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ECONOMIA 7 Luglio Lug 2015 1143 07 luglio 2015

Risparmio postale: il calo dei tassi erode i depositi Smart

Dal primo luglio il libretto postale della Cdp rende lo 0,05%. Dall'oltre 1% di prima. Così le imposte superano gli interessi. E i soldi del cliente diminuiscono.

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Un libretto postale Cdp.

La sorpresa dei risparmiatori postali non c’è ancora stata perché pochi per ora se ne sono accorti.
Ma dal primo luglio il rendimento del libretto Smart, una forma di libretto postale per persone fisiche maggiorenni esistente da alcuni anni, di notevole successo e varia flessibilità, è precipitato.
Rendeva fino a fine giugno tra l’1 e il quasi 2%, secondo una complessa casistica, tassi oggi più che competitivi per la liquidità. Rende adesso lo 0,05%: un trentesimo.
C’è la possibilità di arrivare, a certe condizioni, allo 0,30 o 0,40, se il risparmiatore si attiva. Comunque è sempre meno di un terzo del tasso precedente.
Se il risparmiatore non si accorge delle nuove condizioni, se tace, se non va allo sportello, si tiene lo 0,05 che vuol dire su base annua e su 10 mila euro di deposito 50 di interesse lordo e 17 al netto di tutto.
RENDIMENTI SCESI OLTRE LE ATTESE. Si sapeva che i rendimenti sarebbero scesi e la scadenza del 30 giugno era ben nota. Ma si pensava non sotto lo 0,70-0,60. E soprattutto senza la clausola che, in assenza di richiesta del cliente, assegna al deposito Smart la stessa aliquota riservata al conto corrente postale, quasi zero.
Non è ancora chiaro se si tratta di una breve fase di passaggio e presto la Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) che controlla buoni e libretti postali offerti dai 14 mila uffici del sistema postale (non i conti correnti), farà altre offerte.
CDP PRIMA PER RISPARMIO 'SEMPLICE'. Ma al momento e dal primo luglio la remunerazione del libretto Smart è la più bassa del mercato dopo essere stata la più alta nell’insieme delle banche online tipo Conto Arancio o Che Banca e rispetto alla raccolta bancaria in genere, quanto a liquidità.
Possibile, gli italiani abbandonati dal risparmio postale? In attesa di novità, se ci saranno, non restano che i fatti. La questione non è di poco conto perché la Cdp, controllata dal Tesoro e al 18% dalla Fondazioni bancarie, con una raccolta totale di circa 250 miliardi dei quali un po’ meno della metà con i libretti (e di questi per quasi la metà libretti Smart), è fra i giganti italiani del settore, dopo Unicredit e Intesa, e il primo per le forme di risparmio “semplice” come appunto buoni postali e libretti.
1,6 MILIONI DI LIBRETTI SMART. Fino al 30 giugno il libretto Smart (ce ne sono circa 1,6 milioni con un deposito medio di 27 mila euro e per un totale di oltre 43 miliardi di euro) rendeva o l’1,75% , o l’1,5 o l’1,25, secondo i parametri, e lordo naturalmente.
Il tasso, con una casistica un po’ complicata che non è il caso di ripercorrere, dipendeva da quando era stato aperto il libretto o il vecchio era stato trasformato in Smart. E da quando erano stati fatti i vari depositi.

Su una base di 27 mila euro si prende 5 e si paga 27

La sede della Cassa depositi e prestiti.

Le condizioni per vedersi accreditato l’interesse “premiale” come veniva definito, erano due, oltre all’avere attivato prima di una certa scadenza la carta Smart che consente tra l’altro di depositare e ritirare anche in assenza di libretto: mantenere attivo il libretto fino al 31 dicembre (l’accredito degli interessi maturati avviene infatti a metà gennaio) e non ritirare mai più del 10% di un certo livello della cifra, anche qui secondo parametri legati ai tempi del versamento.
In pratica, un libretto medio con 27 mila euro poteva avere, spesso di “intoccabile” quindi vincolata - fino al 30 giugno - una cifra pari ad esempio alla metà del totale, se l’accumulo era avvenuto gradualmente.
CAMBIA IL TRATTAMENTO FISCALE. Anche il trattamento fiscale dei libretti Smart, che salvo fatti nuovi dal primo luglio esistono più di nome che di fatto, è cambiato. E non a vantaggio del risparmiatore. Prima il libretto pagava l’imposta di bollo annuale di 34,20 euro, la tipica aliquota delle persone fisiche su alcune forme di risparmio. Dal primo luglio il libretto Smart riceve il trattamento fiscale del conto deposito, e paga il 2 per mille sull’ammontare del deposito.
Facciamo due conti, ipotizzando un libretto con la giacenza media di 27 mila euro che ha ricevuto dal primo gennaio al 30 giugno un rendimento lordo dell’1,5. In sei mesi, fanno 202,5 euro di interessi lordi. Meno l’imposta del 26% fanno 145, 85 interessi netti. Meno il 50% dell’imposta da 34,20 (applicata per sei mesi) si arriva a 123,75.
LE IMPOSTE SUPERANO I RENDIMENTI. Vediamo ora i 27 mila euro con il “nuovo” libretto Smart. Se il risparmiatore non fa nulla, riceve in sei mesi lo 0,05%, cioè 6,75 euro di interessi lordi, 5 di interessi netti. E paga l’imposta del 2 per mille, cioè su sei mesi 27 euro. Alla fine dell’anno avrà 27 mila meno 22 euro: 26 mila e 978 euro.
Se il risparmiatore va in Posta e vincola il tutto per tre mesi (la casistica è più complicata ma l’esempio serve per capire il meccanismo di fondo), ha lo 0,3 che pagando il 2 per mille di imposta sul libretto diventa lo 0,15. Se vincola per sei mesi, fino al 31 dicembre, ha lo 0,40 annuo, cioè 54 euro, su cui poi applicare il 26% di trattenuta sugli interessi scendendo così a 40, meno l’imposta semestrale del 2 per mille fanno -14, ritrovandosi alla fine con 26 mila e 986 euro.
OFFERTE ALLETTANTI DAI COMPETITOR. Che dire, il risparmio postale esiste per i libretti dal 1876 e non ha in genere arricchito nessuno. Però ha tutelato molti.
Diverso il discorso sui Buoni, che se acquistati in periodi di tassi molto alti possono mantenere rendimenti più che appetitosi, come sa chi si ritrova ancora con dei trentennali (categoria abolita) acquistati ad esempio nel 1988 o nel 1990.
Dal primo luglio però i libretti Smart si sono allineati ai tassi minimi di mercato. Conto Arancio, Che Banca e altri stanno offrendo ai transfughi che lasciano la Posta interessi dell’1,1 per tre mesi e dell’1,8 per sei mesi, accattivanti quindi. E una massa notevole di liquidità forse prenderà il largo, se Cdp non trova presto un sistema per garantirsi maggiore fedeltà.

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