Grecia:Cannata, noi regolari nelle aste
LIVEBLOGGING 6 Luglio Lug 2015 0842 06 luglio 2015

Grecia, il giorno dopo il referendum

Varoufakis lascia. Merkel: «Ora proposte da Atene». Fmi: «Niente fondi senza rimborsi».

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Grexit o negoziati? Greferendum, the day after. L'Europa ora deve fare i conti con il no greco.
Atene ha ribadito la sua volontà di rimanere all'interno della moneta unica. «Non è in dubbio l'uscita o meno della Grecia dall'euro, il risultato non rappresenta una rottura con l'Ue, ma rinforza il nostro potere nelle trattative per uscire dal circolo vizioso dell'austerity», ha commentato a caldo Alexis Tsipras.
L'ADDIO DI VAROUFAKIS. E un primo passo è stato fatto. Il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, il più duro nei confronti dee creditori (che aveva definito terroristi) si è dimesso nonostante la vittoria del no.
«Considero un mio dovere», ha scritto su Twitter e sul proprio blog Minister No More, come si è auto definito, «non ostacolare l'intesa e aiutare il premier Alexis Tsipras nel suo tentativo di arrivare a una intesa con l'Eurogruppo. E porterò il disgusto dei creditori con orgoglio».
MERKEL APRE ANCORA. Il vertice straordinario tra Angela Merkel e François Hollande ha aperto un nuovo spiraglio nei confronti di Atene. La cancelliera, scontrandosi contro la sua opposizione interna, ha ribadito ad Atene un nuovo programma e nuove proposte. Da Washington, invece, la direttrice dell'Fmi Christine Lagarde ha fatto sapere che l'organizzazione non può elargire fondi prima che vengano rimborsati i pagamenti mancati. E intanto le Borse europee sono crollate: Milano ha chiuso a -4%, meglia nera d'Europa.


Ma Varoufakis non è stato il solo a dimettersi.
Sotto le pressioni del partito, appena sono stati chiari i risultati del referendum, ha lasciato la presidenza di Nea Dimokratia anche Antonis Samaras, il grande sconfitto dalle urne.

L'Europa e il rischio del muro contro muro

Ora la palla passa all'Europa.
Il rischio è che si arrivi al muro contro muro. Le parole del governo tedesco, soprattutto del vicecancelliere della Spd, Sigmar Gabriel, hanno gelato la vittoria di Tsipras: «Ha distrutto l'ultimo ponte verso un compromesso tra Europa e la Grecia», è stato il commento.
Vero è che i colloqui tra Germania e Francia e a Bruxelles sono di fatto già partiti.
L'ACCELERATA DI SYRIZA. Dal canto suo Syriza chiede ai partner internazionali di chiudere il negoziato in tempi rapidi, anche «entro le prossime 48 ore». «Il governo greco ora andrà al nuovo negoziato con due nuovi elementi: il rapporto dell'Fmi sull'insostenibilità del debito greco e un nuovo mandato popolare», Euclid Tsakalotos, il capo negoziatore greco.
L'Italia, dopo aver manifestato nei giorni scorsi sintonia con Angela Merkel, ora tende la mano ad Atene.
Roma è pronta a spendersi evitare in tutti i modi la Grexit e spingere per un ritorno al tavolo del negoziato che «non guardi solo alla dimensione finanziaria ma anche a quella sociale della crisi greca», ha fatto sapere Renzi in sintonia con il ministro Padoan.

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21.30 - LAGARDE: NO A NUOVI FONDI SENZA RIMBORSI. Il Fmi non può versare altri fondi alla Grecia in base alla sue norme sui mancati pagamenti di finanziamenti concessi dal Fondo. Lo ha ribadito il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde, parlando al telefono con il primo ministro greco, Alexis Tsipras. La Grecia ha saltato un pagamento di 1,6 miliardi di dollari.


20.45 - IL PROBLEMA SI RISOLVE COL LAVORO. Le immagini di greci disperati, ha detto il ministro dell'Economia Padoan, 'ci ricordano continuamente che il problema si risolve quando la gente torna a lavorare e ad avere una vita dignitosa. Ed è questo anche l'obiettivo della politica economica del governo italiano, tornare a creare occupazione'

20.40 - ORA SERVE NUOVO PROGRAMMA. Tra Eurozona e Grecia 'non c'è stato muro contro muro' ha sottolineato il ministro dell'Economia italiano, spiegando che ora 'i 18 sono disponibili a riconsiderare una richiesta che non può che essere di un nuovo programma', che è cosa diversa dal precedente, oggetto anche del referendum, 'ma indispensabile perché la Grecia torni a crescere in modo stabile'. Per imboccare questa strada 'servono, come è noto da tempo, riforme strutturali e istituzionali che rimettano l'economia greca, che ha vissuto per lungo tempo sopra le sue possibilità, in un sentiero di crescita sostenibile, che è anche condizione per avere un debito sostenibile'.


