E cosa voterebbe domenica se fosse un cittadino greco? «Non lo so e non lo sono, poi ho già tanti problemi per conto mio», ha risposto l'ex premier.

12.25. BERLINO FRENA TSIPRAS: ACCORDO CON ESM PREVEDE PIU' GRADINI. Alexis Tsipras ritiene possibile un accordo con i creditori anche in caso di una vittoria dei No, ma da Berlino arrivano il primo stop alle parole del premier greco. «La porta resta aperta ma aspettiamo il referendum e non facciamo speculazioni», ha detto ha detto il portavoce di Angela Merkel. Dopo il referendum ci si troverà in un negoziato «che ha a che fare con l'Esm e che prevede più gradini. La Grecia è un caso unico, e non è un caso di particolare successo, ma il principio di solidarietà in cambio di responsabilità è giusto, e ha funzionato in altri Paesi» che hanno affrontato dei programmi, ha precisato il portavoce.

11.13. CANNATA: STIMA S&P SU COSTI PER ITALIA DI DEFAULT GRECO E' AGGRESSIVA. La stima di Standard and Poor's di 11 miliardi di euro di maggiori interessi per l'Italia sul debito pubblico, in caso di default greco, è «molto aggressiva e non si riesce a capire come sia fatta», secondo il direttore generale del Tesoro, Maria Cannata. A margine di un evento alla Consob, Cannata ha detto che «non ci sono elementi per giudicare». Cannata ha poi rassicurato sulle aste di titoli italiani: «Siamo andati in asta in situazioni molto più complicate. Ci siamo andati anche nel novembre 2011, quindi figurarsi. Non è una situazione in cui non si va in asta».

10.46. LE PREVISIONI DI GOLDMAN SACHS. La banca d'affari americana, Goldman Sachs, ha analizzato le possibili conseguenze sui mercati di una vittoria del No. Secondo l'istituto, questo esito del refrendum greco potrebbe portare a turbolenze sulle borse e a un innalzamento degli spread di circa 200-250 punti base per i paesi periferici, nonostante l'azione della Bce, oltre a ribassi degli indici di circa il 10%. Il rapporto di Goldman dice tuttavia che non si avrebbe un'uscita dall'euro. Per la banca d'affari un prevalere dei Sì avrebbe come conseguenza un balzo dei mercati a due cifre, un cambio immediato di governo e un rapido accordo.

10.22. VAROUFAKIS: CON IL NO OTTERREMO LA RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO. Ieri aveva detto che si sarebbe dimesso in caso di vittoria del Si al referendum. Oggi il ministro dell'economia greco, Yanis Varoufakis, spiega quali potrebbero essere invece le conseguenze di una vittoria del no. «Un accordo è in vista», avrebbe dichiarato secondo quanto riferisce Bloomberg. «La Grecia resterà nell'euro» e il voto no porterà a un accordo che includerà «la ristrutturazione del debito». Se vince il sì, invece, «il governo greco semplicemente metterà la sua firma in calce al documento proposto in precedenza dai creditori», ha spiegato Varoufakis.
Questa sera intanto il premier Alexis Tsipras parteciperà alla nuova manifestazione organizzata dal fronte del No in piazza Syntagma, ad Atene.

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