Economia 8 Luglio Lug 2015 1120 08 luglio 2015

Abi: 2015 anno della svolta

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Antonio Patuelli Il 2015 anno della svolta  e inizio di una decisa ripresa. E' l'auspicio del presidente dell'Abi, Antonio Patuelli nella relazione annuale, sottolineando che c'è "il massimo impegno" delle banche per la ripresa. Primi segnali, l'aumento dei mutui, che nei primi 5 mesi dell'anno "crescono del 64%" rispetto al 2014. PATUELLI: QUESTA UE NON CI PIACE. "Questa Europa non ci piace, non è quella vogliamo", è "una bicicletta con pedali squilibrati, un'aquila bicipite in cui una testa (quella monetarista) spinge per lo sviluppo, mentre l'altra crea troppe regole, sempre più stringenti per il capitale delle banche". Così Patuelli all'assemblea Abi, secondo cui così si "complica la ripresa". "La rincorsa a sempre maggiori e incerte soglie patrimoniali non deve essere infinita". Così Antonio Patuelli all'Assemblea dell'Abi, sottolineando che "gli strappi che le banche potrebbero subire con l'imposizione di ancor più stringenti regole, che comportassero la necessità di sempre maggiori capitali, produrrebbero una concatenazione di altri strappi in Italia". "Da qualche mese percepiamo in Italia un'aria nuova e più costruttiva, dovuta alla convergenza delle iniziative delle Istituzioni per la ripresa, degli sforzi delle categorie economiche e di fattori esterni, ora prevalentemente positivi". Lo ha sottolineato il presidente dell'Abi Antonio Patuelli all'Assemblea annuale. IN GERMANIA PIU' BANCHE CHE IN ITALIA. In Italia ci sono meno banche che in altri Paesi Ue e deve essere "il mercato, con regole europee identiche, che deve selezionare le migliori banche", Patuelli nella relazione all'assemblea, ricordando che nel nostro Paese il numero delle banche "si è progressivamente ridotto per processi di libero mercato, fino agli attuali "134 Gruppi bancari e banche indipendenti, nonché il mondo delle BCC (376) che fra loro fanno "sistema", mentre la Germania ha 1.734 banche e 579 in Francia.

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