20.30 - PADOAN, SPERO NUOVO MINISTRO NUOVO ATTEGGIAMENTO. 'Con il nuovo ministro delle finanze greco ci siamo già incrociati. Mi auguro che abbia uno stile diverso del peraltro simpaticissimo Varoufakis', perché 'si sono persi 4 mesi senza fare passi avanti nel negoziato' e ora serve 'un atteggiamento diverso del governo greco'. Così il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan al Tg5 a proposito della nomina del nuovo ministro Euclid Tsakalotos.


20.20 - PADOAN: NESSUN RISCHIO PER ITALIA. «I fondamentali dell'economia italiana si sono molto rafforzati, è chiaro che ci sarà un po'di volatilità» sui mercati «ma non c'è nessun rischio per l'Italia che sta facendo le riforme, che sono la via maestra anche dal punto di vista finanziario». Così il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan al Tg5, all'indomani dell'esito del referendum in Grecia.

20.15 - SEGRETARIO ONU AUSPICA SOLUZIONE ACCETTABILE. Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, spera che «verrà trovata una soluzione accettabile sia per la Grecia che per i suoi creditori e che il Paese sarà in grado di portare avanti il compito importante e complesso di ricostruire la sua economia», ha detto all'Ansa il portavoce delle Nazioni Unite, Farhan Haq, all'indomani del referendum. Ban, ha aggiunto Haq, spera che in Grecia ci sarà un rinnovato consenso, necessario per il futuro del Paese.

19.50 - BCE TIENE FERMA LIQUITIDÀ DI EMERGENZA. La Banca Centrale Europea tiene ferma la liquidità di emergenza (Ela) alle banche greche ferma a 89 miliardi di euro dopo la netta vittoria del 'No' al referendum. Lo rende noto l'istituto di Francoforte, che ha anche deciso di apportare «una correzione» al valore dei titoli greci portati in garanzia dalle banche per avere la liquidità di emergenza (Ela).

19.43 - TSAKALOTOS: NO A SOLUZIONI IMPRATICABILI. «Non possiamo accettare una soluzione non praticabile» per la Grecia, ha detto Euclid Tsakalotos ricevendo le consegne da Yanis Varoufakis al ministero delle finanze ad Atene. «Il messaggio lanciato ieri è qualcosa che sarà ricordato. Esso rimarrà scritto nella memoria collettiva dell'Europa».
«Non nasconderò il fatto di essere nervoso ed ansioso. Assumo questo incarico in un momento difficile per la Grecia», ha aggiunto il neo ministro.

19.42 - MERKEL: URGENTE AVERE DELLE PROPOSTE DA ATENE. Le condizioni per aprire nuovi negoziati con la Grecia «non ci sono ancora. Aspettiamo proposte precise da parte del premier greco», lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel all'Eliseo, aggiungendo che la «porta resta aperta».
Con la Grecia «abbiamo già dato prova di grande solidarietà. L'ultima proposta era molto generosa», ha detto Merkel, «Ora è urgente avere delle proposte (da parte di Atene, ndr) per uscire dalla situazione in cui ci troviamo oggi». Quello dei greci «è un voto democratico e sovrano», ha aggiunto , «ora dobbiamo vivere con questa decisione».

19.40 - HOLLANDE: LA PORTA È APERTA. «La porta è aperta alle trattative. Ora spetta a Tsipras fare proposte serie e credibili» affinché la Grecia resti nella zona euro: lo ha detto il presidente francese Hollande al fianco della cancelliera Angela Merkel all'Eliseo. «Prendiamo atto del risultato e rispettiamo il voto dei greci perché l'Europa è la democrazia», ha aggiunto. «L'equilibrio tra solidarietà e responsabilità deve essere la nostra linea di condotta per i giorni a venire».

19.30 - LUNGO COLLOQUIO TRA HOLLANDE E MERKEL. Oltre un'ora di colloquio bilaterale tra il presidente francese Francois Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel. Nel salone Napoleon III del palazzo presidenziale, tutto è pronto per la dichiarazione congiunta dei due leader di Francia e Germania. Dopo l'intervento davanti alla stampa, Hollande e Merkel rimarranno nel palazzo presidenziale per una cena di lavoro.

19.20 - VAROUFAKIS: #MINISTEROFAWESOME. Yanis Varoufakis è #MinisterofAwesome. A poco più di quattro ore dalle sue dimissioni, Varoufakis continua a tenere banco, anche su Twitter. L'hashtag che lo descrive è suggerito dagli agenti di Zed Books, la casa editrice del suo libro 'The Global Minotaur'. Varoufakis prende le distanze dall'inziativa mediatica del suo editore.

19.10 - USA: TROVARE UNA SOLUZIONE. «Risolvere le differenze è nell'interesse di tutti». Così il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, a risponde a chi gli chiedeva un commento sull'esito del referendum in Grecia e sulle prossime mosse che l'Europa dovrebbe compiere.

18.30 - MERKEL INCONTRA HOLLANDE. La cancelliera tedesca, Angela Merkel, è giunta all'Eliseo per il colloquio bilaterale con il presidente Francois Hollande alla vigilia del summit Ue sulla Grecia. Al termine dell'incontro, nel palazzo presidenziale, i due leader di Germania e Francia faranno una dichiarazione congiunta.

18.20 - FITCH: GREXIT, BASSI RISCHI DI CRISI SISTEMICA. «I rischi di una crisi sistemica nell'Eurozona, che potrebbero scaturire da una Grexit, sono diminuiti negli ultimi tre anni». Lo scrive Fitch in una nota, spiegando che le «posizioni di bilancio e partite correnti, della crescita, del sistema bancario dei Paesi periferici sono migliorate». Inoltre l'Eurozona «si è dotata di meccanismi di sostegno» e le «banche hanno ridotto la propria esposizione verso la Grecia». Tuttavia, aggiunge l'agenzia di rating, una «Grexit causerà volatilità sui mercati, erodendo la fiducia».

18.05 - SPREAD IN RIALZO A 162 PUNTI. Chiude in netto rialzo lo spread tra il Btp e il Bund tedesco. Il differenziale di rendimento sale a 162 punti base da 145 punti di venerdì. Il tasso sul decennale del Tesoro è in rialzo al 2,38%.

18.01 - BANCHE GRECHE CHIUSE FINO ALL'8. Le banche greche resteranno chiuse fino a mercoledì. Lo ha detto a Bloomberg un portavoce del ministero delle finanze.

17.55 - BORSE: MILANO CHIUDE IN CALO, WALL STREET RIDUCE LE PERDITE. La Borsa di Milano chiude in calo del 4,03% con l'indice Ftse Mib che va a 21.600 punti. Un vero e proprio tonfo: dopo il no di Atene alle misure di austerity, tra vendite che colpiscono soprattutto le banche, anche se sui titoli di stato lo choc viene assorbito e lo spread si attesta a 161 punti. A fine giornata, dopo una raffica di stop al ribasso, a la peggiore è Mps (-11,51%), seguita dal Banco (-6,59%), Mediolanum e Ubi (-6,55%), Unicredit (-6,12%), Intesa (-5,98%), Bper (-5,93%) e Bpm (-5,48%). Bene Stm (+1,72%), grazie a un nuovo contratto con Huawei. Wall Street procede in negativo dopo la vittoria del 'no' al referendum in Grecia, ma riduce le perdite: «Non è panico», affermano gli analisti, «non è un nuovo momento Lehman». Il Dow Jones perde lo 0,38% a 17.661,27 punti, il Nasdaq cede lo 0,30% a 4.994,11 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,35% a 2.069,60 punti.

17.45 - ALLE 18 CONFERENCE CALL BCE SU LIQUIDITÀ. I governatori del consiglio direttivo della Bce terranno una conference call alle 18 per decidere sulla liquidità di emergenza alla Grecia. Lo scrive Bloomberg, citando alcune fonti vicino alla vicenda. Secondo le fonti, Francoforte ritiene che le banche greche possano andare avanti fino a mercoledì e quindi terrà ferma l'Ela a 89 miliardi.

17.40 - SCHAEUBLE: VEDIAMO COSA PROPONE ATENE. «Vediamo che proposte vogliono fare». Lo ha detto il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, in conferenza stampa a Varsavia col collega polacco e il collega francese Michel Sapin. Anche Sapin ha sottolineato che si attende domani, e 'fino al momento in cui ci saranno delle proposte sul tavolo».

17.30 - PARTITI ALLA BCE: RIPRISTINI LIQUIDITÀ. L'establishment politico greco si appella alla Banca Centrale Europea affinché ripristini immediatamente la liquidità d'emergenza alle banche elleniche. E quanto si legge in una nota firmata dal premier Alexis Tsipras, dai leader del Pasok, di Nuova Democrazia e di Potami e citata da Bloomberg.

17.23 - VAROUFAKIS: ANDRÀ TUTTO BENE. «Andrà tutto bene. Non preoccupatevi». È l'incoraggiamento ai greci dell'ex ministro delle Finanze Yanis Varoufakis dopo le dimissioni presentate questa mattina. In sella alla sua moto insieme alla moglie per le strade di Atene, Varoufakis è stato fermato ad un semaforo da una troupe del Tg3 e un cronista dell'Ansa.

17.20 - RAUL CASTRO: AUGURI COMPAGNO TSIPRAS. «Complimenti»: così in un breve messaggio indirizzato al «compagno Alexis Tsipras» il presidente di Cuba Raul Castro ha salutato la vittoria del 'No' nel referendum ieri in Grecia. «Questo risultato dimostra il sostegno della maggioranza del popolo greco alla coraggiosa politica del governo» presieduto da Tsipras, ha sottolineato Castro, ricordando la sua «massima stima» per il premier greco.

17.10 - L'AMERICA LATINA CON ALEXIS. «Che viva la Grecia e Alexis Tsipras» ha da parte sua sottolineato il presidente del Venezuela, il leader 'bolivariano' Nicolas Maduro: quella di ieri è «una vittoria anche nostra, dei coraggiosi popoli dell'America Latina». La presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner ha d'altra parte sottolineato che il risultato di ieri segna la vittoria della »democrazia e la dignità». «Il popolo greco - ha aggiunto - ha detto 'No' alle impossibili ed umilianti condizioni che si vogliono imporre per la ristrutturazione del debito», ha aggiunto la presidente.

17.05 - CAMERON: EUROZONA TROVI SOLUZIONE SOSTENIBILE. Sta alla Grecia e ai Paesi dell'euro trovare «una soluzione sostenibile» rispetto alla permanenza di Atene nell'Eurozona. È la convinzione del premier britannico David Cameron riferita dalla sua portavoce dopo un incontro ristretto con alcuni ministri e con il governatore della Bank of England dedicata all'esame del risultato del referendum greco e dei contraccolpi che si attendono per i mercati anche in Gran Bretagna. Londra ha sostenuto a suo tempo l'ingresso di Atene nell'Ue e continua a «sostenere un'Europa a 28».

17.00 - FINANCIAL TIMES: GRECIA FUORI DA EURO MA NON DA UE. L'Europa dovrebbe dare il benvenuto all'esito del referendum in Grecia: «Se pensassero chiaramente i leader europei dovrebbe vedere che invece che punire la Grecia, è nell'interesse dell'Europa far sì che la Grecia esca dall'euro ma resti nell'Unione Europea con il minimo dolore». Lo afferma Gideon Racham, commentatore per gli affari internazionali del Financial Times, sottolineando che una riduzione del debito in cambio di una Grexit avrebbe senso dal punto di vista politico ed economico.

16.44 - CDU: LA GRECIA INTRODUCA VALUTA PARALLELA. Il presidente della Commissione Esteri nel Bundestag tedesco, Norbert Roettgen (Cdu), ritiene che dopo il referendum Atene dovrà introdurre una valuta parallela. All'Ansa Roettgen ha detto: «Nessuno sa veramente cosa succederà adesso. La mia paura è che viaggeremo su un terreno sconosciuto, e io credo che il governo ad Atene rimarrà nella sua posizione di base. Si parlerà certamente, ma non vedo i presupposti per nuove trattative. Vedo più la necessità che in Grecia introducano una valuta parallela».

16.30 - ANCORA LIMITE DI PRELIEVO SINO A 60 EURO. In Grecia il limite di prelievo giornaliero di 60 euro agli sportelli automatici sarà mantenuto almeno sino a venerdì 10 giugno, se la Banca centrale europea (Bce) manterrà stabile il livello di liquidità di emergenza attraverso il programma Ela. Lo ha detto il vice ministro delle Finanze, Giorgos Stathakis, secondo quanto riporta la Bbc.

16.20 - BANCHE CHIUSE PER TUTTA LA SETTIMANA. Il governo greco prevede di estendere la chiusura delle banche anche «domani e per alcuni giorni ancora, forse per tutta la settimana». Lo riferiscono i media greci citando fonti di quattro istituti di credito nazionali.

16.15 - LAGARDE: PRONTI AD AIUTARE LA GRECIA SE LO CHIEDE. Il Fmi sta monitorando la situazione da vicino ed è pronto ad aiutare la Grecia se Atene lo chiederà. Lo afferma il direttore generale del Fondo, Christine Lagarde.

16.10 - GABRIEL: PREPARARE AIUTI UMANITARI. Il vice cancelliere tedesco Sigmar Gabriel ha sollecitato i paesi europei «a essere pronti a fornire aiuti umanitari alla Grecia», ha detto durante la conferenza stampa nella sede dela SPD di Berlino.

16.00 - ACCORDO DI CINQUE PARTITI GRECI PER NEGOZIARE. Cinque partiti greci hanno firmato una dichiarazione per far tornare il premier Alexis Tsipras al tavolo dei negoziati con i creditori internazionali. Lo ha annunciato il ministro della Difesa Phanos Kammenos.

15.57 - TSAKALATOS NUOVO MINISTRO DELLE FINANZE. Euclid Tsakalotos, capo della squadra negoziale ellenica, sarà nominato nuovo ministro delle Finanze al posto di Varoufakis. Lo riferisce l'emittente greca Skai tivù.

15.35 - TURISMO, 300MILA DISDETTE PRE-REFERENDUM. Decine di migliaia di arrivi in Grecia di turisti da tutto il mondo sono state cancellate nella settimana precedente il referendum tenutosi il 5 luglio e in risposta ai preoccupanti sviluppi della situazione finanziaria nel Paese nelle ultime settimane. Lo riferisce oggi l'edizione online del quotidiano ateniese To Vima secondo cui le cancellazioni procedono a una media di circa 50.000 al giorno.
Solo la scorsa settimana sono state cancellate quasi 300 mila prenotazioni alberghiere e gli esperti del settore ipotizzano che, a meno che la situazione del Paese non si normalizzi «immediatamente», sarà impossibile per gli albergatori recuperare le perdite già subite.

15.00 - TAGLIO DEL DEBITO? CON RIFORME. «Il taglio del debito non si può fare senza condizioni», ha detto il vicecancelliere e leader della Spd Sigmar Gabriel a Berlino in una conferenza stampa tenuta all'indomani del referendum nella sede centrale del partito 'Willy Brandt'. «Possiamo parlare di un taglio del debito soltanto di fronte alla realizzazione delle riforme», ha aggiunto.
«È vero che il ponte è stato rotto, e si cerca di costruirne uno molto più difficile, perché la situazione del popolo è molto peggiorata».

14.45. TSIPRAS CHIAMA PUTIN. «Tsipras ha informato Putin della situazione in Grecia e ha riferito che i negoziati con i creditori europei proseguiranno». Lo riferisce il consigliere diplomatico presidenziale russo, Iuri Ushakov, riferendo della telefonata tra il premier greco e il presidente russo.
Intanto il ministro dello Sviluppo economico russo ha ribadito che la possibile uscita di Atene dall'Eurozona non è motivo per la revoca delle contro sanzioni alimentari russe alla Grecia.

14.40 - TELEFONATA MERKEL-TSIPRAS. Il premier greco Alexis Tsipras e la cancelliera tedesca Angela Merkel in una conversazione telefonica si sono accordati sul fatto che Atene presenterà alcune proposte del governo greco al vertice euro di domani. Lo riferiscono fonti del governo greco.

14.33 - VAROUFAKIS SPERA IN TSAKALOTOS. «Spero di vedervi domani con Euclid Tsakalotos». Così ha risposto il ministro greco delle Finanze uscente Yanis Varoufakis parlando con i cronisti ad Atene che gli chiedevano chi sarebbe stato il suo successore. Tsakalotos, attuale viceministro degli Esteri, è anche il capo della squadra negoziale ellenica.

14.26 - LA SPD SI SPACCA. «Tutti devono tornare al tavolo delle trattative, questa è la cosa più importante nella situazione attuale». Lo ha affermato il vice capogruppo dell'Spd al Bundestag, Axel Schaefer, prendendo le distanze, su Zeit online, dal leader del partito Sigmar Gabriel, e criticando il duro atteggiamento del governo tedesco nei confronti di Atene. «Abbiamo imparato dal 1914, quando un'Europa sonnambula ha portato alla prima guerra mondiale», ha aggiunto.
Dal canto suo Gabriel ha rilanciato: «Se la Grecia vuole rimanere nell'euro il governo deve fare un'offerta sostanziale, che anche gli altri possono accettare. Non si può arrivare alla instabilità dell'eurozona». E poi ha aggiunto: «È ero che il ponte è stato rotto, e si cerca di costruirne uno molto più difficile, perché la situazione del popolo è molto peggiorata».

14.00 - BERLINO: «NON CI SONO PRESUPPOSTI PER NUOVE TRATTATIVE». «Molto dipende dalle proposte che la Grecia metterà adesso sul tavolo». A parlare è il portavoce di Angela Merkel Steffen Seibert. «La porta resta sempre aperta, ma visto il risultato del referendum al momento non ci sono i presupposti per nuove trattative su altri programmi di aiuto». Berlino, ha aggiunto insiste sul «principio di solidarietà in cambio di responsabilità e impegni».
La cancelliera «sa molto bene cosa vuole, come si deduce dal suo contributo al dibattito nel Bundestag tedesco la settimana scorsa». Seibert ha anche negato che il risultato del referendum greco possa essere considerato una sconfitta per Merkel.

13.30 - L'OTTIMISMO DEL MINSITRO FINLANDESE. «Abbiamo trascorso la mattina al telefono con i colleghi», scrive su Twitter il ministro delle Finanze finlandese Alexander Stubb, riferendosi alla preparazione dell'Eurogruppo previsto il 7 luglio alle 13, «Passo dopo passo. Tutti i problemi sono risolvibili».

13.05 - POLETTI: «LA SOLUZIONE NON È UN SÌ O UN NO». Il risultato del referendum greco era «abbastanza scontato: se si chiede a un popolo di fare ulteriori sacrifici sarebbe piuttosto strano immaginare che la risposta possa essere diversa. Il problema vero è che ci sono situazioni complesse, che è impossibile risolvere con un sì o un no». Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a margine dell'assemblea degli industriali di Novara.
«Il tema della crescita è stato posto dall'Italia durante il suo semestre», ha aggiunto, «e abbiamo cominciato a battere fortemente sul tema della crescita. Ma questo tema deve fare i conti anche con l'elemento di tenuta globale dei conti pubblici. E andiamo avanti decisamente sulla strada delle riforme, ci siamo presentati agli italiani con un programma di riforme molto consistente, l'abbiamo attuato in parte e molte altre cose sono in arrivo. Se vogliamo risposta di lungo periodo non possiamo pensare di cavarcela con una toppa. Il nostro Paese perde competitività da oltre vent'anni, bisogna cambiarne radicalmente la struttura».

13.00 - RENZI SU FACEBOOK: «ORA CANTIERE CRESICTA O UE È FINITA». «Ci sono due cantieri da affrontare rapidamente nelle capitali europee e a Bruxelles.
Il primo riguarda la Grecia, un Paese che é in una condizione economica e sociale molto difficile», ha scritto Renzi su Facebook. «Gli incontri di domani dovranno indicare una via definitiva per risolvere questa emergenza».
«Il secondo - ancora più affascinante e complesso, ma non più rinviabile - è il cantiere dell'Europa. Da mesi stiamo insistendo per discutere non solo di austerity e bilanci, ma di crescita, infrastrutture, politiche comuni sulla migrazione, innovazione, ambiente. In una parola: politica, non solo parametri. Valori, non solo numeri. Se restiamo fermi, prigionieri di regolamenti e burocrazie, l'Europa è finita.
Ricostruire una Europa diversa non sarà facile, dopo ciò che è avvenuto negli ultimi anni. Ma questo è il momento giusto per provare a farlo, tutti insieme. L'Italia farà la sua parte».

12.39 - PRODI: «EUROPA, PANE COTTO A METÀ». «Adesso bisogna cominciare a discutere della nuova Europa, altrimenti mille altri casi come questo greco potranno capitare». Lo ha detto a Sky Tg24 l'ex premier Romano Prodi, parlando dell'esito del referendum greco. «È una tensione politica», ha spiegato, che va avanti da anni, con errori da entrambi i lati, con un concetto di Europa che non è l'Europa che noi volevamo, che non ha il senso della soluzione comune, della solidarietà. Un'Europa che si è impiramidata, con un paese che prende le decisioni e la Commissione che conta sempre meno. L'Europa è il più bel disegno politico di pace e prosperità mai avuto, ma è un pane cotto a metà».

12.20. COMMISSIONE UE: «NON C'È FACILE VIA D'USCITA». La Commissione Ue rispetta la «scelta democratica» della Grecia, ma «non c'è una facile via d'uscita» e anche se l'esecutivo Ue è pronto a continuare a lavorare» con Atene «non può andare avanti senza un mandato dell'Eurogruppo». Lo dice il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis. Che ha aggiunto: «Una cosa è chiara, il posto della Grecia era e resta in Europa».
«Il governo greco non è stato in grado di produrre una strategia economica credibile per tornare alla crescita», ha sottolineato Dombrovskis, spiegando che «ora la priorità del governo è attuare le riforme» per rafforzare l'economia.

12.00 - TERMINATO VERTICE A PALAZZO CHIGI. È terminato, dopo circa due ore, il vertice a Palazzo Chigi tra Renzi e Padoan. Al centro del lungo colloquio le conseguenze del 'no' dei greci al referendum sul piano europeo, anche in vista degli Eurosummit di domani. Al termine dell'incontro Padoan ha lasciato la sede del governo senza rilasciare dichiarazioni

11.50- NUOVE TRATTATIVE, LA GERMANIA CHIUDE. La Germania chiude al momento ogni possibilità per nuove trattative con la Grecia. «La porta resta sempre aperta, ma visto il risultato del referendum al momento non ci sono i presupporsi per nuove trattative su altri programmi di aiuto», ha detto il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, a Berlino in conferenza stampa. Poi ha aggiunto che molto dipenderà «dalle proposte che la Grecia metterà adesso sul tavolo». Commentando le dimissioni di Varoufakis, Seibert ha detto che «la questione non è sulle persone, ma sulle posizioni. Varoufakis non è mai stato un interlocutore della cancelliera».
Martin Jaeger, portavoce del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, ha ribadito che «il taglio del debito per noi non è un tema».
Parlando con i giornalisti a Parigi il membro del board della Bce, Christian Noyer, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg, ha spiegato: «Per definizione il debito greco alla Bce non può essere ristrutturato perché ciò costituirebbe un finanziamento monetario» di uno Stato.

11.38 - IL CREMLINO AUSPICA UN COMPROMESSO. Il Cremlino spera che Atene raggiunga un 'compromesso' con i suoi creditori internazionali 'al più presto', aggiungendo che la questione dell'aiuto finanziario alla Grecia deve essere rivolto ad Atene. Lo ha dichiarato Dmitri Peskov, portavoce di Putin. «Vogliamo che i nostri partner greci raggiungano i compromessi necessari con i creditori al più presto e prendano decisioni che consentano una stabilita' economica e sociale nel Paese nel migliore dei modi», ha detto, citato dalle agenzie russe.

11.30 - EUROGRUPPO SI APETTA NUOVE PROPOSTE DA TSIPRAS. L'Eurogruppo convocato per domani comincerà alle 13 e 'i ministri si aspettano nuove proposte da parte delle autorità greche': lo scrive l'Eurogruppo in una nota.

10.30 - IN CORSO IL VERTICE RENZI-PADOAN. È in corso a palazzo Chigi il vertice tra Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan. Il presidente del Consiglio ha convocato per questa mattina il ministro dell'Economia per fare un punto della situazione all'indomani del no dei greci al referendum. Prima Renzi aveva incontrato anche i capigruppo Pd di Camera e Senato, Ettore Rosato e Luigi Zanda.

10.00 - SERRA OTTIMISTA SU TWITTER. Davide Serra, fondatore e ad del gruppo Algebris e vicino al premier Renzi, rassicura sulla tenuta dell'Italia in caso di default greco. Le riforme realizzate negli ultimi due anni, secondo Serra, sono l'antidoto migliore al contagio. La Grecia dunque non «rappresenta più una minaccia».

9.48 - PIAZZA AFFARI, GIÙ LE BANCHE. Sono quelli delle banche i titoli più venduti oggi a Piazza Affari ma anche in Europa. Sul listino milanese soffrono Mps (-5,35%), Banco Popolare (-3,77%), Ubi Banca (-3,5%), Unicredit (-3,14%) e Intesa Sanpaolo (-2,4%). Pesante anche Bpm (-3,06%) e Mediobanca (-2,91%). Non vengono risparmiate le tedesche con Deutsche Bank in ribasso del 2,2%, o quelle francesi con SocGen in calo del 2,2% e Bnp del 2,17%.


9.30 - SAPIN: «LA SOLUZIONE DA DIALOGO PARIGI-BERLINO». Sulla questione greca, «non potrà essere trovata nessuna soluzione» senza un dialogo «in profondità, e in verità», tra François Hollande e Angela Merkel, che si incontreranno stasera all'Eliseo. Lo afferma il ministro delle Finanze francese, Michel Sapin, ai microfoni di Europe 1.

9.28- SPREAD A 159. Scende lo spread tra Btp e Bund dopo un'apertura in rialzo sull'onda dell'esito del referendum in Grecia. Il differenziale si posiziona ora a 159 punti dai 165 dell'avvio. Il rendimento del titolo decennale italiano cala al 2,33%.


9.27 - IPOTESI SQUADRA NEGOZIALE NAZIONALE. È cominciata la riunione tra il presidente della Repubblica greco Prokopis Pavlopoulos, il premier Alexis Tsipras e i leader di tutti i partiti (con l'eccezione di Alba Dorata, il movimento di estrema destra), per valutare la situazione dopo la vittoria del no al referendum. Tra le ipotesi che circolano sulla stampa greca, quella di una 'squadra negoziale nazionale' che comprenda anche esponenti dell'opposizione. Esponenti del Pasok (socialisti) hanno detto che il partito è pronto a partecipare.

9.10 - MALE FRANCOFORTE, PARIGI E LONDRA. Apertura in negativo anche per la Borsa di Francoforte dove l'indice Dax segna un -1,87% a 10.851 punti. Non va meglio a Parigi: il Cac40 segna un calo del 2,06% a 4.709 punti. La Borsa di Londra, invece, cede l'1,08% a 6.514 punti.

9.05 - MILANO APRE IN NEGATIVO: -2,9%. A Milano avvio in deciso ribasso per la Borsa. L'indice Ftse Mib cede il 2,9% a 21.867 punti. Colpite le banche su cui si concentrano gli ordini in vendita. Unicredit cede il 3,9% e Intesa Sanpaolo il 3,5%. Sospesa, dopo pochi secondi di contrattazione, Yoox (calo teorico -1,86%).

9.00 - VERSO LA SUCCESSIONE DI VAROUFAKIS. Il nome del nuovo ministro delle Finanze che dovrà prendere il posto di Yanis Varoufakis verrà annunciato dopo la riunione di tutti i leader di partito greci con il premier Alexis Tsipras. Lo rendono noto fonti governative ad Atene. Tra i papabili il capo negoziatore Tsakalotos, il ministro dell'Economia e Sviluppo Stathakis e il vicepremier Yannis Dragasakis.


8.40 - BRUNETTA IRONICO SU TWITTER. Renato Brunetta commenta l'esito del referendum greco inviando un messaggio a Renzi che suona più o meno «stai sereno».


8.33 - SI ALLARGA LO SPREAD. Borse europee attese in rosso. Intanto aumenta lo spread tra Btp e Bund dopo l'esito del referendum in Grecia ma tutto sommato contenuto al momento rispetto alle stime più negative dopo la vittoria del 'no'. Il differenziale si posiziona a 165 punti dai 145 della vigilia con un rendimento al 2,36%. Lo spread Btp-Bonos si allarga a 161,5 con un tasso al 2,32%.

8.15. GENTILONI: «IL PROBLEMA NON ERA VAROUFAKIS». L'esito del «referendum è stato un colpo di scena, dobbiamo rispettarlo e prenderne atto. E dà più forza al premier Alexis Tsipras nella sua trattativa con il resto d'Europa». Lo ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni intervenendo ad Agorà. Il ministro ha aggiunto che nella difficoltà a risolvere la crisi greca il problema non era certo Varoufakis, «il problema è meno semplice di così».
Il titolare della Farnesina ha poi escluso nel modo più assoluto che esista un rischio di contagio in caso di un default della Grecia. «Il nostro sistema è in sicurezza. Questo non significa però che l'uscita della Grecia dall'Europa sia un male minor perché sarebbe un duro contraccolpo sul destino dell'Europa. E noi faremo di tutto per evitarlo».


7.00- LO SFOTTÒ DEI QUOTIDIANI GRECI. Il quotidiano Efsyn dedica la prima pagina al presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem.

6.30 LE CONGRATULAZIONI DI RAUL CASTRO. Felicitazioni al premier greco, compañero Alexis Tsipras, sono arrivate da Raul Castro che ha pubblicato una lettera aperta sul quoitidiano Granma.

6.00 - LE BORSE ASIATICHE VIAGGIANO IN NEGATIVO. Le Borse dell'Asia-Pacifico viaggiano in territorio negativo ed evitano tuttavia scenari da panic selling: la bocciatura emersa dal referendum in Grecia sulle misure di austerità richieste in cambio di altre risorse per il salvataggio alimentano scenari imprevedibili, appesantendo da subito l'euro sulle principali valute che ha poi cominciato a recuperare terreno.
Con l'ipotesi di possibile uscita di Atene dall'Eurozona, i future sugli indici azionari Usa hanno ceduto ad esito ormai acquisito l'1,4%, mentre la Borsa di Tokyo, prima in Asia tra le grandi piazze finanziarie ad aprire, ha avuto una brusca frenata dell'1,65% migliorata di pochi decimi di punto a metà seduta a -1,5% in un contesto di estrema volatilità.
Reazioni negative, in alcuni casi con parziali recuperi, a Sydney (-1,2%), a Seul (-0,94%), Taiwan (-0,45%), Singapore (-0,68%), Malaysia (-1,30%) e Hong Kong (-0,93%). Discorso a parte per Shanghai, dove il Composite ha segnato un rimbalzo di quasi il 6%, dopo il 30% bruciato in tre settimane: la Banca centrale cinese avrebbe indirettamente dato aiuto alla Securities Association of China, che riunisce i 21 principali broker del Paese, con risorse al servizio della concessione di prestiti a società di intermediazione che, a loro volta, avrebbero fatto prestiti agli investitori per acquistare azioni.
In attesa degli sviluppi in Europa, con l'incontro a Parigi tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese François Hollande, e le mosse che la Bce potrà adottare per assicurare la liquidità sui mercati, l'euro ha ridotto le perdite iniziali sul dollaro e sulla piazza valutaria nipponica si è portato a 1,1047 (-0,60%). La moneta unica ha recuperato anche sullo yen (-0,72%, a 135,45), sulla sterlina (-0,58%, a 0,7097) e sul franco svizzero (-0,21%, a 1,0421). Il biglietto verde, infine, è scambiato a a 122,61 yen, limando la flessione allo 0,16%.

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